LECCE – Nonostante l’apparenza a tratti sorniona, Lecce è una città i cui abitanti, quando decidono che le cose devono andare per il verso giusto, fanno in modo che vadano per il verso giusto e nessuno a oggi, ha potuto dimostrare il contrario.

Nel 1800 ad esempio, con tutte le buone ragioni del caso, i leccesi decisero che l’unico teatro presente in città, non era adatto ad ospitare i cantanti e gli artisti che pure ce la mettevano tutta per far passare in secondo piano gli allestimenti approssimativi e la poca capienza della struttura.

Anche perché, se è vero che il teatro era considerato un privilegio per pochi eletti, è anche vero che l’arte è patrimonio dell’umanità, quindi un coro unanime si levò finché Lecce non ebbe il suo teatro.

Dimentichiamo i tempi biblici e le polemiche infinite che oggi sono necessario corollario di ogni costruzione, fosse anche il rifacimento del manto stradale perché alla fine del 1800 le cose si pensavano, si progettavano e si realizzavano (e a quanto pare duravano nel tempo): nel 1882, Donato Greco chiese al Municipio la licenza per la costruzione del teatro, il sindaco Antonio Guariglia, appoggiato dal consiglio comunale approvò, l’ingegnere Oronzo Greco diresse i lavori per un anno senza sosta, nel 1884 fu fatta una prova generale che conquistò tutti i convenuti e il 15 novembre del 1884 il Teatro Politeama Principe di Napoli fu donato alla città.

Chissà quanto grande fu lo stupore quando videro che il nuovo teatro aveva un palcoscenico mobile, in grado di abbassarsi sino a diventare tutt’uno con la platea.

Quella del 1884 fu un’inaugurazione degna del nome del teatro e della magnificenza della città: nella sala riecheggiano le note dell’Aida di Giuseppe Verdi magistralmente diretta dal maestro Carlo Lovati, mentre sul palco il soprano Erminia Giunti-Barbera, il tenore Francesco De Santis, il mezzo soprano Emma Terrigi, il baritono Stefano Caltagirone e il tenore comprimario Attilio Marverti portavano in scena una rappresentazione memorabile.

Lecce era a sud del Sud, piccola e bellissima, non sapeva che si stava preparando a batter le carte al tavolo da gioco della scena teatrale italiana: era il 1894 quando quello che oggi tutti oggi conoscono come Politeama Greco, portò per la prima volta in Italia la rappresentazione dell’edizione riveduta della “Manon Lescaut” di Giacomo Puccini.
Nel frattempo un giovane Tito Schipa si affacciava al mondo e nel 1911, per puro caso, dopo il licenziamento di Arrigo Boito, impersonò un emozionante Dottor Faust.

Il Teatro Politeama Greco cresceva di pari passo con la città, nel 1913 infatti il legno con cui in origine era stato realizzato, fu sostituito dalla pietra, il palcoscenico divenne fisso, furono costruite tre file di palchi oltre il loggione, il soffitto fu dipinto dal maestro Carmine Palmieri e artisti di fama nazionale contribuirono alla decorazione della sala, le vecchie sedie furono inoltre sostituite con nuove e più comode, di un elegante colore rosso.

Il giardino antistante il teatro, infine, fu coperto e al suo posto fu realizzato il foyer.

Gli Anni Venti furono per il Politeama Greco di Lecce anni di gloria e splendore grazie alla direzione artistica di Tito Schipa, cui si devono i lavori di ammodernamento del 1926 che portarono alla creazione della fossa orchestrale.

Gli anni passavano e il teatro del popolo si pregiava di direzioni artistiche straordinarie, come quella del Maestro Carlo Vitale negli Anni Quaranta, che animò le stagioni fino al 1989, anno della sua morte.

Nel 1958 si iniziò a diffondere il concetto di sicurezza nei luoghi pubblici, per volere dell’avvocato Giuseppe Greco, direttore del Teatro, furono aggiornati tutti i sistemi di sicurezza, l’impianto elettrico e persino quello di riscaldamento che da termosifone, passò ad impianto ad aria calda.

Nel 1976, un prestigioso riconoscimento ha valorizzato il lavoro di chi ha creduto sin dall’inizio in questo teatro: al Teatro Politeama Greco è stata riconosciuta la prestigiosa qualifica di Teatro di Tradizione e nel 1979 per il pregevole valore storico ed artistico è stato dichiarato monumento nazionale.

Successi, applausi scroscianti, emozioni vibranti riecheggiano ora è per sempre tra le sale del testo, che nel 1984, ha celebrato un secolo di vita con l’Aida di Giuseppe Verdi, con il tenore Nicola Martinucci.

La famiglia Greco gestisce il Teatro Politeama con autentico amore e lungimiranza, dopo gli interventi del 1958, nel 1994, la platea è stata completamente rinnovata insieme ai fregi, le decorazioni dei palchi, dell’arco scenico, e del foyer per volere del dottor Alberto Greco mentre l’avvocato Sonia Greco da sempre propone spettacoli di prosa, musical, cabaret, balletti e concerti.

Il teatro di tutti, l’arte per ogni età è un progetto che a Lecce si è concretizzato.