Ippazio Morciano aveva dato il via libera alla nomina di Fabrizio Marra presidente del Pd. La proposta partiva da Stefano Minerva. Ma per Fritz Massa e Sergio Blasi , che hanno contribuito a far eleggere il segretario provinciale, non va bene. Dietro al niet ci sarebbe una ripicca dovuta alla discesa in campo per le regionali del segretario Morciano, secondo i commenti dei malpensanti che circolano in questi giorni. La cosa curiosa è che non ci sono altri candidati alla presidenza del Pd provinciale. L’Assemblea provinciale dei dem deciderà la prossima settimana e sembra scontata la nomina dell’avvocato Fabrizio Marra, ex segretario cittadino di lungo corso. Intanto, tra i giovani c’è chi cerca di prendere l’iniziativa con un incontro pubblico di iscritti e simpatizzanti Partito Democratico Lecce.

“‪Domenica 24 novembre alle ore 10.00 presso la sede della Federazione Provinciale del Partito Democratico di Lecce, via Tasso n.9, si terrà un dibattito pubblico tra iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD” – annunciano Francesca Carone e Marco Marazia. Qualche big storce il naso, «perché le assemblee pubbliche può convocarle soloo il segretario del partito».

«Nata dall’idea di alcuni iscritti, questa iniziativa è finalizzata a ridare al Partito Democratico, attraverso un confronto costruttivo tra il partito e la “base”, il suo naturale ruolo di mediazione tra la società civile e l’azione amministrativa.
Una spinta che parte dal basso e che si basa su principi di rinnovata aderenza tra idee, proposta, azione politica e funzioni amministrative. Sentiamo l’urgenza di raccogliere un’istanza di partecipazione e coinvolgimento che, dopo anni di preoccupante allontanamento della cittadinanza dai simboli politici, ora torna a farsi sentire con forza da più parti e che, a nostro avviso, ora più che mai necessita di trovare forma e voce». In altre parole, potrebbe essere un’operazione “sardine” in salsa Pd leccese. 

«Uno spazio di dialogo e analisi, dunque, ma anche dove definire linee condivise sulle scelte chiave, che in nessun caso possono continuare a essere delegate alla singola iniziativa o alla sensibilità degli eletti. La riforma dello statuto approvata in questi giorni a Bologna dall’assemblea nazionale dimostra che il tema del rinnovamento è senza dubbio una priorità generale e che ridurre la distanza tra elettori, iscritti e rappresentanti nelle istituzioni non è più un’esigenza esclusiva delle realtà territoriali come la nostra. Un cambio di passo fondamentale per il partito e che vede nella dotazione di nuovi strumenti di partecipazione, di discussione e di confronto, finalizzati a dare sempre più peso agli iscritti e agli elettori, l’unico percorso possibile per poterlo attuare.

Un processo di riforma generale che si esprime anche attraverso un rinnovato interesse degli organismi nazionali per le realtà locali come testimoniano l’attenzione e il totale supporto che la segreteria nazionale ha costantemente dimostrato per questa iniziativa e per la voglia di cambiamento che rappresenta.
Da cosa ripartire allora per superare l’immobilismo?
Anzitutto dalla discussione pubblica di questi bisogni in un’assemblea allargata di cui sia il partito stesso a farsi promotore e garante.

Poi, certamente, da una attenta ridefinizione delle deleghe interne, sulla base delle competenze e della disponibilità a portare avanti questo delicato percorso attraverso l’attivazione di tavoli tecnici permanenti, aperti anche a non iscritti, che affrontino per tempo e con metodo le tematiche con cui, di volta in volta, l’amministrazione cittadina dovrà confrontarsi in una visione globale della città, delle sue criticità e del suo sviluppo.
Ultimo ma non meno importante punto l’apertura del partito cittadino all’esterno, attraverso una sede fisica che permetta l’incontro tra iscritti e con la città».

ANCHE IN PUGLIA ARRIVANO LE SARDINE 

In Puglia provano l’ “operazione sardine” anche i giovani non iscritti al Pd che vedono in Matteo Salvini un pericoloso nemico: è già nato il gruppo su Facebook. “Abbiamo creato questo gruppo perché siamo convinti che un’alternativa a Salvini in Puglia, non solo è possibile, ma è necessaria – spiegano gli amministratori – Questo gruppo è politico, ma non partitico.
Non chiederemo la tessera di nessuno.
Quello che si condivide all’interno di questo contenitore sono idee e valori di inclusione, confronto, rispetto e gentilezza.
Rifiutiamo la xenofobia, l’omofobia, l’antisemitismo, il populismo, i nazionalismi, gli integralismi e tutte le forme di fascismo”.

Garcin