SURBO (Lecce) – Sembra veramente paradossale la situazione nella quale, da un giorno all’altro, si sono ritrovati i lavoratori del punto vendita “Piazza Italia” sito all’interno del centro commerciale di Surbo: a ridosso del periodo natalizio si sono ritrovati improvvisamente di fronte alla possibilità di perdere il proprio posto di lavoro. La proprietà della galleria ha infatti intimato all’azienda di lasciare liberi i locali entro e non oltre il prossimo 9 dicembre.

Questo nonostante Piazza Italia – presente sul territorio fin dall’apertura del centro commerciale “Mongolfiera”, nel 2005 – avesse ben due anni prima della prevista scadenza contrattuale manifestato il proprio interesse al rinnovo, unitamente alla dichiarata volontà di procedere alla completa ristrutturazione del punto vendita. Il che avrebbe valorizzato sia la propria immagine sia quella del centro commerciale stesso.

Accordi, sia pur non ratificati formalmente, erano stati presi tra le parti al fine di ottenere almeno una proroga del contratto fino al mese di febbraio 2020. In attesa di conferme formali, lo scorso 13 novembre è invece arrivata la mail con la quale la proprietà ha intimato di liberare i locali entro il 9 dicembre.

“Questo martoriato territorio non ha più una stilla di sangue da far scorrere nelle vene dei lavoratori. E non si può permettere che 15 famiglie, per altro alla vigilia di Natale, possano avere come regalo la perdita del posto di lavoro, non a causa di una strategia industriale da parte del proprio datore, ma a causa di una non precisata scelta da parte dei proprietari dei locali che non possono addurre alcuna legittima motivazione di ordine economico”, dice Daniela Campobasso, segretaria provinciale della Filcams Cgil Lecce. “La Filcams Cgil sarà al fianco di tutti i lavoratori e utilizzerà ogni mezzo a sua disposizione per difendere il diritto a condizioni di vita dignitose attraverso il lavoro, a maggior ragione in presenza di un’azienda che non vuole lasciare il territorio e che attesta il valore dei propri dipendenti”.