LECCE – Udienza cruciale nel processo “Favori&Giustizia” alla luce della rimodulazione del capo d’imputazione principale di corruzione in atti giudiziari. Sul banco degli imputati, in uno dei processi più delicati degli ultimi anni, compaiono nomi eccellenti: l’ex pm della Procura di Lecce Emilio Arnesano insieme ad esponenti eccellenti della sanità salentina. In giornata, in una lunga maratona di ascolti davanti ai giudici del collegio B del Tribunale di Potenza andatI avanti fino a tarda ora, sono stati sentiti, così come richiesto dalla pubblica accusa, due magistrati, colleghi per anni del magistrato sospeso dal servizio da tempo: i sostituti procuratori Paola Guglielmi e Roberta Licci.

Colleghi di piano, che hanno vissuto professionalmente parlando la vita dell’ufficio inquirente. Le deposizioni dei due pm hanno tratteggiato la figura di un collega poco ligio e irreprensibile, evidenziato una scarsa produttività e un approccio di non particolare attaccamento al lavoro, oggetto anche di segnalazioni mai sfociate in procedimenti disciplinari. In particolare, così come ribadito in aula, la pm Guglielmi si è spesso lamentata del collega che arrivava tardi in ufficio costringendo lei e altri magistrati a supplire alla sua assenza nelle udienze di giornata.

In aula non sono comparsi solo ex colleghi. Come teste d’accusa è stato sentito anche il cancelliere Antonio Negro, da tempo alle dipendenze del magistrato Guglielmi dopo anni vissuti nella cancelleria del dottore Arnesano. Un ascolto scaturito dal fatto che quando il cancelliere andava a pesca con il pm era sempre il magistrato a pagare. E il cancelliere si era lamentato della sua convocazione dei magistrati potentini anche perché pensava di andare in macchina solo con gli avvocati e non anche con il magistrato. Sulla base di questa “insofferenza” del tutto personale era stato imbastito un possibile teorema di un condizionamento del teste ed era stata inoltrata una segnalazione dl Procuratore Capo dalla stessa pm Guglielmi. Dalle dichiarazioni rilasciate in aula non sarebbe emerso alcun tentativo di avvicinamento del testimone.

L’udienza si è soffermata anche sulle nuove contestazioni. E in aula è stato stato sentito, come teste della difesa, l’imprenditore Tommaso Ricchiuto, presidente del Consiglio di amministrazione della ditta Igeco. Secondo l’accusa si sarebbe adoperato per far assumere il figlio del magistrato nella sua ditta. Ipotesi accusatoria smentita. Andando a ritroso e riavvolgendo il nastro della memoria Ricchiuto ha riferito di aver conosciuto Arnesano in occasione di una festa presso il porto di Brindisi. Gli fu presentato dall’allora comandante della Guardia di Finanza di Lecce Vincenzo Di Rella. E non si parlò assoltamente del figlio di Arnesano anche perché erano presenti centinaia di persone. Successivamente il ragazzo avrebbe presentato una domanda per partecipare ad un bando della Regione per uno stage presso la ditta Igeco. La valutazione del suo curriculum venne vagliata dallo staff della sua società che dai funzionari della Provincia e uil giovane venne assunto per sei mesi per circa 400 euro al mese. Successivamente, sempre con un altro stage, il giovane è transitato ad un’altra società che non ha completato perché è andato via in anticipo di sua spontanea volontà.

Nell’ambito dello stesso filone in aula è stato sentito l’urologo Sergio Serio, indagato per lo stesso procedimento, (assistito dall’avvocato Pantaleo Cannoletta), accusato di un capo d’imputazione aggiunto. A fronte del regalo di alcune confezioni di cianis (un farmaco per virilità) avrebbe chiesto ad Arnesano l’interessamento per un ragazzo che aveva un problema di natura penale. Serio ha precisato di essere l’urologo di fiducia dell’ex magistrato. E che aveva riscontrato problemi di natura urologica tanto che la prescrizione del cianis era correlata alla cura di questa patologia. L’interrogatorio non è stato lineare. C’è stato qualche problema con il Presidente (che si era preparato come ha tenuto a sottolienare per cercare di confutare le dichiarazioni del medico). E Serio non si è sottratto ad un “supplemento” precisando che tutte le confezioni fornite all’ex pm erano campioni che gli venivano fornite gratuitamente dagli informatici farmaceutici.

Ancora più complesso si è rivelato l’ascolto di un altro dottore che, con alcuni messaggini con Arnesano in una chat, aveva sollecitato un interessamento del pm per un trasferimento all’ospedale Gallipoli. Si sono vissuti momenti di tensione. Perché il teste, nel corso della sua deposizione giurata, ha smentito gran parte del contenuto del verbale rilasciato davanti ai finanzieri nel corso delle indagini tanto da essere richiamato più volte dal pm. Ai sensi dell’articolo 507 il Tribunale non ha ammesso le richieste del pm di ascoltare il capitano della Guardia di Finanza Ranieri e rigettato la richiesta di alcune interecettazioni è stato ammesso l’ascolto del finanziere di Abaterusso solo per alcune questioni.

Il Tribunale nella giornata di domani darà incarico ad un perito per una piccola trascrizione di un dato informatico contenuto nel telefonino dell’ex direttore dell’Asl di Lecce Ottavio Narracci (altro imputato) e ha rinviato al 15 novembre per l’esame della ex collega di Arnesano Angela Rotondano (ora membro del Consiglio di Stato) e per le dichiarazioni spontanee che Narracci ha annunciato voler rilasciare. Il 17 gennaio, (magari neve permettendo ndr), è prevista la requisitoria del pm Anna Gloria Piccininni.

Il collegio difensivo è ompletato Luigi; Alberto e Arcangelo Corvaglia; Luigi Covella; Ladislao Massari; Antonio Savoia; Renata MinafraAmilcare Tana; Stefano Chiriatti; Francesco Paolo SistoGabriele Valentini; Danilo Di Serio; Giangregorio De Pascalis; Cesare Placanica; Aldo Morlino e Carlo Panzuti.