LECCE – Dimenticate l’immaginario dei nostri nonni amanti della lirica, che un tempo erano costretti, al buio del teatro, ad aggrottare la fronte, con una piccola torcia in mano, per seguire attentamente i testi delle opere in scena: la novità è che anche Lecce finalmente è al passo coi tempi, essendosi dotata di un mini-display dove sono predisposti i sovratitoli, che si estende orizzontalmente e non è per nulla invadente (al contrario, è un ottimo espediente per coinvolgere maggiormente la platea). E ieri l’attenzione è rimasta viva per tutti e tre i lunghi atti de: “Il Rigoletto” di Giuseppe Verdi, in scena al Teatro Politeama Greco di Lecce.
Sotto la direzione artistica di Vlad Conta, la regia di Paolo Panizza e le scenografie di Franco Armieri, l’orchestra salentina “Oles” e il coro “Opera in Puglia” hanno accompagnato i protagonisti della prima delle tre opere della cosiddetta “trilogia popolare” verdiana.

A interpretare Rigoletto, il ciambellano di corte più famoso dell’orbe terraqueo, Leo An, cantante lirico di fama internazionale (ha portato il “Nabucco” a Washington): nel primo atto, il tenore ha emozionato molto nel soliloquio che funge da autoanalisi struggente “Pari siamo: lui ha il fucile e io la lingua”. La figlia Gilda, strappatagli via dal destino, è stata maestosamente impersonata da Giulia della Peruta, che ha dimostrato una grande capacità sonora, alternando i toni bassi alle improvvise impennate di acuti: un meccanismo molto ricorrente nelle arie di Verdi. E poi ancora: il Duca di Mantova, cantato da Angelo Fiore, che vediamo ora in atteggiamenti virili ora scendere a compromessi con l’amore, quando intona: “È il sol dell’anima, la vita è amor” e
“Amiamoci, d’invidia agli uomini sarò per te”. Infine, nel terzo atto, la celebre aria “La donna è mobile” chiarisce meglio la chiave drammaturgica che affida Verdi all’opera. Tra i protagonisti, calorosamente applauditi i conterranei Antonella Colaianni (nel ruolo di Maddalena) e l’usciere di corte, Carlo Provenzano, ma anche il giovane messinese Gaetano Triscari (il Conte di Monterone) e Enrico Iori (Sparafucile).
È previsto per domani, domenica 10 novembre, alle 18, il secondo appuntamento.