CAMPI SALENTINA (Lecce) – Picchiava di sovente la convivente in gravidanza con il rischio di farla abortire. Spesso in uno stato psicofisico alterato per via dell’abuso di sostanze stupefacenti. Un 26enne di Campi Salentina (del quale non forniamo le generalità per tutelare l’identità della vittima) è finito in manette con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, reati entrambi aggravati. Il giovane è stato accompagnato in carcere dai carabinieri del Norm di Campi Salentina che hanno eseguito un’ordinanza richiesta dal pm Luigi Mastroniani (magistrato in forza al pool delle fasce deboli) e disposta dal gip Giovanni Gallo.

A mettere in modo gli accertamenti è stata la denuncia della persona offesa. la ragazza sarebbe stata picchiata più volte nonostante fosse incinta da giugno. E per le botte ricevute avrebbe rischiato persino di abortire. Una lunga sequela di abusi e praevaricazioni fisiche e psicologiche che hanno costretto la giovane ad abbandonatre l’abitazione pper rifugiardi dai propri genitori salvo poi ridare un’altra chance al suo uomo anche in previsione delle futura nascita. Ma il refrain sarebbe stato sempre lo stesso. Imprecazioni, offese, botte e minacce.

Offese del tipo: “Stai ingrassando come una porca, non sarai una buona madre”; “domani ti faccio vedere io una cosa…ti faccio a sangue, un buco in fronte a tutti quanti”. Privazioni come quella del suo telefono cellulare impedendole di avere alcun contatto con amici e familiari e debilitandola al punto tale da cagionarle una “ipercontrallitià uterina e minacce di aborto” come diagnosticato dal pronto soccorso dell’ospedale di Brindisi il 26 luglio. Minacce di morte per indurre la convivente a non riferire a nessuno delle aggressioni dicendole che se ne avesse parlato con amici e familiari l’avrebbe pagata. Vere e proprie intimidazioni come il 12 ottobre quando il 26enne in preda ad un immotivato accesso d’ira avrebbe costretto la compagna a salire in auto per recarsi in una zona isolata mentre continuava a minacciarla di morte. In quei frangenti le avrebbe schiacciato il viso sul finestrino atterrendola al punto tale da non riuscire a trattenere l’urina. Rimessosi alla guida nel rientro verso casa mentre la compagna cercava di uscire dall’abitacolo l’avrebbe afferrata per i capelli; le sbatteva più volte lo sportello sulla gamba sferrando ripetuti pugni sul volante tanto da danneggiarlo.

In più occasioni la donna ha fatto ricorso alle cure dei sanitari presentandosi in ospedale. Uno spartito andato avanti fino alle scorse settimane e che avevano gettato la giovane in uno stato di quotidiano e perdurante turbamento emotivo. Dopo aver trovato il coraggio di denunciare colui che doveva essere il suo uomo e crescere il loro figlio i carabinieri del Nomr di Campi (al comando del tenente Antonio Saponaro) hanno acquisito i certificati medici dell’ospedale di Brindisi, le fotografie con i messaggi inviati dall’indagato e le dichiarazioni di parenti e amici sentite come persone informate dei fatti. E per il giovane si sono aperte le porte del carcere di Borgo “San Nicola”. Nella giornata di domani comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia assistito dall’avvocato Giandomenico Daniele.