PUGLIA – La candidata presidente del M5S alla Regione Puglia, Antonella Laricchia, minimizza il ciclone che si è abbattuto sul consenso dei pentastellati. Eppure l’emorragia ha radici lontane: si parte dalle esclusioni di attivisti dalle parlamentarie (anche se alle comunali erano stati ritenuti degni), dalla sera alla mattina, senza un motivo vero, fino alla cancellazione dell’autonomia dei meetup, per arrivare ai capibastone locali che sono diventati dei “padreterni”. Poi, sono arrivati i dietrofront su battaglie che erano il fondamento dei pentastellati: il no alle alleanze con i vecchi partiti e col Pd, il no al doppio mandato, il no assoluto a Ilva e Tap e la promessa di smantellamento. Ma Antonella Laricchia ha una versione diversa:  

“I risultati in Emilia Romagna e Calabria erano più che prevedibili e per questo non ci spaventano. La Puglia è un’altra storia, perché abbiamo iniziato a lavorare, per vincere nel 2020, dal 1°giugno 2015 facendo una vera opposizione a Emiliano, leggendo le carte e beccando scandali e sprechi, più o meno recenti, con responsabilità tanto del centrodestra quanto del centrosinistra, facendo risparmiare milioni di euro ai pugliesi. Lo ribadiamo ancora una volta: siamo la sola alternativa a destra e sinistra e chi oggi parla di equilibri cambiati evidentemente non ci conosce. Abbiamo iniziato a scrivere il programma da marzo 2019, partendo da quelli che sono i temi più sentiti dai pugliesi: lavoro, legalità, sanità, trasporti, solo per citarne alcuni. Un programma basato su dati precisi e proposte concrete, non su promesse irrealizzabili fatte in campagna elettorale solo per cercare di accaparrarsi consensi. L’80% dei cittadini che abbiamo incontrato nelle riunioni provinciali si è espresso a favore del coinvolgimento della società civile in questa campagna elettorale e abbiamo tanti professionisti pronti a supportare il nostro progetto. Il risultato di ieri non è una sorpresa, quello del M5S in Puglia lo sarà. Dalla nostra regione può partire il cambiamento per tutto il Sud Italia: la Puglia può essere la prima regione a guida cinque stelle d’Italia”