SALENTO – Nell’Istituto Tecnoco Superiore si trova lavoro già a un anno dal diploma. A Palazzo di città di Taranto, in piazza Municipio, dalle 9:30 alle 13 di lunedì 27 gennaio 2020, si terrà il convegno “La forza delle nostre idee per Taranto”. Poi si terrà un secondo convegno a Lecce. I tecnici superiori possono puntare sull’economia portuale e turistica e sulle grandi potenzialità occupazionali che offre la città e la provincia tarantina e quella leccese. Saranno presenti istituzioni scolastiche, imprenditori e grandi esperti nel campo del turismo per spiegare i progetti che coinvolgono gli istituti scolastici e tecnici del grande Salento e per comunicare i numeri che confermano la forte capacità di inserimento nel mondo del lavoro che possiede un diploma di questo tipo.

In un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche, gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) giocano un ruolo decisivo nella formazione terziaria professionalizzante per il sistema produttivo e le aree tecnologiche strategiche nazionali ed internazionali.

Gli ITS consentono di realizzare modelli di sviluppo delle competenze, conoscenze ed abilità funzionali al mondo del lavoro, attraverso un’offerta formativa fortemente correlata a un reale bisogno delle aziende. Tale legame è volto sia ad intercettare l’innovazione e il cambiamento, sia a formulare azioni formative specifiche. Nella prospettiva della rivoluzione tecnologica 4.0 ormai in atto, gli ITS formano, infatti, quei profili tecnici e/o manageriali ad alta specializzazione di cui ben oltre il 70% delle imprese nazionali hanno manifestato negli ultimi 15 anni un impellente bisogno formativo. In tale direzione si evidenzia come gli ITS stiano già sperimentando le competenze per i nuovi lavori del futuro e per le nuove professioni dei servizi a banda larga .

Tuttavia, occorre rendere più efficaci i canali comunicativi ed il livello di informazione sulla reale portata innovativa che il segmento di Istruzione e formazione terziaria degli ITS rappresenta: l’esperienza più compiuta di modello ‘duale’ e la più qualificata alternativa al canale universitario in grado di coinvolgere sempre più imprese.

Dal monitoraggio nazionale condotto dal MIUR nel 2018 sul Sistema ITS emerge inoltre che l’82,5% dei diplomati negli ITS ha trovato lavoro entro un anno dal diploma e nell’87,3% dei casi lo ha trovato in un’area coerente con il percorso concluso.

A fronte della crescente disoccupazione giovanile di diplomati e laureati, tali dati avvalorano i punti di forza di un sistema che fonda le ragioni del suo successo essenzialmente su:

• la stretta connessione che gli ITS hanno con le imprese, in quanto si collegano a un bisogno di professionalità reale ed effettivo delle aziende;

• l’utilizzo di metodologie di cd. “didattica attiva” (tra le quali: design thinking, inquiry based learning, cooperative learning, uso del laboratorio, project work, etc.) che privilegiano metodi di apprendimento sperimentale e dialettico che meglio si adattano alla tipologia di studenti-target di tali percorsi;

• lo sviluppo di competenze specialistiche (soft e hard skill), direttamente collegate con gli ambienti reali produttivi e quindi particolarmente apprezzate dal tessuto imprenditoriale.

L’area intermedia dei Tecnici Superiori è cruciale per le industrie medium tech italiane, perché progetta profili (ruoli, mestieri, professioni) che hanno un ruolo di cerniera fra teoria e operatività, sia svolgendo ruoli tecnici specialistici sia svolgendo ruoli intermedi: si tratta di ruoli, mestieri e professioni che operano nei cruciali processi di realizzazione di prodotti di alta gamma e di servizi di alta qualità per il cliente finale o intermedio, che contribuiscono a integrare processi, tecnologie, attività altamente complesse e interdipendenti, che animano o partecipano proattivamente al lavoro in team. Questi mestieri e professioni collocati al baricentro del processo produttivo, sono determinanti nella competizione internazionale.

L’EURES fa emergere nei suoi innumerevoli Rapporti come il lavoro nella quarta rivoluzione industriale sarà costituito da molteplici ruoli nuovi e/o profondamente modificati, generati non da ineluttabili effetti delle tecnologie, ma da una progettazione che ha definito funzioni, mestieri e professioni dotati di senso. Il paradigma dominante del lavoro 4.0 potrà essere quello dei “mestieri e professioni a banda larga” che devono poter contenere numerose attività diverse per contenuto, livello, background formativo.

L’ITS offre un paradigma formativo aderente a questo percorso. Esso – oltre ai suoi pregi per la crescita delle persone, per l’occupabilità e per il superamento del mismatch, è in grado di sviluppare new job e new skill, soprattutto attraverso l’attività di ricerca applicata, che caratterizza la Formazione on the job.

Il mondo del lavoro, infatti, continuerà a cambiare: da oggi al 2025 circa il 45-50% delle occupazioni necessarie nel futuro, oggi non esistono. Quelle che oggi esistono saranno profondamente modificate.

In questa prospettiva la progettualità degli Istituti Tecnici Superiori non tende a formare le persone per ricoprire profili ristretti, mansioni super specializzate destinate a essere rapidamente superate dall’evoluzione tecnologica e organizzativa, ma piuttosto quei mestieri e professioni a banda larga che  puntano sia ad un alto livello di conoscenze, competenze e capacità trasferibili sia ad un elevato livello di specializzazione.

L’ITS per l’Industria dell’Ospitalità e del Turismo Allargato (ITS IOTA) con sede legale a Lecce e sedi operative in tutta la Regione promuove, nella sua offerta formativa, una grande varietà di ruoli a diversi livelli e con diversi contenuti, caratterizzati da forte conoscenza delle teorie e delle tecniche in campo professionale, da competenze operative specifiche eccellenti, dal dominio delle tecnologie digitali, dalla capacità di cooperazione, condivisione delle conoscenze, comunicazione estesa, problem solving e creatività.

Ogni allievo dell’ITS IOTA diviene un “lavoratore della conoscenza”, in grado di svolgere il lavoro a base artigiana, il lavoro fondato su conoscenze simboliche e il lavoro di supervisione, in un’ottica di miglioramento continuo.

Lo sviluppo del segmento di istruzione terziaria professionalizzante, imperniato sugli Istituti Tecnici Superiori, rappresenta un driver strategico per il Paese, in quanto consente di affrontare una duplice sfida: da un lato, rispondere alla varietà delle esigenze, dei talenti e delle aspettative di sviluppo formativo e professionale dei diplomati del secondo ciclo di istruzione e formazione professionale;

dall’altro, ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, che genera il paradosso di elevata disoccupazione giovanile e posti di lavoro non coperti dalle imprese, già evidenziato in precedenza.

È proprio il segmento terziario professionalizzante a rappresentare quel gap sul totale dei giovani con titolo di studio di livello terziario che separa l’Italia da molti altri Paesi dell’area UE e OCSE. Se infatti solo il 27% dei giovani tra i 25 ed i 34 anni ha un titolo di studio di livello terziario, contro una media UE del 39%, con una distanza di oltre 12 punti percentuali, oltre 8 di questi sono dati da titoli a ciclo breve professionalizzanti.

Nella progettazione partecipata con le aziende si coniuga la richiesta di specializzazione ad una base comune di conoscenze (matematica, tecnologia, logica, storia dell’arte, lingue etc.), capacità (design thinking, project work, team work etc.) attitudini e abitudini fondamentali (disponibilità , padronanza di lavori delle tecniche, tensione ad accrescere la professionalità, partecipazione  al lavoro organizzato, passione per il ben fatto e dedizione al cliente).

I percorsi formativi ITS IOTA sono progettati sulla base dei risultati provenienti da una indagine di mercato svolta su un campione di duemila aziende del comparto turistico in Puglia. Infatti, l’analisi dei fabbisogni formativi ed esigenze di innovazione aziendale consente di formulare progetti di alta formazione mirata.

L’ITS IOTA punta a quelle professioni a larga banda che includano lavori umili e lavori complessi, fasi di apprendistato e fasi di responsabilità importanti, forme di mobilità territoriale e aziendale abilitanti, riconoscimenti e certificazioni delle qualità umane e professionali. Tali sincronie conciliano strategicamente tecnica e cultura, teoria e pratica, formazione della persona e formazione alla professione.

Nel settore dell’ospitalità e del turismo .tutto ciò significa saper coniugare tutti gli aspetti anche invisibili dell’accoglienza, sorridere e curare il cliente in ogni situazione, lavorare in team, conoscere le lingue, migliorare continuamente l’organizzazione del lavoro e se stessi. Frequentare ITS IOTA è anche un modo per essere selezionati, formati, essere inseriti nell’area, acquisire una professione e fare una carriera».  

Nell’ idea di didattica sul campo l’ITS IOTA tenta di superare la crociana tradizionale contrapposizione fra scuole “che insegnano a pensare” come sono visti licei ed università generaliste e scuole che “insegnano a fare” come i più vedono la Formazione ed Istruzione Professionale o gli Istituti Tecnici per approdare ad una  versionemoderna della integrazione stretta fra lavoro intellettuale e lavoro manuale

Nel territorio si traduce nell’Integrare tradizione ed innovazione e farlo velocemente attraverso la formazione integrale della persona (che, se reale, rende il giovane anche occupabile) e non l’addestramento utile a un placement occasionale.   Occorre formare” adesso “persone che amino la tecnica e l’umanità che accanto alla capacità di essere leader abbiano quella del riconoscere nell’altro una risorsa che può aiutare a migliorare il proprio lavoro.

Considerando il contesto del tessuto produttivo italiano e della Regione Puglia, fortemente frammentato e con poche filiere strutturate, il capitale umano rappresenta il vero elemento attivatore della diffusione delle tecnologie e, più in generale, del paradigma 4.0 come driver di innovazione e sviluppo.

Con riferimento alla formazione continua inoltre, l’ITS IOTA sta implementando un collegamento strutturale  con le imprese – sia quelle afferenti alla compagine sociale, sia quelle che ‘guardano’ agli ITS come bacino di selezione delle proprie risorse umane. Ciò consente alla Fondazione stessa di qualificarsi nei confronti delle aziende come partner formativo in grado di fornire servizi ulteriori al corso biennale post-diploma.

Il tema delle politiche del lavoro rappresenta una potenziale direttrice di ampliamento della gamma di servizi della Fondazione ITS al fine di  offrire un servizio più ampio alle aziende clienti. Con riguardo a questo segmento, si ipotizzano tre potenziali ambiti di rafforzamento dell’attività degli ITS:

1) accompagnamento dei giovani diplomati nella ricerca attiva del lavoro, in particolare attraverso il potenziamento delle attività di job scouting, e nel supporto alla realizzazione di un percorso di autoimprenditorialità o di lavoro autonomo;

2) sviluppo del modello di apprendistato di alta formazione a partire dal secondo anno di corso, quale strumento per fidelizzare il rapporto con le imprese partner e offrire agli studenti un contratto di lavoro già durante il percorso di studio;

3) interventi di re-skilling dei soggetti espulsi o a rischio di espulsione nel mercato del lavoro, anche in collaborazione con le Agenzie per il Lavoro partner della Fondazione.

Il dialogo fra formazione e lavoro nel nostro ITS è del tutto evidente e costante: almeno il 40% della durata dei corsi è svolto in azienda, stabilendo fin da subito un legame molto forte con il mondo produttivo attraverso stage, anche all’estero, con collaborazioni importanti stipulate con piattaforme internazionali di incontro domanda-offerta come HOSCO, con grosse società di intermediazione europee come THC, con Università internazionali come la NHL Stenden, che riconosce l’intero biennio e l’ingresso al terzo anno per il conseguimento della laurea quadriennale.  Inoltre, il corpo docente proviene per almeno il 60% dal mondo del lavoro, e questo garantisce che i linguaggi, le pratiche, gli usi e le dinamiche aziendali siano da subito condivisi, sia a beneficio del discente-lavoratore sia dell’azienda, in una dinamica che non può non essere vincente per entrambe.

La Fondazione ha già sperimentato i primi contratti di apprendistato di terzo livello in costanza di frequenza del biennio formativo. L’esperienza lavorativa in azienda, infatti, può essere svolta in regime di alto apprendistato, garantendo così una maggiore integrazione tra formazione e lavoro.

Sono soprattutto le PMI che collaborano alla realizzazione dei percorsi ITS, non solo ospitando studenti in stage curriculare, ma progettando il profilo professionale in uscita e mettendo a disposizione, come formatori, i propri dipendenti.

I risultati statistici più significativi sul primo monitoraggio dei due percorsi attivati nel biennio 2016-2018 dall’ITS IOTA (Sedi di Lecce e Vieste), sono decritti nella banca dati nazionale dell’istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa (INDIRE) che rileva, analizza e interpreta dal punto di vista quali-quantitativo le performance dei percorsi ITS, mediante azioni di monitoraggio e valutazione.

I macro indicatori di realizzazione di risultato sui quali viene realizzata l’attività di monitoraggio di tutti gli ITS nazionali, risultano essere 5 e sono suddivisi nelle seguenti aree: Attrattività, Occupabilità, Professionalizzazione/Permanenza in Impresa, Partecipazione Attiva, Reti interregionali

Per ciò che concerne l’indicatore “Attrattività” le articolazioni che ne consentono la misura sono da rinvenire nelle statistiche di seguito descritte. Il tasso di selezione, ovvero il rapporto tra il numero di soggetti che hanno sostenuto la prova di selezione e il numero di soggetti che hanno fatto la domanda di iscrizione registra un valore che si attesta intorno al 91,09%. Tale percentuale è avvalorata da un successo formativo che presenta l’84,68% tra il numero di idonei a frequentare l’ITS IOTA ed il numero di ammessi all’esame di diploma. Ben 23 su 25 studenti hanno conseguito con successo il titolo di Tecnico per il Management nel comparto turistico (92%).

Estremamente incoraggianti ed in linea con le statistiche nazionali del MIUR risultano essere gli indicatori che stimano la dimensione “Occupabilità” per i diplomati ITS IOTA. Gli studenti diplomati che trovano occupazione a 12 mesi dal diploma sono circa il 98% con contratti di lavoro a tempo indeterminato (82%). D’altra parte, in altre forme contrattuali si stimano il 9,5% per contratti a tempo determinato e l’8,5% apprendistato professionalizzante. È opportuno osservare che di questa nuova forza lavoro in carico delle aziende, il 15% continua gli studi in percorsi universitari compatibilmente con gli impegni di lavoro. A completamento del quadro del tasso di occupazione registrata, il 90,26% dei nuovi assunti trova un lavoro coerente con il percorso formativo ITS frequentato.

I tassi del fattore “Occupabilità” sono tali, perché gli stage, misurati dall’indicatore “Professionalizzazione e Permanenza in Impresa” sono realizzati grazie al network che l’ITS IOTA crea con le imprese locali, regionali, nazionali ed internazionali. Infatti, il tasso dei corsisti in rapporto alla forza lavoro presente in azienda consente di esprimere da parte di quest’ultime un fabbisogno formativo-lavorativo tale da riuscire ad inserire nel proprio organico i nuovi studenti diplomati. I tirocini, infatti, sono strutturati e svolti in imprese che manifestano e presentano al 100% un reale bisogno di assunzione nel breve periodo.

La qualità dell’alta formazione è dovuta alla “Partecipazione attiva” da parte del corpo docente che afferisce per il 61% dal mondo dell’impresa, per il 20% dal mondo universitario e/o centro di ricerca, e per il 19% dagli istituti scolastici.

Infine, le “Reti interregionali” di stage all’estero (61,59%) e di docenti che lavorano abitualmente in altre regioni e/o nazioni (58,36%) consentono di ampliare la qualità dell’intervento formativo in quanto i contenuti didattici e laboratoriali si arricchiscono a livello esponenziale di best practice.

EVENTO DI LECCE

Presentare gli allievi diplomati della Fondazione al territorio è uno degli obiettivi dell’evento che si svolgerà nella mattinata del  28gennaio 2020 presso le Officine Cantelmo sede dell’ITS IOTA.

Nel corso della giornata verranno presentate, in collaborazione con la rete di Istituti di Istruzione Secondaria Superiore RE.SA.TUR.di cui fa parte l’ITS Turismo, attività di ricerca , progetti già realizzati ed altri che sono in cantiere e che vedono l’attiva partecipazione di Aziende ed Associazioni di Categoria a fianco del sistema di Istruzione e Formazione per una reale integrazione nel curricolo dell’alternanza.

Rafforzare i legami nella filiera formativa costituitasi e fra essa, le Istituzioni pubbliche e private presenti all’evento, e il sistema produttivo è un obbligo per chi si sente impegnato a favorire sviluppo ed innovazione come sicuro volano per la nostra economia e, quindi, per il futuro dei nostri giovani.

EVENTO DI TARANTO

Presentare le idee d’impresa e la Vision gli allievi in uscita dal percorso “Tecnico Superiore specializzato nel management della filiera dell’economia del mare con particolare riferimento a quella turistico-nautica” svoltosi a Taranto nel biennio 2017-2019 hanno del loro territorio è uno degli obiettivi dell’evento che si svolgerà nella sala degli specchi del Comune di Taranto nella mattinata del 27 gennaio 2020.

La giornata vedrà le Istituzione Pubbliche, Scuole Secondarie Superiori, accanto alle Imprese, a referenti di Confindustria, di Puglia Sviluppo, del Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Puglia, del Dipartimento della Formazione Professionale Regionale e di A.R.T.I. Regionale, attenti protagonisti, in un dibattito fondato sulla tematica dell’autoimprenditorialità e delle politiche attive per il lavoro.

Nell’ottica di nuova linfa ad un’offerta territoriale di accoglienza di qualità, favorire la nascita di start up di servizi innovativi  attraverso misure di accompagnamento alla nascita d’impresa, è un atto d’amore verso un territorio che possiede eccellenze  che attendono  solo di essere valorizzate.