LECCE – Sono 239 le donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza leccese “Renata Fonte”, guidato da Maria Luisa Toto. I numeri sono alti, ma solo perché adesso le donne denunciano, vengono allo scoperto, come ci spiega la presidente nell’intervista realizzata oggi (cliccate sull’immagine per vederla srl). Nel 91 % dei casi si tratta di donne giovani e italiane. I Centri Antiviolenza le accolgono e le accompagnano creando uno scudo sociale, legale ed esistenziale (con assistenza psicologica). La battaglia è soprattutto culturale: il centro “Renata Fonte”, da oltre 20 anni, lavora sulle nuove generazioni per fare prevenzione nelle scuole e insegnare che la donna non è un oggetto o un possedimento da rivendicare con violenza e persecuzione.

Oggi, in Via Santa Maria del Paradiso, a Lecce, si è tenuta la conferenza con tante ragazze che sono il cuore di questa importante attività: alcune hanno letto le loro toccanti testimonianze, hanno raccontato la loro uscita dall’inferno. Perché venire fuori dalla violenza è possibile a qualsiasi età, ma non da sole.

I DATI

 La fascia d’età tra i trenta ed i quarantacinque anni è quella maggiormente colpita dal fenomeno, il 70%. Con riferimento allo stato civile, risulta che le donne che hanno avuto accesso al centro sono per il 33% coniugate, il 26,5% separate, il 5,5% divorziate, questo attesta il carattere intrafamiliare della violenza, anche dopo la separazione. Per ciò che concerne il dato relativo alle donne nubili, 31,5 %, si può affermare che le forme di violenza vengono agite all’interno della relazione di coppia.

Il fenomeno è trasversale e colpisce chiunque. Si registra infatti che il 48% delle donne sono diplomate ed il 18% laureate.

I dati, inoltre, attestano che l’assoggettamento della donna può peggiorare in caso di assenza di un lavoro stabile: il 20% risulta non occupata ed il 30% con occupazione precaria. Si segnala, tuttavia, che la violenza si manifesta anche attraverso l’arbitrario accesso, da parte dell’uomo violento, a risorse economiche della donna che lavora.

Le donne che si rivolgono al Centro Antiviolenza Renata Fontespesso riferiscono di aver subito violenza multiple. Si tratta di violenze agite da partner o ex partner, dirette ad esercitare forme di controllo e di sopraffazione. Alle violenze fisiche o sessuali si accompagnano spesso anche violenza psicologica e di carattere economico.

La violenza psicologica sembra però accompagnare tutte le forme di violenza, così come quella del ricatto economico. Rispetto al 2018, aumentano le donne che subiscono violenza fisica, psicologica e stalking, mentre diminuiscono le sessuali.