LECCE – Il Secondo Report Ambiente e Salute in provincia di Lecce (dal forte peso scientifico) punta a condividere le informazioni con la comunità, le imprese e le istituzioni per prendere decisioni condivise di tutela della salute pubblica. Se la falda acquifera monitorata da Arpa non presenta criticità, l’aria a ridosso degli impianti industriali, invece, rappresenta un pericolo, se unità a tutta una serie di altri rischi cancerogeni. Lo Studio caso-controllo PROTOS sui fattori di rischio per tumore polmonare in provincia di Lecce ha impegnato fortemente la ASL Lecce con la supervisione scientifica dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa (Unità di Epidemiologia diretta dal Prof. Fabrizio Bianchi) per arruolare un totale di 1768 persone tra il 2015 e il 2016 (442 malati di cancro al polmone e 1326 soggetti di controllo, tutti georeferenziati su mappa per residenza riferita agli ultimi vent’anni).

Lo studio caso-controllo è tra gli studi analitici più avanzati in epidemiologia ambientale in quanto consente – attraverso l’uso di questionari – di prendere in considerazione anche fattori di rischio individuali oltre che fornire la possibilità di georeferenziare le esposizioni. Il disegno dello studio ha permesso di esaminare l’effetto complessivo di fattori di diversa natura (fattori di rischio ambientali, occupazionali ed individuali come quelli socio-demografici, gli stili di vita, l’abitudine al fumo, la dieta) indagati attraverso un questionario da 152 domane distribuite in 6 diverse sezioni. Lo studio ha confermato la persistenza di un’area cluster per tumori polmonari maschili nel Salento centro-adriatico corrispondente ai Comuni di: Galatina, Galatone, Maglie, Soleto, Sternatia, Zollino, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Soleto, Cursi, Neviano, Collepasso, Seclì, Melpignano, Castrignano dei Greci, Sogliano Cavour.

“Il Dipartimento di Prevenzione ha affrontato il problema della maggior incidenza di tumori polmonari maschili e tumori della vescica in entrambi i sessi (nonché da aumentata mortalità per patologie respiratorie) ribadite dal Registro Tumori ASL Lecce, (aggiornato al 2012 per l’incidenza di neoplasie e al 2016 per la mortalità per tutte le cause), con particolare riferimento ancora ai Comuni dell’area del Salento centro-adriatico per il tumore polmonare maschile (già precedentemente identificati come area cluster per patologie neoplastiche polmonari dall’Istituto Superiore di Sanità sulla base di dati riferiti al periodo 2003-2007) – si legge nello studio –  Sulla base dei dati del Registro Tumori aggiornati al 2012, si conferma inoltre un eccesso di tumori polmonari anche nelle donne limitatamente alla città di Lecce, oltre che un eccesso di malattie dell’apparato respiratorio nel sesso femminile distribuito in tutto il territorio provinciale. Non ci sono grandi numeri per i tumori della laringe, ma si registra un pericoloso aumento. 

Aumentano i casi di pneumoconiosi (153 osservati contro 50 attesi; Rapporto Standardizzato di Mortalità, SMR: 3.02) in quanto malattia essenzialmente professionale ad elevata incidenza nei minatori, non a caso attività svolta in passato all’estero da molti salentini. 

“Non credo che un’unica causa (ad esempio impianti inquinanti) possa procurare da sola tanti tumori nel Salento: ci sono tutta una serie di cause concatenate che poi fanno sviluppare tante neoplasie in una determinata zona, anziché in un’altra – spiega il direttore De Filippis – È la concorrenza dei fattori che fa la differenza: se oltre a fumare sono esposto a quantitativi di particolato elevati, contenenti benzopirene, derivante da attività industriali, è chiaro che il rischio di contrarre il tumore aumenta“.  Confortanti, invece, i dati Arpa sulle acque, che sono risultate in buone condizioni: ora si faranno degli ulteriori approfondimenti sulle acque che vengono utilizzate in agricoltura. 

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA, MICHELE EMILIANO 

“Il Report che presentiamo oggi è un lavoro straordinario, per quantità e per qualità di dati. È un report che non si fa in nessun’altra parte del territorio pugliese e rappresenta, quindi, un lavoro non comune che è stato realizzato grazie alla spinta della Regione Puglia che ha incoraggiato e finanziato questo progetto”.

Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo questa mattina a Lecce, insieme agli Assessori Ruggeri e Capone, al Sindaco di Lecce Carlo Salvemini e al Direttore Generale della Asl Lecce Rodolfo Rollo, alla presentazione del “secondo report ambiente e salute in Provincia di Lecce”.

“Ritengo – ha proseguito Emiliano – che il modello di collaborazione interistituzionale messo in campo nel Salento a tutela del binomio Ambiente Salute, nella logica della costante interazione con i territori, possa continuare a dare risposte ai cittadini, fornendo al decisore politico indicazioni sui provvedimenti da adottare e sulle azioni da programmare per salvaguardare contemporaneamente salute delle persone ed ambiente”.
“Questa iniziativa – ha evidenziato Emiliano – è stata voluta dalla ASL di Lecce per affrontare il problema segnalato da costanti dati epidemiologici, di una maggiore incidenza di alcune neoplasie sul territorio salentino, riunendo e sottoponendo ad accurato esame tutti i dati sanitari ed ambientali disponibili attraverso la Rete per la Prevenzione Oncologica leccese, (REPOL, ndr) che riunisce molti enti che operano sul territorio. (ASL, ARPA, Provincia, Università del Salento, CNR, ARESS, ndr). Questi Enti hanno concentrato la propria azione istituzionale nell’interesse pubblico e di quello della collettività alla tutela dell’ambiente e della salute, offrendo risposte qualificate e scientificamente validate alle istanze dei cittadini, specialmente di aree del territorio gravate da condizioni ambientali minacciate da insediamenti industriali potenzialmente inquinanti. Gli impianti inquinanti non sono infatti rappresentati solo da grandi insediamenti come ILVA e Cerano, ma anche da realtà locali di più piccole dimensioni, che possono diventare molto pericolose se non adeguatamente controllate”.

La Rete interistituzione – Re.P.O.L ha completato le professionalità e le competenze, di cui sono dotati enti ed istituzioni diverse , con l’obiettivo di individuare, in modo trasparente ed in posizione di ascolto costante nei confronti delle comunità locali , i fattori di rischio ambientali per correlarli alle condizioni di salute della popolazione e consegnare al decisore politico possibili iniziative tese a migliorare contemporaneamente l’ambiente e la salute delle persone.

La consolidata collaborazione tra questi Enti ha condotto alla elaborazione ed alla presentazione oggi del Secondo Report Ambiente Salute in Provincia di Lecce che non costituisce una iniziativa editoriale , ma si colloca alla fine di un impegno durato quattro anni che si è concretizzato in precise iniziative tra cui : lo studio epidemiologico CASO-CONTROLLO PROTOS e il PROGETTO MINORE.

Lo “Studio epidemiologico CASO-CONTROLLO sull’incidenza del tumore al polmone in Provincia di Lecce” è stato finanziato dalla Regione Puglia e ha visto l’arruolamento di 500 casi e 1700 controlli. Denominato “PROTOS” è stato posto in essere dalla ASL di Lecce con la supervisione scientifica del CNR-IFC è era finalizzato all’individuazione dei fattori alla base dell’aumentata incidenza di tumori polmonari in Provincia di Lecce, di cui oggi sono presentati i risultati.

Il “Progetto MINORE” – Monitoraggi Idrici Non Obbligatori a livello Regionale, richiesto all’unanimità dai 97 Sindaci in un’apposita riunione il 2 febbraio 2017 e finanziato anch’esso dalla Regione Puglia con un primo stanziamento nel 2018 di 300.000 euro e rinnovato nel 2019 . IL PROGETTO MINORE condotto principalmente da ASL ed ARPA era finalizzato a fornire un contributo per migliorare le conoscenze sullo stato di salute della falda acquifera salentina e preservarla dall’inquinamento e dall’improprio sfruttamento. A tal fine si è puntato a monitoraggi più approfonditi grazie all’attività di ARPA Puglia e ad una azione, svolta dalla ASL di informazione ed educazione al corretto utilizzo della risorsa idrica, che ha coinvolto fino ad oggi 1000 alunni di scuole presenti in 20 comuni del Salento.
Mi piace evidenziare – ha concluso Emiliano – che la sanità in Puglia non è soltanto assistenza clinica, terapia delle malattie e diagnosi precoci, ma anche prevenzione primaria che è il pilastro per rendere economicamente sostenibile il sistema sanitario regionale e nazionale”.
“Unire la cultura della salute con l’ambiente – ha dichiarato l’Assessore Loredana Capone – è fondamentale. La rete REPOL serve a fare prevenzione con il supporto di Arpa, Università, Cnr. Sono interessi costituzionalmente protetti e non ci può essere lavoro se non si investe sulla salute e sull’ambiente. Investigare, come fa la rete REpol, vuol dire utilizzare le competenze, la scienza, per fare degli studi che servano a prevenire e per garantire il diritto alla salute di tutti i pugliesi”.