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CAVALLINO (LECCE) – Con Determinazione Dirigenziale n. 161 del 07/02/2020, la Provincia di Lecce ha rilasciato l’autorizzazione unica per l’attività di esercizio di un piccolo prototipo sperimentale allestito dalla società P.R.A. Project Resource Asbestos nella zona industriale di Cavallino. Il prototipo verrà utilizzato per svolgere, sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente, un’attività di sperimentazione e sviluppo di un innovativo metodo di trasformazione molecolare dell’amianto, messo a punto e brevettato dal Laboratorio di Strutturistica Chimica Ambientale e Biologica (LEBSC) dell’Università di Bologna diretto dal Prof. Norberto Roveri.

Questa nuova metodologia, che si basa su processi chimici che avvengono in reattori ermetici e senza alcun rilascio di emissioni in atmosfera, sfrutta, nella sua fase iniziale, le proprietà acide del siero di latte esausto e la sua capacità di aggredire e decomporre a temperatura ambiente la matrice cementizia dell’eternit (il tristemente noto materiale edilizio costituito da una miscela di cemento e amianto). Le fibre di amianto liberate dalla matrice cementizia vengono quindi fatte reagire a temperature moderatamente alte (circa 150 °C) con acido fosforico ed alluminio, che completano il processo di trasformazione molecolare dell’amianto. Tale trattamento denatura due inquinanti (amianto e scarti acidi del settore agroalimentare) recuperando metalli (Mg, Ca, Ni, Mn) e producendo carbonato di calcio nano-strutturato per l’edilizia e per idropittura, oltre a fanghi organici utilizzabili come fertilizzanti per l’agricoltura.

Il processo sopra descritto presenta delle potenzialità applicative di rilevante importanza, in quanto affronta e risolve ben due diverse e distinte problematiche, ovvero quella dello smaltimento in sicurezza dell’eternit e quella del riutilizzo del siero di latte esausto.

Il prototipo consentirà di mettere a punto lo schema impiantistico di base che sarà successivamente sviluppato per l’applicazione del metodo su scala industriale.

Il protocollo sperimentale avrà una durata prevista non superiore a 2 anni, al termine dei quali il prototipo verrà smantellato e rimosso. L’impianto a scala industriale non verrà realizzato nel Salento, in quanto in tale territorio non vi sono impianti caseari di dimensioni tali da poter soddisfare il notevole fabbisogno giornaliero di siero di latte. La localizzazione ottimale dell’impianto, funzionale a ridurre al minimo le spese di trasporto su ruota del siero di latte, sarà verosimilmente in prossimità dei più importanti poli di produzione casearia esistenti nel nord della Puglia.

Il progetto di sviluppo industriale consentirà di applicare ed esportare il nuovo metodo di trattamento dell’amianto e la relativa tecnologia nelle altre regioni italiane e anche all’estero, aprendo la strada ad un’attività industriale innovativa.

L’iniziativa portata avanti da P.R.A. S.r.l., ispirata ai principi della cosiddetta “economia circolare”, rappresenta l’alternativa futura e sostenibile alle discariche mono-dedicate e mira a fornire un contributo decisivo per bonificare l’ambiente dall’amianto, un materiale diffusissimo sul territorio, in quanto costituente primario dei manufatti in eternit, utilizzati per decenni nel campo dell’edilizia. Secondo le stime del Piano Regionale Amianto, nel solo territorio pugliese sono presenti circa 1,7 milioni di metri cubi di coperture in eternit ancora da bonificare. Tuttavia, tale attività di bonifica è frenata dai costi altissimi e dalla totale assenza in Puglia di discariche autorizzate allo smaltimento dei manufatti contenenti amianto. Tali fattori stanno inducendo molti privati a disfarsi dei manufatti in eternit smaltendoli abusivamente nelle campagne e lungo il ciglio delle strade, arrecando in tal modo un danno incalcolabile all’ambiente a alla salute pubblica.

Lo sviluppo del nuovo metodo di trattamento con siero di latte, potrà imprimere una svolta in grado di invertire tale tendenza. La messa in sicurezza del territorio dai rischi amianto correlati passa dunque per iniziative come questa, che coniugano innovazione ed eco-sostenibilità con interessanti prospettive di sviluppo industriale.