“Sono stati attivati sei studi clinici e altri due hanno avuto il parere favorevole dell’Agenzia Italiana del Farmaco e tra poco saranno attivati” Si prova a correre più veloce del virus per riuscire a raggiungerlo, bloccarlo, e neutralizzarlo. E’ l’obiettivo della scienza, è la speranza di tutto il mondo. Durante la conferenza stampa della Protezione Civile, arrivano, sia pur in maniera velata, notizie incoraggianti che questa volta non riguardano solo i numeri, sia pur in calo, ma la strategia per sconfiggere il Covid-19.

“Di questi sei dice il professore Franco Locatelli, direttore del CSS (Consiglio Superiore di Sanità) – sottolineo due studiil primo promosso dall’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) per testare i diversi approcci di terapia farmacologica per prevenire la replicazione virale, che arruolerà un numero di pazienti molto alto e che ci consentirà di aver delle risposte solide, robuste e definitive sull’efficacia di varie strategie farmacologiche. L’altro studio è attributo a un diverso gruppo di trattamento che andrà a gestire i pazienti che vengono curati domiciliarmente”

In tempi ragionevolmente brevi, si presume almeno un altro mese, si dovrebbero avere notizie più attendibili in merito. Sull’altro fronte, cresce invece il numero dei laboratori per la diagnostica molecolare che passano da 77 a 126; un implemento che investe le regioni con maggiore emergenza sanitaria ed epidemica, e la Puglia al momento non è in affanno rispetto ai contagi.

C’è poi un altro aspetto, che è quello di far ripartire l’economia che, rispetto alla salute è sì in secondo piano, ma che ha la sua importante rilevanza, anche per i risvolti sociali che, a lungo andare, potrebbero portare il Paese a dover sostenere una situazione complicata per tutti.

In questa singolare emergenza che da tre settimane ci vede chiusi in casa, con l’Italia che si è fermata per buona parte della sua produttività; la scienza, in prospettiva, si occupa di dare un contributo che non riguarda solo l’infezione da Sars-Cov-2 ma anche un contributo per capire come, quando e se questa infezione può ritenersi sotto controllo in modo da far ripartire, gradualmente, l’economia.

Il metodo c’è ed è già in attuazione, lo spiega sempre Locatelli

“Si è lavorato anche su la validazione dei test che possono permettere di accorciare i normali tempi necessari per l’identificazione dell’RNA virale e che rappresenta il gold standard (Termine medico che indica un farmaco, una tipologia d’esame, un trattamento come il più affidabile ndr) per la diagnosi di infezione da Sars Covid 2. Ma anche si sta lavorando nelle varie ragioni con un’interazione stretta con il comitato tecnico scientifico, per la validazione dei così detti test sierologici che saranno importanti per definire quella che noi chiamiamo la sieroprevalenza, ossia la percentuale nelle varie aree geografiche del nostro paese, di soggetti che presentano nel loro sangue degli anticorpi. Ci focalizzeremo in particolare sui cosiddetti anticorpi neutralizzanti perché sono i più efficaci nella risposta umorale contro il virus, per determinare esattamente quella che è stata la diffusione e anche per ottenere informazioni rilevantissime su quella che può essere l’immunità di gregge, magari anche utilizzando queste informazioni per elaborare strategia fondate quanto più possibile su dati solidi per far ripartire il paese soprattutto per quelle che sono le attività produttive. Perché evidentemente il bisogno è quello di contemperare la tutela della salute che è prioritaria, ma anche gli aspetti di economia che nel nostro paese evidentemente hanno bisogno di essere considerati per evitare problemi che invece, a quel punto, potrebbero essere pertinenti a una situazione economica difficile”