Se in questi giorni ci si reca in aperta campagna salentina, nei vigneti, sembra quasi di essere in una dimensione parallela. Solo il cinguettio degli uccelli accompagna i vignaioli che, silenziosi, proseguono le loro attività, alla distanza consigliata l’uno dall’altro. Il frastuono di notizie e dati che si rincorrono sembra non appartenere a questa realtà ma, purtroppo, il settore del vino non è immune ai cambiamenti che l’attuale situazione causata dall’emergenza del Coronavirus sta portando.

Clemente Zecca, giovane titolare della cantina Conti Zecca di Leverano, racconta come la sua azienda sta affrontando questi giorni: “Ovviamente la prima preoccupazione è dal punto di vista sanitario. Credo che siano molti decenni che il nostro Paese non si trova in una situazione del genere. Purtroppo, oltre ai problemi riguardanti la salute, ciò si ripercuote necessariamente sull’economia. La nostra è un’azienda a conduzione famigliare da varie generazioni e mai come in questo momento è fondamentale rimanere lucidi e fare scelte dettate dal buon senso, oltre, ovviamente, ad attenerci ai decreti governativi. Già da giorni avevamo sospeso le attività di visite in cantina e di degustazione. Alla luce della recente escalation di contagi, abbiamo deciso di chiudere al pubblico il nostro punto vendita aziendale di Leverano, continuando a garantire il servizio per le spedizioni private. In ufficio abbiamo promosso la modalità smart working per i nostri collaboratori che possono svolgere le proprie funzioni anche da casa. Il lavoro nei vigneti e in cantina non si ferma ma abbiamo adottato tutte le dovute misure precauzionali; la campagna segue i suoi ritmi e quindi continuiamo con le operazioni di questa stagione, ossia potatura secca e impianto di barbatelle. La ristorazione è ferma, mentre grande distribuzione ed enoteche reggono meglio grazie ai consumi domestici, quindi la produzione, seppur rallentata, prosegue. Il 2019 si era chiuso in modo positivo e il nuovo anno si era avviato con tanto ottimismo. È davvero un peccato ma ora la priorità è che l’emergenza rientri, in modo da rimettersi in carreggiata al più presto. Ora è impossibile fare una stima delle perdite o di come la situazione si evolverà nei prossimi giorni. Di certo, servirà la collaborazione di tutti, noi produttori, clienti, banche e fornitori e mi auguro che in primis le istituzioni supportino tutte le imprese, senza distinzione alcuna.

Continuiamo ad essere sempre presenti sui social media per comunicare che siamo attivi e che non ci scoraggiamo; molti utenti ci fanno sapere con un post o una foto che anche in queste serate di riposo ‘forzato’ a casa non si fanno mancare una nostra bottiglia e ci fa enormemente piacere sapere che la gente non si priva di un momento di evasione che il vino può regalare, sperando che presto ritorni ad avere il suo ruolo simbolico di convivialità e condivisione che tradizionalmente e storicamente ha sempre ricoperto.

Il pensiero va a tutti coloro che hanno difficoltà ad affrontare questo periodo in serenità perché soli o in situazioni già disagiate. Un saluto speciale lo rivolgo ai miei colleghi produttori e a tutti i nostri clienti ma in particolare ai nostri amici ristoratori perché sappiamo bene quanti sacrifici fanno quotidianamente e quanto amore ci mettono nel loro lavoro. Ci auguriamo di riprendere al più presto le normali attività e di tornare a brindare insieme.

Il vignaiolo apprende il concetto di cura, con tutte le sue sfumature, proprio in vigna, dove ogni singola pianta è seguita con dedizione e dove si impara ad affrontare gli imprevisti senza scoraggiarsi. È proprio quello che stanno facendo in tutta Italia gli operatori sanitari, cui mi preme fare un doveroso ringraziamento.”