LECCE – In pieno tempo di pandemia i pensionati tornano in campo: eroi (come l’oncologo, appena pensionato, Giuseppe Seravezza) che si mettono a disposizione per partire al “fronte” del nord. Non abbiamo abbastanza medici, al sud sono sempre stati pochi, ma al tempo del covid-19 è ancora peggio. Nel 2025, vale a dire fra solo sei anni, secondo la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, la Sanità italiana vedrà 80mila medici (compresi i medici di base) in meno e 16.500 medici specialisti (soprattutto medici di pronto soccorso esperti in emergenza-urgenza e pediatri). Una diminuzione che mette a rischio il funzionamento dell’intero sistema sanitario nazionale, perché secondo l’ANAAN/ASSOMED (sindacato dei medici) nei prossimi anni le Università italiane formeranno 10mila medici ogni anno, ma di questi solo 7mila potranno specializzarsi con questo sistema. Il Ministero della Sanità sta lavorando per risolvere quest’ultimo problema, ma non quello dell’accesso universitario.

Nelle facoltà di Medicina e Chirurgia continuano i test d’ingresso, che sono un terno al lotto che azzecca solo il 15% dei partecipanti, mente si costringe l’85 per cento a rinunciare ai propri sogni e iscriversi ad altre facoltà o peggio andare all’estero (se le famiglie se lo possono permettere). E’ necessario che almeno la percentuale degli iscritti al primo anno aumenti e questo si può cominciare a farlo finanziando di più le sedi Universitarie, innovandole anche sotto il profilo tecnologico. Tutti quelli che si sentono portati dovrebbero avere l’opportunità di misurarsi almeno col primo anno di Medicina.

La dottoressa Maria Luisa Calabrese, del Centro Calabrese di Cavallino, che in questi giorni combatte in prima fila con la struttura aperta e al servizio del territorio, ha promosso una petizione in queste ore per l’abolizione del numero chiuso nelle facoltà di Medicina e Chirurgia: “Le motivazioni della mia petizione ‘abolizione del numero chiuso per la facoltà di medicina e chirurgia ‘ sono scritte in questa mail che ho in animo di inviare al Senato e al Ministro Roberto Speranza Gentile Ministro Speranza, so benissimo che questo non è un periodo ottimale per poter prendere decisioni, ma sicuramente è un momento in cui tutti noi stiamo riflettendo nel vedere il disastro che stiamo vivendo. La mia mail è per evidenziare, come già sottolineato da molti, in particolare in questi giorni, la carenza di medici. Mi piacerebbe sapere i vostri prossimi futuri progetti per i ragazzi che si iscriveranno alla facoltà di medicina e chirurgia. Sono medico radiologo a Lecce , passione della mia famiglia da tre generazioni, posso dire che la radiologia è nata con mio nonno che è stato uno dei primi radiologi italiani , ma non voglio annoiarla con la mia storia…

Mi chiamo Maria Luisa Calabrese , mia figlia , come i figli di tanti , ha sostenuto i test di accesso a medicina , test sempre meno razionali e sempre meno utili, anzi frustranti e ideati per selezionare , in che maniera ? Io ,come molti , non lo abbiamo ancora capito. Riproverà quest ‘anno , con tantissimi ragazzi ed intanto nessuno potrà fare programmi sul come e dove cercare per tempo una sistemazione , ma questo è uno dei numerosi problemi che verranno. Intanto mi chiedo come si fara’ ad organizzare il test il 1 settembre (data già stabilità ) quando gli esami di maturità saranno posticipati , chissà in quale periodo. Al test nazionale , poi , si aggiungeranno le date dei test delle università private. Mi pongo tante domande e non sono la sola. Perché ,per esempio , invece di mandare i nostri figli all ‘estero spendendo tanto denaro per le università europee, non riusciamo a realizzare in Italia posti universitari in autosovvenzione cosicché i nostri soldi rimarrebbero in patria (ne abbiamo tanto bisogno!) Non dobbiamo certo togliere la possibilità di iscriversi ad una facoltà a chi non ha le possibilità economiche , perché sarebbe ingiusto ed anticostituzionale, ma è giusto e costituzionale essere in qualche modo costretti a studiare in Albania oppure in Romania o in Polonia o in Cecoslovacchia ? Frequentare due anni di università per poi tentare di rientrare in Italia , se e quando ti fanno rientrare , poi …chissà . Ministro Speranza l ‘altro giorno mi hanno telefonato dalla Romania ( perché chiaramente siamo in contatto con tutti i call center possibili che fanno capo alle università straniere ) dicendomi che ci sono posti per la facoltà di medicina in lingua rumena Un idioma non intuitivo , ne’ semplice , provi Lei a tradurre , a leggere dei brani. Conoscendo bene l’anatomia umana mi sono divertita a studiare dei passaggi….impossibile! Immaginiamoci i primi concetti di chimica e biochimica (sinteza proteinelor pornind de la amijoacide are loc in ficat) Inimmaginabile per un ragazzo che intende approcciarsi a materie così complesse. Signor ministro, si rende conto?

Studiare medicina in una lingua così difficile, capirne i concetti , sviscerarli , farli tuoi . Non risponda dicendo che è l’Europa, che dobbiamo adattarci , perché o siamo conformi in tutto e per tutto alle regole europee oppure dissociamoci , rendiamo libere le nostre intelligenze . Noi abbiamo le migliori università ? Abbiamo i docenti più preparati.Perche non poter scegliere dove studiare ? Con quale professore conseguire la laurea o la specializzazione? Perché colleghi più giovani di me , che avrebbero voluto specializzarsi , per esempio, in urologia sono poi, per ripiego , finiti a fare gli ortopedici o a conseguire diplomi in altre discipline? Sicuramente affascinanti materie , ma il punto è che non hanno potuto scegliere , perché non c era posto….o per mille altre, a mio parere, risolvibili ragioni. Abbiamo svilito una nobile professione, stiamo sopprimendo la passione di molti giovani ed anche la nostra di medici ‘più maturi’ costretti ,peraltro , a non immaginare più un futuro certo per i nostri figli. Lo sa meglio di me che la vita seleziona e il numero chiuso è solo una manovra speculativa , una maniera per raccogliere denaro da noi genitori , dalle famiglie , in affanno oggi ancor più di ieri per via di questa inaspettata e drammatica emergenza. Mi riferisco alla preparazione dei test, ai libri necessari , ai corsi a pagamento e a mille altre cose di cui siamo inondati con le pubblicità che sicuramente Lei conoscerà. Mi riferisco alla preparazione ‘miracolosa’ da parte di alcune società che chiedono fior di quattrini per entrare a medicina all estero, basta guardare su internet , basta recarsi per un ‘colloquio conoscitivo’. Caro Ministro, la vita è una selezione naturale e non è sicuramente il numero chiuso o i quiz a fare di un ragazzo un buon medico anzi….per esperienza posso dire che proprio il pensiero logico ( la grande maggioranza dei test si basa sulla logica! ) non deve essere applicato al singolo caso clinico, perché ne verrebbero delle diagnosi sbagliate e forvianti.

Ai miei tempi , era il 1984, all università di Perugia, eravamo iscritti al primo anno in 250. Siamo arrivati in 3 alla laurea nei 6 anni precisi richiesti, pressoché tutti ‘persi ‘per strada, per le mille problematiche che si possono incontrare. Perché non si annullano queste domande quiz, scoraggianti e poco idonee, peraltro elaborate con il sistema della domanda intrusa o quella sbagliata, ma che senso ha? Un ‘non senso’ tanto che molti hanno passato l’esame con una bella dosa di fortuna , è bastato mettere una crocetta a caso…. Lo sa che per riuscire ad entrare alla facoltà di medicina e’ necessaria una preparazione scientifica corrispondente al primo e secondo anno completi, in pratica devi conoscere un quarto delle materie in maniera impeccabile e poi ‘superarle’ con i trabocchetti? Non tutti poi hanno conseguito la maturità scientifica, ci sono ragazzi che hanno la maturità linguistica o classica e mio caro Ministro non in tuttte le scuole i programmi vengono svolti con l ‘intento di preparare i nostri figli ad entrare a medicina , che e’ ben altra cosa. Poi , onestamente, non sempre si decide di voler diventare medico due anni prima della maturità ( tempo minimo necessario per prepararsi ai quiz ) . Come può un ragazzo, a soli 16 anni , capire con certezza cosa dovrà fare da grande? C’è chi potrebbe pensarci l ‘estate stessa della fine del liceo…. Allora perche’non organizzare invece un colloquio motivazionale? Perché non far esaminare i nostri figli da medici che lavorano in prima linea , per capire sino a che punto questi vogliono veramente intraprendere il percorso di studio. Ministro , essere medici non è solo pagine e pagine di libri da studiare! Intanto è da poco la notizia che in questa emergenza sono arrivati in Italia medici dalla Russia e dalla Cina, sarà difficilissima la comunicazione tra medico e paziente…

Ma questo forse è l’ aspetto meno importante per molti ed in questo momento. Per me medico e conoscitore dell animo umano e di coloro che soffrono, invece è determinante ( ‘il tempo della comunicazione è tempo di cura’) Ministro prepariamo la nostra Italia, prepariamo i nostri ragazzi . Le squadre si organizzano per tempo e forse , se così fosse stato fatto ,non avremmo avuto le difficoltà che abbiamo oggi in questa emergenza , che a mio parere e per mille motivi non sarà unica e isolata, ma questo è altro discorso… La prego di non lasciare la mia mail ‘carta al vento ‘ Questa richiesta che è di tanti genitori e famiglie e soprattutto di molti giovani non deve rimanere una semplice riflessione”.