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La moda riparte da Lecce, prima sfilata di Dior in Italia dopo la pandemia

di Clarissa Rizzo

Si torna quasi alla normalità con un’opportunità unica per Lecce. Sfilata a porte chiuse per Dior, che presenterà lo spettacolo Cruise 2021 in piazza Duomo, il 22 luglio. Era prevista per lo scorso aprile a Lecce la prima sfilata italiana di Dior, ma la pandemia e il lockdown l’avevano bloccata. O meglio: «rimandata». Così come ha sempre detto la comunicazione di Dior. «Per noi la moda è anche emozione e niente è più emozionale di un fashion show» dice Pietro Beccari, Ceo della maison francese. «Riprendere il progetto -continua Beccari- è fondamentale per dare un segnale di speranza a tutto il mondo e indicare una ragione per la rinascita, la decisione di presentare la collezione è un auspicio per il futuro e una rappresentazione dell’ottimismo».

Maria Grazia Chiuri, direttore creativo Dior, vanta origini pugliesi per parte di padre ed è una appassionata sostenitrice dei craft local in un mondo global – ed è per questo che ha optato per la fusione tra «Dior e la ricchezza dei saperi di questa terra».  Maria Grazia è particolarmente legata al progetto di questa Cruise Collection perché parla della terra di origine di suo padre, la Puglia in cui la cultura del lavoro manuale dell’artigianato si fonde con quella dell’arte. È una collezione che «mi ha permesso di esplorare i valori Dior con un punto di vista molto personale, ho lavorato con artigiani e artisti locali, riscoprendo anche tecniche antiche di ricamo, come il tombolo, che è un lavoro di una fragilità rara e più che un ricamo è un pezzo d’arte». O coinvolgendo Le Costantine, l’Associazione che supporta il lavoro delle donne della regione e salvaguardando nello stesso tempo le tradizioni tessili. E poi ancora «mi sono relazionata con l’artista delle Luminarie Marinella Senatore e ceramisti che hanno realizzato piatti con un’interpretazione dei Tarocchi tanto amati da Monsieur, e l’associazione per la musica della Taranta e il regista pugliese Edoardo Winspear».

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Una sfilata unica nel suo genere, che celebra le arti e i mestieri tradizionali della Puglia. Questo evento servirà a evidenziare l’eccellenza. Dall’arte della tessitura alle luminarie, dalla passione per la danza al potere della musica rituale (in loco infatti è ancora viva la tradizione della taranta, il ballo sfrenato, ridotto oramai a folklore patinato, ma ancora bruciante), la casa di Dior incoraggia attivamente questa diversa e preziosa cultura, mentre rende omaggio ai paesaggi unici di questa regione.

Sarà la prima sfilata-show per la maison nella capitale del più bel barocco del sud, bianco, spumoso e fremente come un proto-rococó, invero cornice perfetta per le sofisticherie Dior e lo spirito da jolie madame 2.0 della maison.

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Costruita sull’asse immaginario che lega Parigi a Lecce – congiunzione invero inaudita– la collezione si annuncia opus ricco di sfaccettature.  «Questa collezione è un miracolo, visto le condizioni con cui è stata realizzata: ma parla di solidarietà, di sorellanza, di fratellanza, di lavoro, di ottimismo» rinforza il concetto Maria Grazia Chiuri. «Monsieur Christian Dior fondò la sua Maison nel 1947 dopo la Guerra, ed è emblematico per Dior dare una nuova speranza alla moda in questo particolare momento che sta vivendo tutto il mondo».

È vero, la pandemia ha fatto optare per una sfilata a porte chiuse, ma in streaming live.
I buyer, i clienti e i giornalisti, ovviamente, non potranno partecipare all’evento di Lecce. Come non potrà farlo nessuno. Saranno ammessi solo i team direttamente coinvolti nella produzione, che trattandosi di Dior sono un corposo contingente di maestranze, oltre mille persone. Ma ci sarà solo un collegamento da Parigi, in web conference, con oltre 600 giornalisti in tutto il mondo, a trasmettere l’evento.

Maria Grazia Chiuri e Pietro Beccari, hanno comunicato con realistica progettualità che non ci si può fermare, che la vita deve riprendere, che la salute economica del settore dipende dal lavoro delle persone e dal loro benessere.

Clarissa Rizzo

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