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Area Marina Protetta “Capo d’Otranto-Grotte Zinzulusa e Romanelli” Mozione di Gabellone

Presentata dal Consigliere regionale Antonio Gabellone (FdI) una mozione per riavviare l’istituzione ed estendere l’Area Marina Protetta Otranto-Castro, alla luce delle richieste di società multinazionali di realizzare un mega parco eolico in mare proprio in quel tratto.
Gabellone premette che “la Puglia, pur avendo una superficie molto piccola ed un’alta densità abitativa, mostri un’elevata biodiversità rispetto alle altre aree di riferimento. Rispetto al valore nazionale, in Puglia troviamo il 43% degli habitat individuati dalla Direttiva Habitat, il 65% degli uccelli nidificanti, il 44% dei mammiferi, dati che evidenziano l’enorme ricchezza della Puglia e la necessità di adottare misure concrete per conservare questo patrimonio”.
Il Consigliere Regionale salentino richiama il fatto che “in seguito all’approvazione della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018, all’art. 1 comma 1121 lettera g) si era dato il via libera alla costituzione dell’area marina protetta che si estendeva tra Capo d’Otranto, Grotta Zinzulusa e Romanelli. Nonostante, da anni questa zona protetta fosse prevista dalla legge in argomento, la stessa non è mai stata attuata a causa di lungaggini burocratiche e mancanza di fondi”.
Tornando all’attualità Gabellone fa presente che “in tale contesto, le multinazionali Falck Renewable e BlueFloat Energy hanno presentato un progetto di realizzazione di un mega parco eolico off-shore impiantato nel tratto di mare compreso tra Porto Badisco e Castro, a sud di Otranto, per il secondo parco eolico galleggiante in Puglia. Nello specifico, il progetto in contestazione da realizzarsi nell’arco di 5 anni prevede l’installazione di un centinaio di pale galleggianti dall’altezza di 250 metri l’una dal livello del mare, e dalla potenza di 13 megawatt ciascuna, per una produzione annuale di 4 terawattora al raggiungimento della potenza totale, stimata in oltre 1 gigawatt”.
“Indipendentemente dalla indiscutibile necessità – incalza Gabellone – che la sostenibilità energetica del futuro debba passare dall’utilizzo delle fonti rinnovabili, non si può non osservare che la distanza prevista è di appena 10 chilometri, pari a 5,4 miglia nautiche e ciascuna delle torri è alta circa 300 metri. Per come preannunciato il progetto sta destando importanti preoccupazioni per la tutela e la conservazione dell’ambiente e del paesaggio. Difatti, tra le più importanti Associazioni Ambientaliste, “Legambiente Capo di Leuca ritiene che “anche in Puglia ed anche per l’impianto in questione non possano essere rilasciate concessioni demaniali al di sotto delle 18 miglia nautiche di distanza dalla costa, in maniera similare a quanto già avviene in Sicilia ed in Sardegna”.
Pertanto, conclude Gabellone, “di fronte all’inarrestabile processo di transizione ecologica è prioritario riavviare l’iter istitutivo dell’area marina protetta che rappresenterebbe un importante passo in avanti nella tutela della biodiversità di questi luoghi, ma anche una concreta opportunità per lo sviluppo economico e sostenibile del territorio salentino”. Ed in tal senso, con la Mozione si intende “impegnare la Giunta affinché in persona del Presidente della Regione Puglia, dopo aver verificato con Ispra (istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) l’estensione possibile dell’area marina protetta, si proceda celermente con le attività propedeutiche all’istituzione della nuova area marina protetta nel Salento all’epoca già avviata con la citata Legge 27 dicembre 2017, n. 205”.

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