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Picchiava madre disabile e sorella finite in ospedale con la paura di denunciare: arrestato

COPERTINO (Lecce) – Picchiava la madre disabile e la sorella per estorcere loro denaro consapevole che le due donne non lo avrebbero mai denunciato per paura delle sue reazioni. Un clima di paura e di terrore instaurato da un 47enne di Copertino per mesi prima che le vittime delle angherie, dopo l’ennesima aggressione, decidessero di trovare il coraggio di denunciare il loro aguzzino facendo arrestare l’uomo. In manette con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate ed estorsioni è finito S.B., trasferito dopo l’udienza di convalida in una struttura psichiatrica così come disposto dalla giudice per le indagini preliminari Cinzia Vergine.

La convivenza tra i familiari era ormai divenuta impossibile. L’uomo, con una dipendenza cronica all’alcol, picchiava, offendeva ed estorceva somme di denaro (5-10 euro) quotidianamente alle due donne. Pretendeva sigarette e danneggiava le suppellettili e gli arredi di casa quando mamma e sorella si rifiutavano di assecondare le sue richieste. Nonostante le due donne siano finite spesso e volentieri in ospedale le vittime non avrebbero mai avuto la forza di denunciare le aggressioni nonostante i referti medici parlassero chiaro. Come in occasione dell’ultimo episodio quando S.B. si è scagliato contro la sorella poi finita in pronto soccorso con lesioni su tutto il corpo.

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Per l’uomo, quel clima in casa avrebbe avuto origini diverse. Davanti alla giudice e alla sua avvocata Laura Alemanno, nel corso dell’udienza di convalida, S.B. ha ammesso le proprie responsabilità spiegando però che le sue reazioni trovavano origine dalle provocazioni della sorella che, a suo dire, non perdeva occasione per denigrarlo e sottolineare la sua incosistente presenza in famiglia.

Di certo l’uomo soffre di problemi psichiatrici seri. Nei giorni scorsi il pm, titolare del fascicolo, ha affidato allo psichiatra Domenico Suma la verifica della sua capacità di intendere e di volere e di stare in giudizio e sulla sua eventuale pericolosità. In attesa degli esiti della consulenza, la giudice per le indagini preliminari ha disposto trasferimento  dell’arrestato in una idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero.

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