CAVALLINO (Lecce) – Attualità_equitalia cas-300x170Avrebbe carpito la buona fede di una sua cliente proponendole nel contesto di un accertamento avviato dall’Agenzia delle Entrate di Lecce per l’anno d’imposta 2004 un atto di transazione in modo tale da definire il procedimento. G.S., una 55enne di Surbo, si sarebbe così impegnata a versare 2 mila euro per eliminare il credito vantato dall’erario e a titolo di pagamento definitivo dell’avviso di accertamento. L’avvocato, però, per la sottoscrizione avrebbe prodotto un atto di transazione contraffatto e mai accolto dall’Agenzia delle Entrare inducendo così la 54enne a versare nelle sue mani i soldi e solo con l’iscrizione di ipoteca su un proprio immobile si sarebbe resa conto che l’Agenzia delle Entrate non aveva mai ricevuto o riconosciuto l’atto di transazione proposto dal suo legale. Per tutti questi fatti, il 42enne di Cavallino, Gianluca Starace, avvocato fino a pochi anni fa, è finito sotto processo con le accuse di truffa e falso materiale. L’istruttoria, nella giornata di ieri, ha subito uno stop per lo sciopero degli avvocati e l’ascolto del direttore dell’Agenzia delle Entrate di Lecce è così slittato al 24 settembre del prossimo anno. L’indagine fu avviata con una denuncia di due sorelle, costituitesi parte civile con l’avvocato Giuseppe Rampino, in cui veniva ricostruita la tribolata vicenda. Nel giugno del 2008, G.S avrebbe ricevuto dall’Agenzia delle Entrate un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2004. Con la speranza di ottenere uno sgravio dell’imposta o comunque per raggiungere un accordo con l’ente per la definizione dell’accertamento, la signora si sarebbe così rivolta all’avvocato Gianluca Starace che, mesi dopo, avrebbe fatto firmare alla cliente un accordo di transazione con il quale G.S. si sarebbe impegnata a versare la somma di 2 mila euro al legale al fine di effettuare il presunto pagamento. Nei mesi successivi, però, alla 54enne sarebbe stata notificata una cartella di Equitalia e la donna contattò l’avvocato il quale le disse che tutto era in regola e che probabilmente lo sgravio non era stato comunicato alla stessa agenzia. Nonostante ciò, l’odierna parte civile, nel giugno di tre anni fa, avrebbe ricevuto da Equitalia una missiva con la quale a G.S. veniva comunicato che, a causa del mancato pagamento della cartella relativa all’avviso di accertamento, era stata iscritta l’ipoteca su un suo immobile. Con grande meraviglia, la 55enne si sarebbe recata presso lo studio dell’avvocato Starace per chiedere i dovuti chiarimenti e il legale avrebbe rassicurato la cliente consegnandole, tramite sua sorella, una ricevuta di pagamento dell’Agenzia delle Entrate con l’attestazione dello sgravio. Purtroppo quanto detto e riferito dall’avvocato non sarebbe risultato vero perchè non sarebbe stata fatta alcuna transazione e nessuna ricevuta di pagamento risulterebbe attribuibile all’Agenzia delle Entrate. Da qui l’avvio delle indagini culminate in un decreto di citazione a giudizio a firma del sostituto procuratore Emilio Arnesano. Ora il prosieguo del processo accerterà come siano andati effettivamente i fatti.

 

FRANCESCO OLIVA