CAVALLINO – La sindrome fibromialgica è una forma comune di dolore muscolo-scheletrico diffuso e di affaticamento (astenia) che colpisce milioni di persone nel mondo (due milioni solo in Italia). Il termine fibromialgia indica una malattia cronica complessa, caratterizzata da dolore cronico diffuso e da tutta una serie di disagi anche psicologici: fatica, disturbi del sonno, cefalea, sindrome del colon irritabile, e disturbi dell’umore. La diagnosi non è facile: i medici di base che non approfondiscono, rischiano di sottovalutarla e di scambiarla per altro, mentre il paziente affoga nel disagio. La fibromialgia spesso confonde poiché alcuni dei suoi sintomi possono essere riscontrati in altre condizioni cliniche: è una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli. Nella Giornata Mondiale della lotta alla Fibromialgia, il Poliambulatorio Calabrese ha voluto essere in prima linea organizzando una convention con i massimi esperti in questo settore. Il Centro cavallinese, operativo da tre generazioni sul territorio, nel frattempo, si è specializzato nella lotta a questa patologia: oltre al Centro per la cura delle cefalee, nasce (sempre a Cavallino) il nuovo Centro di Terapia del dolore.

La dottoressa Maria Luisa Calabrese, nel suo intervento di apertura dei lavori ha chiarito che l’obiettivo è «mettere al centro il paziente e predisponendo un’equipe preparata, che si avvale di macchinari e terapie all’avanguardia». Nella sala conferenze del Centro Calabrese tanti esperti si sono confrontati con idee ed esperienze sul tema della sindrome fibromialgica: sono stati fatti molti passi avanti sul trattamento integrato e sulle nuove prospettive terapeutiche. «Si tratta di una patologia strana  – spiega il dottor Gaballo nell’introduzione dei lavori – Sono contento di essere qui nel centro Calabrese, perché ho capito che i dottori Maria Luisa e Ruggiero Calabrese vogliono fare qualcosa di importante per il territorio e per affrontare con grande efficacia un problema che dev’essere affrontato necessariamente in équipe». Nel Poliambulatorio Calabrese di Cavallino, che da tre generazioni opera sul territorio, esiste un centro che verrà ampliato e rafforzato per la diagnosi e la cura delle cefalee: a questo si aggiunge un centro di terapia del dolore.

La fibromialgia è una malattia subdola, difficile da diagnosticare, frustrante. Tra i sintomi bisogna annoverare l’ampliamento della percezione del dolore e la stanchezza cronica. Molti pazienti provano qualsiasi tipo di terapia antalgica: sono tormentati dalla pessima qualità del sonno, stanchezza, risvegli notturni, irritabilità, somatizzazioni a livello del sistema gastroenterico, secchezza delle fauci, dolore diffuso che dura tantissimo, ritenzione idrica, dispnea, vertigini. Non esiste un esame unico che possa confermare al cento per cento la sindrome Fibromialgica: «Si arriva alla diagnosi di questa malattia per esclusione – spiega il dottor Lupinacci – Non viene fatta spesso un’esatta anamnesi. Le linee guida hanno chiarito gli errori da evitare: non banalizzare, dimostrare insofferenza, pensare che siano solo sintomi psicologici . L’approccio terapeutico è quello di una terapia farmacologica unita a quella non farmacologica».

«Naturalmente è importantissimo seguire il paziente in équipe su tutti i fronti – puntualizza la dottoressa Maria Luisa Calabrese – Si tratta di persone che hanno bisogno di un supporto importantissimo sul piano psicologico (terapia mindfullness, meditazione, psicoterapia). La fibromialgica è sempre associata a patologia psichiatrica. Dalla diagnosi con strumentazione all’altezza e tecnologicamente avanzata fino alla soluzione il paziente dev’essere seguito con una squadra composta da più competenze. Non c’è solo il farmaco: un ruolo primario lo riveste la terapia non farmacologica, come ricorda la presidente dell’Associazione Psicologia Cognitiva Integrativa, Silvia Perrone. Il farmaco si può utilizzare all’inizio, ma è centrale la terapia alternativa, oltre allo sport e a una buona alimentazione. Anche in questo caso, come nelle altre problematiche, la cannabis può dare risposte molto efficaci, come ha spiegato il Neurologo Giovanni Caggia: si tratta di una sostanza antinfiammatoria e antitumorale. Il neurofisiologo Antonio Cazzato ha parlato di stimolazione transcranica e tossina botulinica, che si praticheranno anche nel Poliambulatorio Calabrese: tecniche all’avanguardia.

La stimolazione magnetica utilizza elettricità e campi magnetici, produce campi elettromagnetici che nel modo del tutto interiore raggiungono le zone del cervello su cui intervenire. «Si tratta di un metodo incruento, economico ed efficace. Il paziente non viene disturbato e si raggiungono tutte le aree del cervello con uno stimolatore magnetico – spiega il dottor Cazzato – Con questo stimolo si diffonde un campo che va a eccitare le nostre strutture nervose. Queste modifiche sono acclarate anche nella letteratura clinica. Ci sono da rispettare i limiti legati ai portatori di peacemeker: per il resto, si può utilizzare anche su chi è epilettico. Parkinson, depressione, demenza, Fibromialgia possono essere combattute così. La seconda tecnica è quella della tossina botulinica, che all’inizio ha suscitato tanto scetticismo e che ora è una tecnica accettata e capace di dare ottimi risultati: quest’ultima dura almeno tre mesi, mentre con la stimolazione magnetica, con un ciclo di una settimana, si riscontrano effetti positivi che durano da uno a sei mesi. Chi è colpito dalla fibromialgia oggi ha la possibilità di migliorare la qualità della sua vita. 

L.B.