LECCE – A distanza di dodici anni dall’inchiesta su un presunto traffico di auto rubate all’estero e riemmatricolate in Italia con dati falsi e dopo oltre sei anni di processo arriva in Appello la sentenza di assoluzione con formula piena (perchè il fatto non sussiste) per Ivo Venturi, 55 anni, di Lecce (di recente coinvolto nel blitz antiusura ribattezzato “Twilight”). L’imputato, difeso dagli avvocati Benedetto Scippa e Tullio Virgili (quest’ultimo del Foro di Modena), era stato condannato in primo grado a 3 anni con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di auto rubate. La sentenza è stata ribaltata dai giudici di secondo grado anche grazie ad un’attenta valutazione di una perizia calligrafica che, secondo la difesa già nel processo di primo grado, evidenziava come la firma apposta su alcuni documenti con cui venivano immatricolate le auto non combaciasse con quella dell’imputato.

L’intricata vicenda giudiziaria, condotta dagli agenti della polizia stradale di diversi capoluoghi, ruotava attorno a un traffico di macchine che, rubate all’estero, venivano reimportate e poi reimmatricolate in Italia utilizzando documenti falsificati che facevano riferimento a dati “taroccati” delle vetture. Infine, le auto venivano vendute a ignari acquirenti. L’evoluzione dei controlli incrociati sull’immatricolazione dei mezzi, non solo a livello italiano, aveva fatto emergere la falsificazione dei numeri di telaio e dei documenti di una Volkswagen Tuareg, una Bmw X5, un’Audi A3, una Mitsubishi L200 e un autocarro Iveco che avveniva tra la Romagna e la Puglia dove le auto venivano immatricolate.

F.Oli.