L’avvocato Pietro Quinto

F.Oli. 

LECCE – “Dal punto di vista penale e processuale era impossibile contestare l’accusa di peculato per una vicenda assolutamente amministrativa”. E’ il commento dell’avvocato Pietro Quinto subito dopo la sentenza dei giudici della seconda sezione penale che hanno assolto l’ex sindaco Adriana Poli Bortone e altri sette imputati dall’accusa di peculato. Per il reato di abuso d’ufficio, l’inchiesta è andata a sbattere contro il muro della prescrizione. “Questa decisione mi sembra che porti un po’ di ordine. Tra l’altro, le richieste di condanna erano abbastanza impegnative e l’esito finale è un bel risultato”. Tra i nodi rimasti in sospeso il problema della prescrizione per l’accusa di abuso d’ufficio.

“Evidentemente”, spiega l’avvocato, “il collegio non ha ritenuto di superare alcune criticità nella procedura amministrativa. Personalmente, nella mia discussione, ho sostenuto che la determina fatta dal dirigente richiedesse una copertura da parte di una deliberazione di giunta”. “Questi aspetti squisitamente amministrativi”, prosegue Quinto, “hanno impedito di arrivare ad un’assoluzione per il reato di abuso d’ufficio ovviamente sempre in attesa di conoscere le motivazioni”. “Per quanto concerne la posizione del sindaco”, l’avvocato spiega come “l’unica responsabilità politica era di aver ritenuto il procedimento di leasing un’utilità proprio nel settore dell’edilizia giudiziaria”.

Grande soddisfazione subito dopo la lettura del dispositivo è stata comunque espressa dal resto del collegio difensivo composto dagli avvocati Luigi Covella, Sabrina Conte, Giorgio Memmo, Viola Messa, Massimo Manfreda, Stefano De Francesco, Franco De Iaco, Gaetano ed Antonio De Mauro.

CONDIVIDI