ROMA – Il via libera del Consiglio di Stato alle ricerche di gas e petrolio nel mare Adriatico ha fatto infuriare tanti amministratori delle marine del sud Salento. Le prospezioni in un “mare chiuso”, secondo alcuni studiosi, sono pericolose per l’ecosistema. “È l’ennesimo attacco perpetrato nei confronti del nostro territorio contro la volontà di cittadini, associazioni ed enti locali – tuona Gabriele Abaterusso -Forse qualcuno farebbe bene a ricordare che sulle trivelle la Puglia si è già espressa da tempo così come da tempo ha deciso il modello di sviluppo che intende perseguire. È difficile comprendere come, nel compiere questa scelta, non ci si è resi conto che permettere alle compagnie petrolifere di effettuare prospezioni nei nostri mari non porterà alcun beneficio al nostro territorio né in termini economici né occupazionali.

Sarebbe stata auspicabile quindi maggiore calma e lungimiranza. Oggi, alla luce del respingimento dei ricorsi presentati, chiediamo un cambiamento di rotta. Chiediamo che si ponga fine a questo progetto malsano di sfruttamento del territorio pugliese e che ad alzare la voce non siano soltanto le popolazioni, ma anche i rappresentanti istituzionali di tutte le forze politiche. Se c’è una cosa certa è che noi non abbasseremo mai la testa di fronte a queste spallate. Non lo abbiamo fatto in passato. Non lo faremo adesso.