LECCE – La gelosia si sarebbe trasformata in un’ossessione. Un tarlo nella mente di un uomo capace di offuscargli senso e lume e sfociato nel penale prima con una denuncia e poi in una condanna. Sei mesi di reclusione sono stati inflitti a G.G.C., 39enne di Lecce ma residente a Santa Maria a Monte (in provincia di Pisa), ex militare della Folgore, accusato di stalking ai danni della ex moglie. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato al gup Edoardo D’Ambrosio che ha disposto anche un risarcimento danni in favore di un’infermiera di 35 anni (costituitasi parte civile con l’avvocato Massimo Zecca) da quantificarsi in separata sede. L’indagine è stata avviata con una denuncia della vittima.

La donna ha raccontato una serie di abusi, angherie e molestie che l’uomo (da cui ormai è separata) le avrebbe riservato da maggio a dicembre del 2016 ossessionandola per motivi di gelosia; facendole continue scenate; tempestandola di messaggi e chiamate anche offensivi e diffamandola pubblicamente su Facebook. Nella denuncia erano stati messi nero su bianco anche altri episodi che non sono poi confluiti nel capo d’imputazione a firma del sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci.

La donna sarebbe stata diffamata sui muri a di cinta dell’ospedale “Vito Fazzi” con frasi offensive con tanto di nome e cognome immortalate in un book fotografico. Ad ogni modo il comportamento dell’ex marito avrebbe fortemente turbato la donna costretta a modificare le sue abitudini di vita. L’imputato era difeso dall’avvocato Elisabetta Maccanti del Foro di Pisa.