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I ‘No Tap’ col fiato sul collo a Barbara Lezzi: “Nessuna penale da pagare in caso di stop: ci faccia vedere questo trattato”

MELENDUGNO – Non hanno intenzione di fargliela passare liscia alla ministra leccese gli attivisti in lotta contro il tubo. Per loro non si rischia nessuna penale. I No Tap tornano a chiedere le carte che chiariscano le parole che la pentastellata ha proferito nella ormai nota intervista al “Mattino”. Da allora si è fatta notte e tra dichiarazioni e controrepliche c’è chi giura di non aver capito un tubo su questo trattato. In risposta alla ministra del Sud, Barbara Lezzi, il movimento No Tap diffonde un comunicato domenicale molto spigoloso:

“SI PUÒ FERMARE UN GASDOTTO SENZA CHE LO STATO PAGHI PENALI?
A quanto pare si, quando gli interessi da tutelare sono quelli delle multinazionali e non quelli dei cittadini.

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Correva l’anno 2014, esattamente a dicembre. La Troika dell’ Unione Europea bloccò il South Stream, il gasdotto che, dalla Russia, avrebbe dovuto rifornire l’Europa. Lo bloccò perché Gazprom, promotrice del progetto, “…non poteva essere produttore, venditore del gas e proprietario del gasdotto…”, in linea con i principi europei del terzo pacchetto energia.
Tutti iniziarono a preoccuparsi per il blocco del South Stream, che andava a ledere gli interessi di Gazprom, Eni, Saipem e tutte le società coinvolte.

http://www.lastampa.it/2014/12/09/blogs/caffe-mondo/south-stream-fermato-dalla-burocrazia-ue-zRqUCpcbNHAekHbT3rdDqL/pagina.html

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Ma l’allora presidente del Consiglio aveva necessità di tutelare i suoi “uomini”, quelle lobby e multinazionali che alimentano la politica neoliberista ed estrattivista dell’allora governo Renzi. E allora, Saipem venne inserita nei contratti internazionali per il progetto di raddoppio del North Stream, con la conseguenza che non venne pagata nessuna penale e che gli interessi delle multinazionali, ancora una volta, furono tutelati.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/13/gasdotto-nord-stream-spunta-contratto-per-saipem-cosi-gazprom-vuole-chiudere-contenzioso-con-roma-e-convincere-renzi/2632549/

Chi oggi parla di penali, vincoli internazionali, trattati imprescindibili e quant’altro, non solo dimostra di non conoscere le carte relative a Tap. La difesa ad oltranza degli interessi economici di pochi, continua ad essere il motivo guida di uno stato succube.
Dobbiamo forse pensare che le tanto spaventose “penali” da pagare (che di fatto non esistono) non sono nient’altro che i guadagni delle lobby del gas? A voler pensare male, verrebbe quasi il sospetto che, a turno, diventare ministro voglia dire entrare a far parte dell’azionariato di queste società estrattiviste.

Rinnoviamo dunque, per l’ennesima volta, l’invito ai ministri di TIRAR FUORI, SE ESISTONO, GLI ACCORDI DI CUI PARLANO, E DI FARCI SAPERE IN COSA CONSISTONO, altrimenti continueremo lecitamente a pensare che sono solo le scuse per giustificare la loro incapacità di prendere decisioni”.

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