GALLIPOLI (Lecce) – Sullo stabilimento “Samsara” c’è un’inchiesta della Procura. Il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone ha aperto un fascicolo d’indagine in cui si ipotizzano i reati di abuso edilizio e abuso d’ufficio. E’ stata anche conferita una consulenza. Dunque parallelamente all’istruttoria avviata dall’ufficio comunale che due giorni fa ha emesso un’ordinanza di sgombero nel tratto di spiaggia di Baia Verde occupato dal lido si muovono anche gli inquirenti.

Gli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Guardia Costiera ha acquisito tutto il carteggio (tra permessi, autorizzazioni e segnalazioni di inizio attività) per accertare eventuali irregolarità. Il consulente, poi, dovrà verificare se le strutture del “Samsara” siano state realizzate rispettando vincoli e pareri rispettando le indicazioni contenute nel piano regolatore del Comune di Gallipoli e il rapporto fra superficie della spiaggia ed il volume della struttura adibita a bar-ristorante, a gazebo. Al vaglio, infine, sono finiti le autorizzazioni paesaggistiche e i permessi di costruire degli anni scorsi.

Ma a stretto giro arriva una nota della proprietà di Samsara Beach che si difende e va al contrattacco: “Sul punto è doveroso riferire che in tutti gli anni in cui il Samsara ha operato è stato oggetto di numerosi controlli da parte di Capitaneria di Porto ed altre Amministrazioni a ciò deputate; tali accertamenti hanno sempre ribadito la regolarità degli interventi edili posti in essere sull’area demaniale in concessione.

Anche successivamente a quello che potremo definire il “caso Samsara” il lido è stato oggetto di accurate, approfondite e minuziose ed a volte estenuanti ispezioni, senza che ad oggi nulla ci sia stato contestato.

​Noi proprietari del Samsara abbiamo sempre avuto e dimostrato il massimo rispetto e fiducia delle Istituzioni e delle disposizioni normative ed al vaglio preventivo di queste ci siamo sempre sottoposti per qualsiasi tipo di intervento si andasse ad operare.

​Cionondimeno siamo tranquilli e sereni, sicuri di aver agito sempre nella convinzione di aver rispettato le regole, aver rispettato la legge e non aver mai intrapreso alcuna iniziativa senza aver prima avuto le necessarie autorizzazioni.

​Confidiamo che questa lunga e sfiancante vicenda si concluda nel modo migliore e venga fatta definitiva e totale chiarezza.”

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