di Gaetano Gorgoni

LECCE – “Dicono che o si firma il contratto o andiamo a casa, kaputt – spiega Luca Panico, segretario Confintesa – Domani andiamo dal prefetto: poi, in 270 andremo in Consiglio comunale perché il sindaco deve guardarci in faccia. Salvemini non si è presentato nell’assemblea sindacale in cui era invitato”. Il Cda della società partecipata del Comune di Lecce e il sindaco di sono riuniti in serata: la decisione del primo cittadino, secondo le indiscrezioni che trapelano, (non revocabile) è che entro 15 giorni i dipendenti dovranno firmare il contratto che cambia lo status da ‘commercio e terziario’ in multiservizi, “altrimenti verranno portati i libri in tribunale”. È però difficile che si possa chiedere il fallimento di una partecipata che si occupa di tanti servizi, anche se il decreto Madia prevede pure questo epilogo. Eppure, secondo Carlo Salvemini, la situazione debitoria è tale da imporre un aut aut.

Il cambiamento di contratto porta a una perdita in busta paga da 300 a 500 euro, secondo i sindacati, e per i quadri si arriva a 600-700 euro lordi in meno, più una decurtazione del 30 per cento sulle somme accantonate per la pensione. Per il segretario Confintesa un vero e proprio “ricatto”: la trasformazione dei contratti è condizione per il rinnovo almeno parziale delle convenzioni. Il predissesto obbliga il Comune a ridurre notevolmente la spesa per le partecipate. Tutto è una conseguenza di un vincolo di spesa che il Comune ha scelto, mettendosi sotto il mantello protettore della Corte dei Conti e d Ministero.

Il Comune di Lecce non ha al momento alcun debito pendente nei confronti di Lupiae Servizi. Tutto ciò che l’azienda ha erogato al Comune in termini di servizi è stato infatti saldato.

In questi giorni la Lupiae vive una delle sue periodiche crisi di liquidità. In attesa del rinnovo delle convenzioni con il Comune di Lecce, infatti, il management sta provvedendo a utilizzare quanto l’azienda ha in cassa per il pagamento di quanto dovuto al fisco o agli istituti previdenziali (anche al fine di evitare “errori” dei quali potrebbero doversi assumere responsabilità personali). Le organizzazioni sindacali sono state così messe davanti alla realtà di una azienda che non avrebbe i soldi per corrispondere gli stipendi a partire dal mese di ottobre.

La versione della maggioranza è che l’azienda ha “improvvisamente” (senza una preventiva comunicazione della crisi di liquidità in corso) chiesto in questi giorni il rinnovo delle convenzioni, in modo da poter “scontare” in banca le convenzioni e ottenere la necessaria liquidità per pagare gli stipendi. Il Comune si è detto disponibile a rinnovare le due convenzioni per le quali ad oggi l’azienda è riuscita a ottenere la dichiarazione di congruità: pulizia e guardiania. Per quanto riguarda la Pulizia degli edifici comunali il Comune si è detto disponibile ad assegnare per 800mila euro all’anno per i prossimi due anni il servizio. Così come per due anni la guardiania. Insieme, pulizie e guardiania garantirebbero alla Lupiae una convenzione di più di 2 milioni di euro, che, se presentata agli istituti di credito, dovrebbero consentire lo sblocco della liquidità necessaria a pagare gli stipendi fino al 31/12.

Questa disponibilità del Comune a firmare il rinnovo di queste due convenzioni si associa allo stanziamento da parte del Consiglio comunale, mediante l’utilizzo per due mesi degli stipendi di sindaco e giunta oltre che dei gettoni di presenza dei consiglieri e di parte delle indennità di risultato dei dirigenti, dei fondi necessari alla ricapitalizzazione dell’azienda dalla perdita 2017. Quindi la volontà politica dell’amministrazione di dare continuità all’azienda non può e non deve essere messa in discussione, secondo gli uomini della maggioranza Salvemini.

Come ormai noto le convenzioni tra il Comune e la Lupiae devono necessariamente, per legge, secondo le disposizioni del nuovo codice dei contratti, essere supportate da dichiarazione di congruità. Il dirigente deve attestare, PENA LA PROPRIA RESPONSABILITÀ ERARIALE, che il prezzo del servizio assegnato a Lupiae è compatibile con le offerte reperibili sul mercato per lo svolgimento dello stesso servizio.

Al momento le uniche due convenzioni che hanno ottenuto la congruità sono le pulizie e la guardiania, alle altre presentate da Lupiae ancora non è possibile allegare la dichiarazione di congruità e questo per un motivo preciso: prevedono l’impiego di personale inquadrato con Contratto Collettivo Nazionale per gli addetti del Commercio invece che con CCNL Multiservizi, meno oneroso dal punto di vista del costo del lavoro, oltre che contratto adottato da tutte le aziende che offrono servizi di pubblica utilità per conto delle amministrazioni pubbliche. Qual è la differenza, in termini di retribuzione per i lavoratori inquadrati con la medesima posizione nelle due fattispecie contrattuali, secondo la maggioranza? Sostanzialmente una: la quattordicesima mensilità. I multiservizi non percepiscono in estate la metà dello stipendio mensile in più. Il passaggio dei contratti Lupiae da CCNL Commercio a Multiservizi potrebbe risolvere in molti casi lo scoglio della dichiarazione di congruità. Ma i sindacati, invece, affermano che il passaggio a un altro contratto porterebbe a un conseguente taglio degli stipendi.

I sindacati, come si legge nel comunicato diramato oggi dai confederali, si oppongono a questa ipotesi, mettendo a rischio la possibilità per il Comune di assegnare a Lupiae i servizi in convenzione, data la impossibilità matematica per l’azienda di reggere il confronto sul mercato con realtà che offrono lo stesso servizio ad un costo per i cittadini considerevolmente minore.
Resta ancora da scrivere il piano di risanamento, obbligatorio per legge, da parte del management supportato dall’advisor che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale. Insomma, l’autunno caldo è ancora all’inizio.