LECCE – Al cuore non si comanda, certo, ma lo si può controllare e salvare, quando comincia a funzionare male. La maggior parte delle cardiopatie si sviluppano con l’avanzare dell’età e tra le cause ci sono gli stili di vita sbagliati: alimentazione spazzatura, ricca di grassi e zuccheri, vita sedentaria, fumo, inquinamento, droga, alcol, stress e sonno disturbato. Le patologie cardiache sono la prima causa di morte nel mondo, spesso perché si sottovaluta il problema e si continua a fare una vita che l’organismo non può più sostenere. Patologie come coronaropatie, cardiopatie ischemiche non nascono dal nulla: spesso trovano terreno fertile nella trascuratezza. Il dolore toracico è un sintomo piuttosto frequente che può sottendere problematiche patologiche minacciose per la vita, così come situazioni cliniche estremamente banali (dolori muscolari e altro). Quando spuntano i sintomi, bisogna saperli affrontare, ma la prevenzione primaria è la parte più importante nella lotta a questo tipo di problemi. Nel Poliambulatorio di Maria Luisa e Ruggiero Calabrese di Cavallino è nato un centro cardiologico multidisciplinare capace di affrontare tutti i tipi di diagnosi con una strumentazione all’avanguardia. Il direttore del Centro è il dottor Rolando Mangia, noto cardiologo di lungo corso, che dopo decenni di lavoro negli ospedali pubblici ha deciso di mettere a disposizione le sue competenze in una delle strutture private d’eccellenza più efficienti del Salento. 

PREVENZIONE 

Le cardiopatie sono malattie che interessano il cuore: malfunzionamento o malformazione (problema strutturale e anatomico). Queste patologie possono essere congenite oppure acquisite. Quelle congenite possono essere severe (quando il neonato nasce con un colorito bluastro) e richiedere un intervento urgente, oppure “moderate” e “lievi”. Rischia di ammalarsi, invece, il cuore delle persone obese, diabetiche o ipertese. Dopo i quarant’anni, è sempre necessario fare dei controlli di routine. Attenti ai dolori al torace: in questo caso rivolgetevi subito al medico. Mai sottovalutare i sintomi: le cardiopatie, se prese in tempo, possono essere curate evitando gravi rischi. Ad ogni modo, è fondamentale uno stile di vita ricco di movimento, sana alimentazione e aria pulita. sentirsi stanchi e affaticati è uno dei sintomi delle cardiopatie, ma non bisogna trascurare la dispnea (fame d’aria), dolori al torace e palpitazioni. 

LA TAC CORONARICA PER SCIOGLIERE I DUBBI 

I centri cardiologici devono essere in grado di fornire i macchinari idonei a ottenere esami soddisfacenti. Un Centro non vale l’altro. La TAC cardiaca multistrato permette di “fermare” l’immagine del cuore, studiandolo nella fase minore di movimento, al fine di esplorare con maggiore precisione le coronarie e la cavità cardiaca. Con i macchinari del Centro Calabrese si raggiunge la capacità di acquisire molto rapidamente sezioni anatomiche ultrasottili e di ricostruirle secondo ogni possibile piano dello spazio, senza alcuna perdita di dettaglio. Questo permetterà di intervenire con un grande vantaggio sulla patologia: sarà più facile capire se il paziente ha bisogno di angioplastica, bypass oarto coronarico o a semplice follow up clinico. In 30 minuti l’esame si risolve con una quantità di radiazioni molto inferiore alla media, grazie alle nuove tecnologie impiegate nel centro. 

LA GOLDEN HOUR

C’è un’ora in cui ci si può salvare durante l’infarto: la golden hour (ora d’oro) non può essere sprecata. In quei 60 minuti si deve arrivare in pronto soccorso. Il senso di oppressione retrosternale, di peso sullo stomaco, alle scapole e alla mandibola sono i segnali più eclatanti dell’infarto. Ma esistono anche altri sintomi più subdoli.

“Se esiste un dolore toracico sospetto da malattia coronarica, da occlusione o da restringimento, al pronto soccorso si possono riscontrare alterazioni durante l’elettrocardiogramma, allora il paziente viene ricoverato subito – spiega il medico del Centro Calabrese di Cavallino – Se non ci sono alterazioni (ischemia transitoria), si trattiene il paziente in osservazione e si fa l’esame degli enzimi, che sono sostanze liberate dalle cellule cardiache quando muoiono”. L’enzima è una proteina di importanza fondamentale in tutti i processi vitali, capace di catalizzare una reazione biochimica. 

“Può essere che la prima determinazione sia negativa, perché il tempo intercorso tra l’occlusione della coronaria e la dismissione nel circolo sanguigno di questi enzimi sia troppo breve per poter consentire un’elevazione del tasso degli enzimi nel sangue tale da essere misurato in laboratorio. Se è positiva, si fa la diagnosi giusta. Se è negativa, bisogna fare una seconda determinazione a distanza di tre o 4 ore”.