F.Oli.

TRICASE (Lecce) – Assolto dall’accusa di tentato omicidio con formula piena (perchè il fatto non sussiste), immediatamente scarcerato e condannato a soli 8 mesi per lesioni e danneggiamento. Si chiude con una sentenza estremamente mite il processo, in abbreviato, a carico di S.C., 22enne di Tricase, finito ai domiciliari il 25 agosto per aver tentato di mettere fuoco alla ex fidanzata gettandole della benzina su una gamba alcuni mesi prima. La sentenza è arrivata al termine del giudizio che si è celebrato in abbreviato davanti al gup Carlo Cazzella a fronte di una richiesta di 3 anni e 4 mesi invocata dal pubblico ministero Maria Consolata Moschettini per tutti i reati.

In sede di discussione, l’avvocato difensore, il legale Fabio Ruberto, ha evidenziato la mancanza di elementi alla luce delle quattro versioni fornite dalla persona offesa per contestare l’accusa di tentato omicidio. Tesi, evidentemente, accolta dal giudice. L’imputato dovrà comunque risarcire la parte civile, assistita dall’avvocato Roberta Formoso, in via equitativa con 2mila euro per le lesioni provocate e il danneggiamento della finestra della camera da letto della ragazza.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Tricase che svelarono una serie di ripetuti maltrattamenti compiuti sulla sua ragazza culminati nella contestazione del tentato omicidio ad aprile.

Quel giorno C.S. avrebbe cercato di avvicinare nuovamente la sua ex ragazza. L’incontro sarebbe sfociato nell’ennesimo litigio. E mentre si allontanava il 22enne avrebbe intimato che, di lì a poco, sarebbe ritornato con la benzina così come si sarebbe puntualmente verificato. Il giovane avrebbe versato sulla gamba sinistra della ragazza del liquido infiammabile contenuto in una bottiglia di plastica. Poi avvicinandosi con un accendino che aveva tasca e, dopo averlo acceso, avrebbe rivolto la fiamma verso il corpo della giovane che, grazie alla prontezza dei propri riflessi, sarebbe riuscita a spostarsi.

Caduta per terra sarebbe stata colpita con calci e pugni su tutto il corpo. Infine C.S. avrebbe versato della benzina in corrispondenza della finestra della camera da letto della vittima danneggiandola e facendo sorgere il pericolo di un incendio.