MELENDUGNO (Lecce) – Indossando tute anticontaminazione e con mascherine anti smog sulla bocca, un gruppo di attivisti ‘No Tap’ ha manifestato pacificamente questa mattina davanti al cantiere di San Basilio, a San Foca di Melendugno. Qui si sta realizzando il pozzo di spinta in cui verrà inserita la talpa che scaverà il microtunnel per il gasdotto Trans adriatic pipeline (Tap). Gli attivisti contestano la realizzazione dei lavori perché ritengono stiano avvelenando la falda.

Nei giorni scorsi Arpa Puglia ha diffuso i risultati dei test di cessione effettuati sul materiale cementizio del pozzo di spinta. E in base ai dati emersi il sindaco di Melendugno, Marco Potì, ieri sera ha inoltrato a Tap, e per conoscenza anche alla Procura di Lecce, un atto di diffida ad astenersi dallo svolgimento di qualsiasi attività nel cantiere del microtunnel di San Basilio.
L’obiettivo, si legge nell’atto, è “scongiurare i rischi per l’ambiente, la salute umana e l’igiene pubblica”. Al momento, a quanto si apprende, i lavori nel cantiere a San Basilio sono fermi.

Ma a stretto giro arriva una nota dell’azienda che chiaricse:”Con l’obiettivo primario di rassicurare la popolazione sull’assenza di pericoli per la salute  legati alle attività in corso, TAP ribadisce che, come riportato dettagliatamente nella relazione di Arpa Puglia del 29 dicembre 2018, non c’è alcuna contaminazione nelle acque sotterranee e nei terreni in prossimità del cantiere di San Basilio, sia negli strati superficiali che in quelli più profondi, per tutti i parametri analizzati, inclusi quelli individuati nel protocollo operativo (arsenico, manganese, cromo totale, cromo esavalente e nichel).

Relativamente alla diffida a TAP da parte del Comune di Melendugno dal proseguire i lavori in località San Basilio, TAP sottolinea inoltre che, come comunicato dalla stessa Arpa Puglia, il rilascio di cromo esavalente da un campione di cemento carotato dal manufatto in opera è di 11.3 microgrammi/litro, ovvero mille volte inferiore al valore di 11.3 milligrammi/litro riportato dal Comune. Non esistono in ogni caso, sempre secondo quanto evidenziato dalla stessa Arpa Puglia, parametri con i quali confrontare i risultati di questo test, perché il campione analizzato non proviene da rifiuti, ai quali di norma il test è applicato, ma da materie prime. TAP garantisce che le materie prime da essa utilizzate sono regolarmente certificate e utilizzate soltanto per gli scopi a cui sono destinate.

La sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente costituiscono da sempre una priorità assoluta per TAP, che continua ad offrire la massima collaborazione e trasparenza alle autorità e agli Enti interessati nel corso delle indagini e ribadisce la piena fiducia nelle autorità inquirenti.”