di Gaetano Gorgoni

LECCE – È un sì alle primarie prudente, quasi sussurrato, “per il bene della coalizione regionale”, quello che oggi arriva dai vertici pugliesi di Forza Italia. A questo punto, secondo le indiscrezioni, Paride Mazzotta non si opporrà alla partecipazione alle consultazioni di base: è lo stesso schema di Bari e persino Foggia (dove c’è un sindaco forzista uscente che si è messo in discussione). La maggioranza dei partiti del centrodestra vuole pesare il consenso di ognuno, di ogni movimento e di ogni civico con le primarie. “Non parte più nessuno da posizioni di vantaggio, da sindaco o assessore – riflette Andrea Guido, uno dei più votato del centrodestra – Chi ha veramente i voti ora può dimostrare che la gente lo segue”. Le posizioni di Lega, Direzione Italia e Fratelli d’Italia sono compatte. Poi c’è l’area Marti che ha chiarito con Grande Lecce che non andrà a sedersi al tavolo previsto il 16 al President con le civiche. Il quadro è completo se si pensa che i vertici pugliesi di Forza Italia hanno già detto sì.

“Del resto, non sarebbe sensato dire no se già in altre situazioni per mantenere unità la coalizione si è dato il placet alle primarie all’ultimo istante dopo che per mesi era stato bocciato il metodo delle primarie” – riflette un dirigente forzista. A Lecce c’è un piccolo problema: quel sì alla candidatura di Adriana Poli Bortone senza primarie dato dalla direzione, ma osteggiato da tre consiglieri uscenti. In direzione spiccano i nomi di veterani come Costa, Palese, Barba, che insieme a tanti altri hanno detto sì. Ecco perché la senatrice non intende arretrare dopo l’investitura. Ma per alcuni consiglieri uscenti è stata un’incauta fuga in avanti: Martini e De Benedetto sono convinti che non si possa più fare a meno delle primarie, “perché si rischia di spaccare e di consegnare la vittoria a Salvemini”. Ma una buona parte dei forzisti la pensano diversamente: “Noi il candidato giusto lo avevamo espresso e non ritengo ci sia un candidato migliore” – spiega Luciano Battista. Il perché Forza Italia insista sulla senatrice lo fa capire Pagliaro in un comunicato: con la Poli senza primarie il partito ha centralità, altrimenti si consegna alla supremazia delle altre forze in campo, che hanno comunque diversi candidati molto votati. Inoltre, la posizione di molti forzisti sulle primarie è già nota: “sono una farsa”.

Il partito non ha altri candidati con la “forza di attrazione nostalgica” e con la senatrice come candidata sindaca del centrodestra avrebbe un ruolo da protagonista in un momento in cui i sondaggi nazionali segnano una caduta considerevole del consenso. Inoltre, sembra ormai difficile arrestare la corsa della senatrice dopo il placet della direzione forzista. È un momento difficile che Pagliaro chiede a Berlusconi  di risolvere: “Decida lui!”. Nelle prossime ore arriverà l’ufficialità: si avvicina il sì definitivo per non determinare una rottura della coalizione regionale, a meno che da Roma non arrivino altri ordini.