LECCE/SAN CESARIO – I photored PARVC installati lungo la circonvallazione di San Cesario hanno scatenato una vera e propria protesta popolare che ha fatto già scendere in campo le associazioni dei consumatori. In mattinata, l’associazione Adusbef, guidata a livello nazionale dal presidente Antonio Tanza, ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Adorno per annunciare la sua iniziativa: la proposta di un tavolo di concertazione con le autorità “al fine di valutare l’opportunità di adorare iniziative utili alla collettività, limitando strumenti repressivi che sanzionano oltremodo un’economia familiare già compromessa, generano malcontenti e vibranti proteste. Secondo l’associazione consumatori, gli incidenti non diminuiscono perché il semaforo sta avendo un “effetto panico” sui consumatori, che li spinge a inchiodare all’improvviso col giallo. Nella sola giornata di ieri si sono verificati ben due incidenti (cliccare sull’immagine per guardare tutta l’intervista e saperne di più ndr).

“Sono delle vere e proprie trappole che si trasformano in bombe sociali, perché tutti possono cascarci almeno una volta – spiega il presidente Tanza – Si parla di 10 mila multe in tre mesi. Qualcosa non va! Mancano anche le strisce per indicare chiaramente la svolta è uno va dritto pensando di avere il verde. Noi non siamo qui per togliere il lavoro ai giudici, che stanno già iniziando ad annullare alcuni verbali, ma è necessario che le istituzioni vengano incontro ai cittadini e si intervenga subito. È diventata un’emergenza sociale, perché tanti cittadini meno abbienti sono stati colpiti duramente”. Ci sono molte questioni da chiarire anche dal punto di vista burocratico: il Comune avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione al prefetto oppure esiste già un’autorizzazione provinciale per installare quei photored? Poi, ci sono questioni di carattere sociale: dopo che sono state fatte 15 multe di fila a un commesso che era convinto di essere passato col verde e che gli si è rovinata la vita togliendogli la macchina e la serenità per aver sbagliato corsia tante volte, non c’è il dubbio che questo equivalga a mozzare la mano a chi ha preso una mela per fame? La questione è di livello nazionale: perché le multe non sono commisurate alla ricchezza effettiva? I 180 euro in meno su uno stipendio di 1000 euro sono una martellata nei denti, ma per chi ne guadagna 10 mila al mese sono solo solletico. 

Dunque, c’è un sistema sanzionatorio iniquo. Poi, non si è tenuta in considerazione l’abitudine di considerare quella strada a due corsie con la possibilità di andare dritto o a sinistra anche nella corsia di sinistra. A Lecce il photored è stato preceduto da un periodo di prova con un sistema sanzionatorio dimostrativo, senza vera sanzione, e con segnaletica comprensibilissima, infatti non c’è stata nessuna polemica o protesta. “È impossibile fare 10 mila verbali in tre mesi se non si mettono gli utenti in condizioni di ingannarsi” – spiegano le associazioni di consumatori. “Su quella strada sarebbe stata meglio una rotatoria per rallentare la marcia – spiega Tanza – Numerose auto sostano lungo le ridottissime banchine, costringendo le autovetture ad allargarsi invadendo l’opposta corsia di marcia. Non è raro il l’assaggio do animali perché a destra c’è la campagna: i veicoli spesso prendono le multe per aver invaso la corsia pur essendo passati col verde”.