TAURISANO (Lecce) – Il 16 marzo 2002, moriva Carmelo Bene, attore, scrittore, regista teatrale e cinematografico, portatore di incandescenti “folgorazioni”, nuove teorie artistiche, ultimo genio creativo, che si è sempre ben guardato dall’ingraziarsi la gente, anzi spesso risultava decisamente antipatico e irritante con il suo atteggiamento da padreterno, con quegli occhi da zombi, con quel suo fare da imperatore assonnato o da pagliaccio vizioso.

Fatemi il funerale da vivo, aveva chiesto ai suoi conterranei salentini un anno prima di morire.

E in cuor suo, sperava di morire nel Salento, col viso rivolto ad oriente, per porre fine a quel simulacro di sé stesso che era in “un coma perpetuo e molto costoso”, come amava ripetere ai pochi amici che ancora aveva, nonostante il suo proverbiale caratteraccio.

E prima di morire, calcando le scene come un sopravvissuto a sé stesso, al suo mito, alla sua gloria, andava dicendo: “Ho la morte addosso, ma non ne ho affatto paura. Ho detto agli amici salentini che è inutile aspettare. Vorrei mi faceste i funerali da vivo, qui ad Otranto. Non c’è bisogno di consegnare un cadavere in pubblico per meritare la dimenticanza.”

Ci ha lasciato questa frase come testamento: “Io non ho coscienza. Sono fuori dalla coscienza”… Mi sento un ulivo sradicato che cammina!”.

L’Attrice e Regista Salentina Rosaria Ricchiuto, originaria di Specchia, porta in scena il suo lavoro “Sono un ulivo sradicato che cammina – Omaggio a Carmelo Bene” scritto per ricordare il Genio Immortale, nato come lei nel Salento, Domenica 10 Febbraio alle ore 19.00 a Taurisano presso il Teatro Tensostatico del Laboratorio Urbano Giovanile (L.U.G.) “Da Charlotte” sito in Via A. Sabato,19 nell’ambito della 2° Rassegna Teatrale “Taurisano in Prosa” organizzata dall’Associazione Il Sole con la Direzione Artistica della stessa Rosaria Ricchiuto.

Rosaria Ricchiuto, Classe 1979, diplomata proprio all’Accademia d’Arte Drammatica P.Scharoff di Roma che da Carmelo Bene fu frequentata e amata, ha iniziato la sua carriera sulla spinta dalla grande passione per Carmelo Bene, dopo che il padre le aveva regalato un libro biografico sul Genio, alimentando la curiosità dell’allora quindicenne studentessa del Liceo Classico di Tricase.