Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva (NIBS) rivestono oggi un ruolo di primo piano nel trattamento di numerose patologie neurologiche, psichiatriche e non solo. Nel Centro dei dottori Maria Luisa e Ruggiero Calabrese si è tenuto un convegno organizzato dal Dipartimento di Neuroscienze intitolato “Update sulla stimolazione cerebrale non invasiva nelle dipendenze e nei disturbi psichiatrici”. Gli esperti hanno fatto il punto sugli importanti obiettivi raggiunti con la stimolazione magnetica transcranica ed è stata annunciata la nuova tecnologia che arricchirà l’offerta terapeutica dell’Unità di Neurostimolazione non invasiva: la stimolazione elettrica continua, che rappresenta una nuova metodica di stimolazione cerebrale non invasiva.

La neuromodulazione (tDCS) modula le soglie di risposta neuronale, modificando la permeabilità di membrana. L’utilizzo della tDCS comporta l’applicazione di correnti elettriche deboli (circa 1-2 mA – milliampere) direttamente al cuoio capelluto, attraverso una coppia di elettrodi. Queste correnti generano un campo elettrico che modula l’attività neuronale. Si tratta di tecniche che vengono utilizzate attraverso un lavoro d’équipe integrando diverse terapie e utilizzando il massimo della tecnologia anche nella fase diagnostica come ci spiega la dottoressa Maria Luisa Calabrese.

La seconda parte del convegno è stata dedicata alla dimostrazione pratica di una seduta di stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) e di stimolazione elettrica transcranica (tDCS). Per vedere tutti gli interventi e le prove basta cliccare sull’immagine.

“La stimolazione elettrica e anch’essa una tecnica di stimolazione celebrale non invasiva in cui vengono somministrate al paziente, attraverso degli elettrodi che sono posti sulla cute del cranio, delle correnti elettriche di bassissima intensità. Rispetto alla stimolazione magnetica transcranica, che è una tecnica di neurostimolazione, la stimolazione elettrica è una tecnica di neuromodulazione: Sostanzialmente va a modulare quella che è la normale attività dei neuroni” – spiega il neurologo Giovanni Caggia.

”In questo Centro il trattamento è personalizzato e si lavora in équipe: anche nella fase diagnostica, dove il ruolo del radiologo è importante. Il paziente viene seguito, passo dopo passo, anche fuori dagli orari di studio. I successi ottenuti sui pazienti depressi o con dipendenze gravi, trattati con stimolazione cerebrale, ci confermano che siamo sulla strada giusta” – afferma la dottoressa Maria Luisa Calabrese.

“Eseguiamo il training cognitivo anche sotto stimolazione – spiega la psicoterapeuta Silvia Perrone – La psicoterapia è una parte fondamentale della terapia integrata nella depressione e nella lotta alle dipendenze. Integrando la stimolazione cerebrale insieme a tutti gli altri trattamenti siamo riusciti ad ottenere il massimo risultato. Il supporto psicoterapico rende più efficace la stimolazione”: