di Gaetano Gorgoni

LECCE – La ex presidente della Provincia di Lecce, Paola Mita, penalizzata dalle scissioni del centrodestra durante le provinciali, domani presenterà istanza per annullare l’elezione di una consigliera fittiana: prima chiederà l’annullamento in autotutela (domani), ex articolo 60 Testo Unico degli Enti Locali. Poi, la battaglia potrebbe proseguire davanti ai giudici. L’avvocata Stefania Oltremarini, moglie del più noto volto della politica locale, Stefano Minutello, direttore di esercizio di STP (si tratta fedelissimi dell’eurodeputato Raffaele Fitto), sarebbe ineleggibile (sempre secondo i berlusconiani) perché dipendente della partecipata della Provincia, Nuova Salento Energia (secondo le indiscrezioni che circolano, è stata assunta a seguito di un bando interno alla pubblica amministrazione).

“Trattandosi di dipendente con poteri di rappresentanza potrebbe essere ineleggibile si sensi dell’articolo 60 Tuel” – spiegano alcuni forzisti, perché si tratta di un’avvocata. Ma la legge, come si sa, è interpretabile e non offre mai certezze assolute, quando non si tratta di casi contemplati già nello specifico. I fittiani, secondo le indiscrezioni che circolano, avrebbero chiesto già un parere all’avvocato Ancora, prima di candidare Oltremarini, e sembra che le ipotesi dei forzisti siano contestabili con forza in giudizio. Tutto nasce dall’ennesimo confronto interno in cui Forza Italia non è riuscita a eleggere nemmeno un consigliere (il sindaco Pippi Mellone, che fu eletto con i voti determinanti di Paola Mita, ha fatto la sua lista riuscendo a incassare due consiglieri provinciali. Così il vecchio fronte neretino si è spaccato per liti interne), mentre i fittiani, pur avendo perso il centrodestra, hanno esultato per i quattro consiglieri che sono riusciti a far eleggere.

“L’ineleggibilità coinvolge coloro che, in ragione dell’ufficio o dell’incarico ricoperto, possono trovarsi in condizioni di vantaggio nella competizione elettorale” – spiega la legge. Il punto è il seguente: il ruolo di un’avvocata dipendente di una partecipata provinciale, come Stefania Oltremarini, può realmente determinare un vantaggio? Per i fittiani la legge non vieta l’elezione, per i forzisti, che vedrebbero scattare il loro consigliere, sì. Un’interpretazione letterale della legge non basta, bisogna spingersi nei campo dell’interpretazione sistematica e teleologica. Tra l’altro, qualcuno solleva l’ipotesi di incompatibilità anche per un dipendente provinciale eletto in queste provinciali. La sfida amministrativa (e forse giudiziaria) è aperta per buona pace del centrodestra.