È tempo di bilanci per il Dipartimento di Neuroscienze del Centro Calabrese di Cavallino. Il 13 aprile nella sala conferenze di Via Leuca (Tempi Nuovi) gli esperti si ritroveranno per riferire degli straordinari risultati ottenuti con questa tecnologia all’avanguardia. Da quando il Centro guidato dai dottori Maria Luisa e Ruggiero Calabrese ha introdotto questa nuova terapia sono stati registrati enormi progressi nella cura di dipendenze, depressione e disturbi compulsivi. Il 13 aprile ci sarà spazio perfino per una prova pratica della stimolazione elettrica transcranica non invasiva. Il Centro Calabrese in questo campo non arretra di un millimetro rispetto ai centri del nord e tiene il passo dell’innovazione preparandosi a introdurre nuove macchine ancora più all’avanguardia. La stimolazione magnetica transcranica ora è una realtà di successo anche nel Salento. Si tratta dell’applicazione di un campo magnetico sulla testa del paziente, che provoca un cambiamento di stato. Questa terapia all’avanguardia può essere di due tipi: inibente (ad esempio nel caso di dipendenza dal cibo, dalla cocaina o ludopatia) e stimolante in tutta una serie di patologie che vanno dalla depressione al Parkinson, recupero post-ictus, fino all’Alzheimer.

“Abbiamo trattato tanti pazienti con dipendenze, alcuni venivano da fuori provincia, con dei risultati eccezionali – spiega il neurologo Giovanni Caggia – Naturalmente per ottenere questi successi nel campo della depressione e delle dipendenze il paziente deve aderire pienamente al nostro protocollo, che non è fatto solo di stimolazione transcranica, ma anche di un percorso psicoterapeutico. Il lavoro è multidisciplinare: è la squadra che si muove insieme applicando un protocollo e individuando una terapia sulla base dello studio organico del paziente. L’applicazione e la zona su cui intervenire cambiano a seconda della patologia su cui si interviene. Attraverso un campo magnetico si modifica lo stato di eccitazione dei neuroni. Questo fascio magnetico si ripercuote anche su circuiti neuronali a distanza e nella produzione di neurotrasmettitori” .

“La squadra della stimolazione transcranica è ricca di figure professionali, anche il radiologo ha un ruolo importante – spiega la dottoressa Maria Luisa Calabrese- È importante un esame preliminare dell’encefalo, quando è necessario escludere l’esistenza di patologie di tipo organico. Il convegno del 13 aprile è aperto a tutti i medici, perché a chiunque capita di valutare una persona depressa o vittima di dipendenze, che fa terapia da tanti anni: ora si può provare una strada che non inficia le altre terapie, ma che può portare a grandi risultati. È una grande novità”.

“La psicoterapia consente di integrare il lavoro fatto con la stimolazione – spiega la psicoterapeuta Silvia Perrone – La terapia cognitivo-comportamentale permette di offrire indicazioni utili. Si lavora sull’aspetto fisiologico, psicoeducativo e sulla volontà. Si affianca il paziente e i suoi familiari per gestire tutte le difficoltà che scaturiscono da questa condizione”.