LECCE – Siamo indietro su tutto: infrastrutture, servizi, collegamenti, ma siamo costosi. È sostanzialmente questo il quadro tracciato da Alex Zezza, in una lettera ai media in cui si mira a scuotere le coscienze. Per far crescere il turismo della provincia oltre ai mesi di luglio e agosto sono necessarie iniziative nuove, investimenti e un cambio di mentalità.

“Sono un imprenditore salentino  gestisco una masseria ed una dimora storica nell’otrantino, proprio quelle due tipologie d’ospitalità, che tanto hanno reso celebre il nostro amato Salento in campo internazionale.

Da anni io e il mio Team ci prodighiamo per offrire ai nostri ospiti un turismo esperienziale di qualità, tutto l’anno, convinti che la nostra terra possa regalare molto anche e soprattutto nei mesi lontani dal caotico agosto.

E’ un compito difficile e (a malincuore) mi duole constatare che oggi l’offerta turistica salentina, più che avere un problema di destagionalizzazione, ha un serio problema di stagionalità.

Prenotazioni in calo sia ad aprile che a maggio con cali percentuali a doppia cifra e un’alta stagione che ancora stenta a partire evidenziano quanto debole e fragile sia, ancora, la nostra offerta di destinazione turistica.

Rifugiarci dietro l’oggettivo straordinario maltempo di questo maggio, secondo me, non ci permette d’affrontare le vere problematiche, che insistono da anni su tutto il comparto turistico salentino. Problemi che affondano le proprie radici in tante opportunità non colte, in molte decisioni mai prese, in una capacità di programmazione scarsa (se non, in alcuni casi, inesistente) ed in innumerevoli lungaggini burocratiche.

Sono convinto che le nostre possibilità siano enormi, come sono ancor di più convinto che il nostro futuro è nel saper offrire servizi sempre innovativi e di qualità, in quanto mete più economiche come il rinato turismo del Mediterraneo e la concorrenza di nazioni emergenti come l’Albania ci stanno battendo facilmente sul terreno dei prezzi low cost.

E quindi vanno bene, per esempio,  cicloturisti e camminatori, come quelli sulla Via Francigena, ma va male l’assenza di un piano strategico per tenere pulite ed efficienti quelle strade. Non possiamo affidarci solo ai volontari (che pure svolgono un lavoro prezioso per il territorio).

I disservizi sono tali che la possibilità di giungere ad Otranto, piuttosto che a Gallipoli, oppure a Leuca in treno dall’aeroporto di Brindisi è ancora un miraggio. I costi dei trasporti pugliesi sono più alti di quelli dei voli aerei, raggiungerci, ancora oggi, rappresenta una spesa enorme, che interessa la gran parte del budget dei nostri ospiti per la loro vacanza in Salento. Perché siamo solo noi Salentini ad essere così penalizzati?

Chiediamo un impegno straordinario, un tavolo di confronto permanente che ci faccia uscire da questo stato di cose. Noi imprenditori chiediamo, sentendone il diritto ed il dovere, di partecipare alla programmazione, ai piani di utilizzo delle risorse comunitari per il nostro settore.

Chiediamo la creazione, sotto la nostra regia, così come prevede la legge, di un Distretto Turistico che ci faccia abbattere le lungaggini burocratiche e che dia ampie indicazioni per gli investimenti, oggi bloccati da mille e mille pratiche burocratiche dai tempi incerti ed infiniti, che costringono, quando va bene, l’imprenditore ad abbandonare l’investimento, oppure addirittura a  difendersi in tribunale.

Mi rivolgo alle istituzioni, ma soprattutto ai tanti imprenditori salentini, piccoli e grandi per la creazione di un movimento serio e coeso che ci permetta una programmazione concertata, reale e dal basso.  Se falliremo in questo la nostra sarà una sfida già persa in partenza. Non facciamo con il turismo, lo stesso errore fatto con la xylella: i colpevoli ritardi, le stesse mancate soluzioni”.