di Francesco Oliva

SALENTO – Abbandonato dai familiari da due giorni e per evitare l’arresto per evasione vive nel ballatoio di casa. Una storia piena di dolore e di tristezza arriva da un paese del Sud Salento. E che a breve potrebbe diventare un caso giudiziario. Dalle informazioni acquisite dal CorriereSalentino un giovane, ai domiciliari, non è più gradito ai genitori e neppure la sorella lo vuole nella sua casa. Questo perché l’abitazione dove il giovane sta scontando i domiciliari deve essere liberata. La madre intende affittarla nell’imminenza del periodo estivo e per il figlio, in quelle quattro mura, non c’è più spazio. Peccato, però, che si trovi ai domiciliari e un suo movimento oltre la soglia della porta d’ingresso configurerebbe il reato di evasione e l’immediato trasferimento nelle patrie galere.

Una situazione paradossale in cui il desiderio di un ragazzo di riprendersi la propria vita, consapevole gli sbagli compiuti in passato, sbatte contro i desiderata dei genitori decisi a mettere alla porta il figlio. Lui non è uno stinco di santo. Tempo fa venne arrestato per alcuni furti in abitazioni nelle marine del Basso Salento. A seguito del giudizio immediato è stato processato e condannato a 4 anni di reclusione. Condanna che sta scontando ai domiciliari. In una casa di famiglia a circa 500 metri dall’abitazione dei genitori. Di recente, però, la madre ha incominciato a tartassare i carabinieri perché vuole che il figlio vada via per un motivo ben preciso. Con l’avvicinarsi del periodo estivo bisogna monetizzare e la casa deve essere affittata a qualche vacanziere disponibile a versare una somma consistente pur di soggiornare nel Salento. In questo contesto familiare neppure la sorella vuole il fratello in casa.

E quando l’avvocato Biagio Palamà ha chiesto ai genitori un posto dove il giovane potesse continuare a scontare la detenzione domiciliare la madre è stata categorica: “Non ho nulla a che spartire con mio figlio; deve andare via”. Così da due giorni il giovane ha trovato la porta di casa chiusa a chiave. E lui non può più entrarci. Non ha un soldo e non ha da mangiare. Vive della pietà e della compassione di una signora che abita nelle vicinanze che gli porta un po’ di pasta e di pane. E per evitare che gli si contesti l’evasione dorme sotto il ballatoio della pertinenza dell’abitazione. Quanto potrà resistere alla luce delle reticenze dei genitori? Forse poco tanto che al suo avvocato ha confessato: “Avvocà, se devo vivere così è meglio che me ne vado in carcere almeno mangio”.