F.Oli.

RUFFANO (Lecce) –  Avrebbe picchiato la moglie mentre era in attesa del secondo figlio sferrandole tre pugni al volto facendola svenire. E per impedire di allertare i soccorsi le sequestrò il telefonino. L.R.M., 53enne di Ruffano, è stato condannato a 1 anno di reclusione dal giudice monocratico Marcello Rizzo a fronte di una richiesta di 3 anni e 6 mesi. L’uomo è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti e condannato per un solo episodio di lesioni nei confronti della donna, parte civile con l’avvocato David Alemanno.

Le prevaricazioni sarebbero iniziate nel 2012 quando la moglie sarebbe stata picchiata anche in presenza dei figli minorenni per i motivi più banali. Tanto che decise di rifugiarsi in casa di un familiare. La situazione non sarebbe migliorata dopo la separazione: pedinamenti, appostamenti sotto casa e sul posto di lavoro questo racconta l’inchiesta fino al giorno in cui durante una visita che gli fu concessa per vedere i figli, la donna sarebbe stata presa a schiaffi e pugni in testa e sul corpo. Il 20 febbraio del 2018, l’ex si sarebbe introdotto nella sua auto e l’avrebbe picchiata mentre si dirigevano a Ruffano.

La donna riuscì a raggiungere la caserma dei carabinieri per poi ricevere le cure presso il pronto soccorso dell’ospedale di Casarano, dove le furono medicate le ferite allo zigomo, a un occhio e a un orecchio (con una prognosi di 5 giorni). Episodio, l’unico, per il quale l’imputato è stato condannato. Dopo quest’ultimo episodio, l’unico per il quale l’uomo, difeso dall’avvocato Simone Viva, è stato condannato, è stato disposto il divieto di avvicinamento dalla donna. Per il deposito delle motivazioni bisognerà attendere i prossimi 90 giorni.