F.Oli.

TAVIANO (Lecce) – Picchiò moglie e figlia perché la cena non gli era piaciuta. D.L., 57enne di Taviano è così finito sotto processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia dopo che nelle scorse settimane era stato raggiunto dal divieto di allontanamento dalla casa familiare con un provvedimento a firma del gip del Tribunale di Lecce Giulia Proto . Su richiesta del pubblico ministero Luigi Mastroniani, è stato disposto il giudizio immediato nei confronti dell’uomo. Il processo dovrebbe scattare il 24 settembre davanti al giudice monocratico Fabrizio Malagnino ma il suo avvocato difensore Salvatore Bruno potrebbe presentare a breve richiesta di abbreviato.

I carabinieri hanno ricostruito il clima di terrore instaurato dall’uomo che aveva imposto il proprio carattere autoritario in casa. In particolare nei confronti della moglie minacciata di morte con frasi del tipo: “Ti uccido e vi metto fuoco a mamma e figlie” e offesa a più riprese con epiteti denigratori. Un’escalation sempre più aggressiva tanto che il padre padrone, soprattutto negli ultimi tempi, era diventato un vero e proprio rischio per la vita dei familiari.

Di recente il 57enne si sarebbe inalberato per i motivi più banali. Come il 21 marzo quando avrebbe infranto piatti, bicchieri e posate e picchiato moglie e figlia sol perché la cena non era di suo gradimento. Un mese dopo, altro grave episodio: infastidito dal tardivo rientro in casa della moglie e delle figlie avrebbe minacciato tutte di morte picchiando una delle due figlie e costringendo i familiari a rinchiudersi in bagno mentre sul posto arrivavano i carabinieri. Neppure l’arrivo dei militari della locale stazione riuscì a placare l’uomo che avrebbe continuato ad inseguire una delle figlie con una scopa inveendo nei confronti della moglie.

Dopo questo episodio la donna ruppe gli indugi e decise di denunciare il marito. In caserma raccontò la lunga sequela di angherie che andavano avanti sin dall’inizio della vita coniugale; prevaricazioni e sopraffazioni, però, a dire della malcapitata, accentuatesi considerevolmente nell’ultimo periodo. Il racconto della moglie è stato poi confermato dalle testimonianze delle figlie (una delle due ha dovuto persino ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale di Casarano per dei segni compatibili con i colpi di un bastone sulla coscia destra così come riportato in un certificato medico).

Le dichiarazioni delle persone offese sono state così ritenute attendibili tanto che l’uomo venne allontanato da casa. Nel successivo interrogatorio di garanzia si avvalse della facoltà di non rispondere ed è sempre sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alle persone offese.