LECCE – Dalla Calabria al Salento: il reparto di psichiatria si affolla sempre di più, ma i sindacati sono imbestialiti per la mancanza di personale. Adesso importiamo anche un detenuto recluso presso la Casa Circondariale di Paola (Calabria), con trattamento sanitario obbligatorio: circa 350 km per portarlo fino a Lecce. “Tra l’altro, come prevedono le norme legislative,  il TSO viene disposto dal sindaco della città di residenza – riflette il Vice Segretario Regionale Osapp Ruggiero DAMATO. Il sindacalista si dice basito: “Il recluso è stato assegnato presso il reparto di osservazione psichiatrica del penitenziario leccese, ma di fatto ricoverato presso il reparto denominato ‘speciale’ dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, adibito per ricoveri ordinari e cioè piccoli interventi, analisi, screening e altro, dove vi è la presenza di un infermiere dedicato, come da protocollo avvenuto fra la ASL Lecce e il Carcere Leccese. Così la polizia penitenziaria, già sottodimensionata, è costretta ancora una volta a ribadire che non esiste personale dedicato nel reparto, né spazi adeguati e che la polizia è costretta a ricoprire un ruolo (di psichiatra o infermiere) che non le compete.

La legge prevede specifici protocolli d’intesa tra le ASL e autorità giudiziaria per reperire spazi adeguati all’interno della casa circondariale da destinare al trattamento ambulatoriale, semi-residenziale e residenziale dei malati di mente autori di reato che, per la persistenza della pericolosità sociale, non possono essere trattati all’esterno del luogo di detenzione, ovvero che permangono in stato di detenzione perché imputabili.
Le regioni individuano, in collaborazione con i tribunali ordinari e di sorveglianza, specifici percorsi di trattamento alternativi all’invio in ospedale psichiatrico giudiziario (OPG), da realizzare con la collaborazione della rete dei servizi esterni al carcere e finalizzati alla tutela dei diritti alla cura dei malati di mente autori di reato, sia nella fase di cognizione che di esecuzione della pena. In qualunque fase del percorso al di fuori dell’ OPG, i compiti e gli oneri delle cure sono a carico del Ministero della Salute, mentre i compiti e gli oneri della custodia del soggetto malato di mente, autore di reato e socialmente pericoloso, sono di competenza del Ministero della giustizia. Gli OPG esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge mantengono l’attuale organizzazione per tutta la fase iniziale di costruzione della rete dell’assistenza da parte del servizio sanitario regionale nelle case circondariali.

“Chiediamo al Ministro Buonafede, al Ministro Giulia GRILLO che fra ‘un litigio e l’altro’ trovino il tempo di pensare e intervenire nei problemi reali del Paese e del sistema penitenziario e in particolare a quelli della Polizia Penitenziaria” – spiega il sindacalista OSAPP. La polizia penitenziaria chiede qualcosa di concreto al governo: un decreto per la sicurezza della polizia penitenziaria.