I Vox Luminis

SALENTO – Anche quest’anno torna il Festival Muse Salentino, un evento culturale che racchiude tutta una serie di interessantissimi eventi: ecco il programma, il progetto e la mission.

Il Festival Muse Salentine è una manifestazione musicale e culturale che si svolge nel Basso Salento durante il periodo estivo, da luglio a settembre. Nasce dall’intuizione di Charles Adriaenssen, produttore discografico belga, fondatore e presidente di OUTHERE MUSIC (casa discografica leader in Europa nella produzione di registrazioni di musica classica, che comprende varie etichette: Aeon, Alpha Classics, Arcana, Fuga Libera, Hat Hut, Linn Records, Outnote Records, Phi, Ramée e Ricercar). Adriaenssen si innamora del Salento, che scopre essere una terra d’arte e di grandi tradizioni, patria del tenore Tito Schipa e del poeta Vittorio Bodini, e per questo motivo sceglie di acquistare e ristrutturare un palazzo del 1400 ad Alessano, cittadina in provincia di Lecce. Partendo da qui, decide di dar impulso e di valorizzare l’arte e la cultura del territorio attraverso l’organizzazione di eventi musicali e culturali di alto profilo. Grazie al suo impegno, ogni estate la terra salentina è animata da una serie di concerti informali di altissimo livello, pensati per un numero massimo di 200 spettatori, in modo da stabilire un forte legame tra performers e pubblico. Gli artisti si esibiscono per lo più a Palazzo Sangiovanni, (la residenza che Adriaenssen ha restaurato ad Alessano) dove è stata appositamente allestita una sala da concerto acusticamente attrezzata, che può accogliere 140 spettatori. Vengono impiegate anche altre suggestive location, che vanno dalle chiese ai cortili delle dimore storiche, alle sale dei castelli. Ogni esibizione è di volta in volta adattata alla magia del posto che la ospita. Proprio l’intimità dei luoghi in cui si tengono gli spettacoli, in una cornice di palazzi medievali, offre un’atmosfera calda ed accogliente e conferisce maggiore suggestione all’ascolto.

Il programma del Festival, caratterizzato da particolare versatilità, presenta un repertorio variegato, che spazia dai brani noti alle novità più interessanti nel panorama della musica classica. È principalmente basato su un vasto network di artisti internazionali di grande spessore, provenienti per la maggior parte dalla casa discografica OUTHERE MUSIC. I musicisti sono legati ad Adriaenssen da una profonda stima e, per questo motivo, accettano di partecipare alla rassegna a titolo di amicizia; hanno anche sviluppato nel tempo una vera e propria passione per gli affascinanti luoghi in cui si svolge il Festival. A loro vengono affiancati artisti provenienti dal Salento, al fine di creare una sinergia sempre più intensa tra l’ambito locale e l’impronta cosmopolita della manifestazione.

La prima sessione di Muse Salentine si apre il 30 luglio nella Cattedrale di Otranto, con l’ensemble internazionale Vox Luminis, considerato uno dei migliori gruppi vocali al mondo. Diretto da Lionel Meunier (che si esibisce anche come cantante, nel ruolo di basso) è composto dai soprani Zsuzsi Tóth, Amelia Berridge, Victoria Cassano e Clara Coutouly, dagli alti Alexander Chance e Gabriel Diaz, dai tenori Philippe Froeliger, Adriaan de Koster, Jacob Lawrence e Massimo Lombardi, e dai bassi Lionel Meunier, Sebastian Myrus e Bart Vandewege. In repertorio, il Requiem del compositore tardo rinascimentale Tomás Luis de Victoria.

Vox Luminis è un ensemble di musica antica nato in Belgio nel 2004 su impulso di Lionel Meunier, suo fondatore e direttore artistico. Incide in media due dischi all’anno e tiene più di 60 concerti sui palchi belgi, europei ed internazionali. Si autodefinisce come un gruppo di solisti con una base proveniente dal Conservatorio Reale de L’Aia. Sin dalla sua creazione, l’ensemble si fa notare per la coesione ed affascina per la personalità di ogni timbro e l’omogeneità delle voci. Ha al suo attivo 13 dischi e nel 2018 ha ottenuto dalla famosa rivista della BBC Music Magazine Award un riconoscimento nella categoria “Choral Award”.

Lionel Meunier è conosciuto a livello internazionale come direttore artistico dell’ ensemble Vox Luminis, che ha creato nel 2004. Appassionato di musica sin da giovanissimo, ha iniziato la sua formazione a Clamecy (Francia), sua città natale. Ha proseguito gli studi all’IMEP (Istituto Superiore di Musica e Pedagogia) e al Conservatorio Reale de L’Aia. È stato membro di giuria in numerosi festival e concorsi internazionali. Spesso insegna e con Vox Luminis tiene corsi di perfezionamento e conferenze sul repertorio dell’età Barocca e della fine del Rinascimento. Nel 2018 gli è stata affidata una missione pluriennale chiamata Promotion X presso il Teatro Nazionale di Bretagna a Rennes che consiste nel seguire la crescita professionale di giovani artisti.

La manifestazione prosegue il 1° agosto, con un doppio appuntamento: performance musicale e vernissage di opere pittoriche. Nella sala concerti di Palazzo Sangiovanni, ad Alessano, la violoncellista Julie Sévilla-Fraysse ed il pianista Nazareno Ferruggio eseguono brani di Camille Saint-Saëns, Gabriel Fauré e Claude Debussy. Questo concerto è dedicato e riservato ai soci mecenati e sostenitori per ringraziarli del loro supporto, ed è seguito da una cena che si svolge all’interno di Palazzo Sangiovanni. Sempre la stessa sera, si inaugura la mostra del pittore sudafricano Michele Mathison che ne suggella il lavoro creativo svolto durante la permanenza in Salento, nella residenza d’artista creata appositamente ad Alessano nella sede di Muse Salentine. In esposizione opere che, attraverso la valenza materica della pittura, esaltano la bellezza del territorio salentino e le sue materie prime.

Julie Sévilla-Fraysse, giovane violoncellista e componente dell’Orchestre de la Garde Républicaine, ha studiato al CNSM di Parigi e presso la Chapelle Musicale Reine Elizabeth con Roland Pidoux e Gary Hoffman. Si esibisce come solista per orchestra, recital (Messico, Belgio, Congo, Marocco) e musica da Camera con artisti come Abdel Rahmanel Bacha, Régis Pasquier, Nicolas Angelich, Gilles Apap, Maria de la Pau Tortelier. Componente fino al 2010 del Trio Werther, premiata al Concours de Lyon e invitata alla Roque d’Anthéron, Julie ha ottenuto un riconoscimento dalla Fondation Banque Populaire. Ha pubblicato il suo primo album, “Folklore”, nel 2016. Suona un violoncello Testore del 1750.

Nazareno Ferruggio è considerato uno dei pianisti italiani più raffinati. Dopo il diploma con lode al Conservatorio Statale di Musica Niccolò Piccinni di Bari ed il corso post-laurea alla Musikhochschule di Mannheim, ha completato gli studi presso la Musikhochschule di Berna. Ha debuttato come solista con l’Orchestra Sinfonica di Bari diretta da Nicola Scardicchio. Ha vinto diciotto primi premi in competizioni nazionali ed internazionali. Ha tenuto concerti e recital in Europa, America, Asia ed Australia. È inoltre visiting professor presso l’Università di Suwon in Corea del Sud, l’Accademia Norvegese di Musica, la Scuola Superiore di Musica di Città del Messico, l’Accademia delle Arti di Novi Sad ed il Conservatorio Superiore di Castellon.

Michele Mathison è nato nel 1977 a Johannesburg ed attualmente vive e lavora dividendosi tra lo Zimbabwe e il sud Africa. Nel 2000 ha conseguito la laurea in Belle Arti presso la Michaelis School of Fine Arts all’Università di Città del Capo e nel 2013 ha rappresentato lo Zimbabwe alla 55esima Biennale di Venezia. Trae ispirazione dagli oggetti quotidiani associati alla vita del Sud Africa, trasformandoli nelle sue opere scultoree che affrontano l’esperienza spesso dura, dinamica ed arricchente dell’esistenza in quella zona.

Lavora con una moltitudine di materiali e con vari oggetti trovati. Tra le sue mostre recenti ci sono Dissolution, presso la Tyburn Gallery, nel Regno Unito (2018), Frieze sculpture, a Londra (2018) e State of Emergence, presso la Galleria Whatiftheworld, a Città del Capo (2017).

Il 3 agosto è la volta del pianista Nikolay Khozyainov con alcuni brani tratti da opere di Frédéric Chopin.

Nato a Blagoveshchensk nel 1992, Nikolay Khozyainov comincia a suonare il piano a cinque anni ed il suo talento musicale viene subito notato. Si trasferisce a Mosca per proseguire gli studi presso la Central Musical School e a sette anni debutta nella Great Hall del Conservatorio P.I. Tchaikovsky della capitale. Continua gli studi presso il Conservatorio fino a maggio 2015. Vive in Germania, dove frequenta un corso di laurea presso la Hannover Hochschule für Musik sotto la guida della professoressa Arie Vardi. Ha ricevuto numerosi premi: nell’ottobre del 2010 è stato il più giovane finalista alla XVI International Fryderyk Chopin Piano Competition di Varsavia. Nel 2012 ha vinto il primo premio nell’International Piano Competition a Dublino e il secondo premio nell’International Piano Competition di Sidney. Ha inoltre ottenuto riconoscimenti per la ”Migliore interpretazione di entrambi i Concerti, votata dai componenti della Sydney Symphony Orchestra”, “Migliore interpretazione di un’opera di Liszt”, “Migliore interpretazione di un’opera di Schubert”, “Migliore interpretazione di uno studio virtuoso” e “Finalista più giovane”. Il suo CD di debutto è stato pubblicato da Accord nel 2011. Nel 2012 ha registrato il suo secondo album con opere di Chopin distribuito dall’Istituto Chopin di Varsavia, seguito dalla registrazione di un doppio CD con JVC Victor. Il suo ultimo album distribuito nel 2014 comprende una pregiata selezione di brani di Ravel, Chopin e Liszt.

La prima parte del Festival si chiude il 6 agosto con l’ensemble Hirundo Maris, creato nel 2009 dal soprano Arianna Savall, che in questo concerto suona anche l’arpa tripla barocca, e dal tenore Petter Udland Johansen, che si esibisce con l’hardingfele e la cetra, e composto, oltre che dai due fondatori, da Miquel Angel Cordero, al colascione e al contrabbasso, e David Mayoral, alle percussioni. Il gruppo, attraverso alcuni brani di anonimi e di compositori del XVI° e XVII° secolo conduce il pubblico in un viaggio sulle tematiche amorose, che parte da Spagna e Catalogna, passa per Norvegia, Scozia e Inghilterra, arriva in Svizzera e in Italia, per concludersi in Cile.

L’ensemble Hirundo Maris è specializzato in musica antica dal Medioevo al Barocco, così come in nuove composizioni e commistioni sonore. Il nucleo creativo è costituito dalla musica mediterranea e nordica, ed è frutto di un ampio lavoro di collaborazione. Come le rondini, i musicisti tracciano percorsi attraverso i mari e la musica che fin dai tempi remoti hanno unito i paesi scandinavi alla penisola iberica.

Hirundo Maris si esibisce con regolarità nei festival più importanti di tutta Europa. Con il programma “Il Viaggio d’Amore”, presentato quest’anno al Festival Muse Salentine, pone una domanda tanto semplice quanto trascendente, tanto attuale quanto eterna: come funziona l’amore? Nella sua ricerca di risposte, l’ensemble viaggia attraverso una dozzina di paesi e porta con sé una selezione di strumenti variegata quanto la musica: l’arpa tripla, inventata in Italia ai tempi di Monteverdi, prima di arrivare attraverso la corte di Francia fino in Inghilterra, dove fu molto apprezzata non solo da Re Carlo I ma anche dai musicisti popolari scozzesi e irlandesi; la cetra, uno strumento a corde pizzicato che fu anche suonato dal riformatore Martin Lutero; e l’hardingfele, lo strumento più importante della musica popolare norvegese che oltre alle quattro corde sfregate presenta delle corde “simpatiche”.

La seconda sessione del Festival, a settembre, coincide con un periodo di maggiore pacatezza in cui, passata la frenesia della stagione turistica balneare, il Salento riscopre la sua abituale tranquillità e le temperature miti e gradevoli. Gli amanti della musica, dunque, possono maggiormente apprezzare un programma che prevede componimenti da Camera, repertori vocali e Musica Antica. Muse Salentine accoglie tra il suo pubblico i turisti stranieri che si trattengono in Puglia fino alla fine della stagione ed anche gli appassionati giunti appositamente da Francia, Belgio, Svizzera ed Olanda per assistere ai concerti. La musica, in questa particolare stagione, diventa quindi uno strumento di crescita per il territorio, incrementando un turismo più colto e raffinato che dona un rinnovato impulso all’economia regionale.

La programmazione, dal 14 al 22, prevede 9 concerti. Palazzo Sangiovanni, ad Alessano, si conferma l’abituale bellissima cornice delle performance.

Il giorno 14, la rassegna riparte con l’esibizione del mezzosoprano Eva Zaïcik, accompagnata dall’ensemble Le Consort, composto dai violinisti Théotime Langlois de Swarte e Sophie de Bardonnèche, da Louise Pierrard, alla viola da gamba, e diretto dal fondatore del gruppo, il clavicembalista francoamericano Justin Taylor. In programma musiche di Louis-Antoine Lefebvre, Michel-Pignolet de Montéclair, Jean-François Dandrieu, Philippe Courbois, Henry Eccles, Henry Purcell, Georg Friederich Handel e Antonio Vivaldi.

Justin Taylor comincia a studiare clavicembalo a 11 anni e si diploma con lode e menzione d’onore nel 2015. Il suo curriculum è costellato di prestigiosi riconoscimenti: il primo premio all’International Musica Antiqua Harpsichord Competition a Bruges, oltre al premio del pubblico ed a due ulteriori premi speciali, l’“Alpha Prize” e l’ “European Union Baroque Orchestra Developing Trust Prize”, l’“Editor’s Choice” conferitogli dalla rivista Gramophone, il “Grand Prix” dall’Académie Charles Cros. Si esibisce come solista e con l’ensemble da lui fondato.

Le Consort riunisce quattro giovani musicisti che condividono sensibilità ed entusiasmo. Creato da Justin Taylor e Théotime Langlois de Swarte, il quartetto esplora repertori variegati ed al tempo stesso complementari. La musica strumentale del 18° secolo rappresenta il fondamento del progetto di questo gruppo, coniugando le sonate per terzetto, che sono la quintessenza della musica da Camera barocca, con la musica classica per pianoforte antico. A giugno del 2017, Le Consort vince il Primo Premio ed il Premio del Pubblico nella Loire Valley International Early Music Competition, la cui giuria era presieduta da William Christie. L’ensemble ha già suonato a Parigi, al MA Festival di Bruges, all’Opera di Digione, al Festival di Sablé, a Monaco ed in Polonia. Inciderà, con l’etichetta Alpha Classics, un disco dedicato al repertorio completo di Sonate per Terzetto di Jean-François Dandrieu. Il gruppo ha anche rivelato un profondo interesse per la musica vocale. Gli strumentisti lavorano a stretto contatto con il mezzosoprano Eva Zaïcik (eletta “Révélation” nella manifestazione “Victoires de la Musique”, e secondo premio al Concorso Reine Elisabeth in Belgio nel 2018). La loro collaborazione ha prodotto un CD di cantate

francesi con l’etichetta Alpha Classics. Quest’estate l’ensemble distribuirà un nuovo disco con l’intero repertorio delle Sonate per Trio di Jean-François Dandrieu.

Nel 2018 il giovane mezzosoprano Eva Zaïcik ha vinto il premio “Revelation Opera Singers” nelle “Victoires de la Musique Classique”, oltre ai riconoscimenti in due prestigiosi concorsi internazionali: il 2° premio nella Queen Elisabeth Competition, e il 3° premio nel concorso “Voix Nouvelles”. Era già stata eletta “Revelation Opera Singer” nell’ADAMI Young Talent Competition del 2016, anno in cui ha conseguito il Master in Canto con il massimo dei voti al Conservatorio di Parigi, dopo aver studiato con Élène Golgevit. Si è esibita in molti luoghi prestigiosi sia in Francia che all’estero sotto la guida di grandi direttori. Registra esclusivamente per Alpha Classics.

Il 15 protagonista è la Fondazione Internazionale Yehudi Menuhin, diretta per questo concerto da Mario Villuendas, che suona anche il violoncello, con un ospite d’onore speciale, il violinista salentino Alessandro Quarta. La Fondazione è stata creata nel 1991 a Bruxelles da Menuhin, violinista ed umanista, per realizzare il suo sogno di dare voce a chi non ha voce attraverso le arti. E’ un’associazione no-profit che attua e coordina progetti e programmi interculturali.

Il concetto di residenza della Fondazione Yehudi Menuhin nell’ambito del Festival Muse Salentine si traduce nel rivisitare parte del repertorio caro a Menuhin, inserendo elementi di musica tradizionale e mettendo insieme artisti classici e musicisti della tradizione popolare italiana. Il programma comprende compositori particolarmente apprezzati da Menuhin, come Johann Sebastian Bach, Stéphane Grappelli, Django Reindhardt, Astor Piazzolla.

Turina, Villalobos, ed anche opere del repertorio tradizionale europeo. Tra i musicisti invitati (Nana Kawamura e David Wlodarczyk, violinisti, Romain Montfort, alla viola, Antonino Talamo, percussionista, Sebastiano Forte, chitarrista, Davide Bonetti, alla fisarmonica, ed Eugenia Amisano, vocalist) figurano solisti della Brussels Chamber Orchestra e musicisti proposti da MUS-E Italia.

Il 16 settembre è la volta del Busch Trio con l’opera 97 di Ludwig van Beethoven e l’opera 49 di Felix Mendelssohn.

Il Busch Trio è considerato uno dei più importanti terzetti di pianoforte a livello internazionale ed ha ottenuto il consenso entusiasta del pubblico e della critica per la sua ”incredibile verve”. Prende il nome dal leggendario violinista Adolf Busch, ed è composto da tre grandi amici, Omri Epstein il pianista meravigliosamente sensibile del gruppo”, Mathieu van Bellen, ”il cui bagliore argenteo guizza eloquentemente”, e Ori Epstein, con cui ”ti senti nella presa di un caldo abbraccio”. Vincitori di premi in concorsi internazionali, i tre sono accomunati da una profonda passione per la musica da Camera ed ispirati da un violino creato da G.B. Guadagnini nel 1783 a Torino, appartenuto prima a Busch ed ora a Mathieu van Bellen. Dalla sua nascita a Londra, nel 2012, il trio ha sviluppato un programma molto ricco di esibizioni nelle principali sale da concerto e festival d’Europa.

Dopo aver firmato un importante contratto discografico con l’etichetta francese Alpha Classics, ha pubblicato nel 2016 il suo CD di debutto sui terzetti di Dvořák, ricevendo il plauso della critica. Questo CD fa parte di un progetto che comprende 4 album sul repertorio completo di musica da Camera di Dvořák per pianoforte e archi, l’ultimo dei quali è stato pubblicato ad aprile 2019. Il trio ha al suo attivo un tour in Cina e negli Stati uniti.

Ha in programma un ritorno al Concertgebouw di Amsterdam, una nuova tournée negli Stati Uniti e l’uscita del cofanetto completo su Dvořák. Il suo prossimo lavoro sarà un CD con l’intero repertorio di Schubert per trio di pianoforte.

La rassegna continua il giorno 17 con la clavicembalista Alexandra Ivanova che interpreta opere di Jacques Duphly, Jean-Philippe Rameau, Anita Mieze e Joseph-Nicolas-Pancrace Royer.

Alexandra Ivanova si esibisce regolarmente in tutta Europa ed in Russia. Il suo vasto repertorio spazia dalla musica del XVII secolo a quella del XXI con vari strumenti come il clavicembalo, il fortepiano, il clavicordo ed il pianoforte. Nata nella regione russa del lago Baikal, ha iniziato a studiare pianoforte all’età di cinque anni con sua madre, Natalia Ivanova. Nel 2002 si è diplomata nella classe di Alexander Mndoyants presso la Central Musical School del Conservatorio Statale Tchaikowsky di Mosca, e qui ha continuato a perfezionarsi in pianoforte, strumenti storici a tastiera, musica da Camera e basso continuo, sotto la guida di Yury Martynov, Viacheslav Poprugin e Olga Martynova. Nel 2007 ha intrapreso, presso lo stesso Conservatorio, la formazione post-laurea con Alexei Lubimov. Nel medesimo anno ha inoltre studiato con Jesper Christensen (clavicembalo, basso continuo, direzione di ensemble e fortepiano) e Rudolf Lutz (improvvisazione) presso la Schola Cantorum Basiliensis a Basilea, in Svizzera. Si è laureata con lode nel 2012 ed ha cominciato a lavorare per la Schola Cantorum come pianista accompagnatore e coach.

Prendendo parte a numerose masterclass ed a progetti di concerti, Alexandra ha collaborato, traendone ispirazione, con alcuni dei principali artisti della scena musicale di oggi. Oltre alla sua attiva carriera di concertista, ha anche registrato per alcune radio in Russia, Italia, Svizzera e Germania.

Il giorno 18 l’Hausmusik Ensemble composto da Luigi Bisanti e Lucia Rizzello, flautisti, Giuseppe Spedicati, al fagotto, Gabriele Musio, violoncellista, e Corrado de Bernart, clavicembalista e pianista, esegue brani di Johann Joachim Quantz, Federico il Grande, Franz Benda, François Devienne e Gaetano Donizetti.

L’Ensemble Hausmusik è formato da docenti del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. I membri del gruppo svolgono attività concertistica come solisti, in orchestre da Camera nazionali ed internazionali e in ensemble.

Luigi Bisanti, primo flauto e solista in prestigiose orchestre in Italia e all’estero, collabora con musicisti di fama internazionale. Suona anche flauti storici. Vincitore del concorso ministeriale, ha la cattedra di flauto al Conservatorio di Lecce.

Lucia Rizzello è flautista e solista in numerose orchestre sotto la direzione di importanti musicisti in Italia e all’estero. È docente di traversiere presso l’Accademia dell’Università di Lubiana e di flauto al Conservatorio di Lecce.

Giuseppe Spedicati svolge intensa attività come fagottista, collaborando con importanti istituzioni orchestrali. Diplomato anche in Musica Elettronica con lode al “Niccolò Piccinni” di Bari, è il decano del Conservatorio “Tito Schipa”.

Gabriele Musio, vincitore di primi premi in numerosi concorsi di musica da solista e da Camera, studia attualmente musica da Camera presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e frequenta il primo anno di violoncello solista al Conservatorio “Tito Schipa”.

Corrado de Bernart ha studiato al Conservatorio di “Santa Cecilia” a Roma e all'”Accademia Nazionale di Santa Cecilia”. Svolge attività concertistiche come pianista e clavicembalista e si è esibito in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente, Messico, Sudafrica, e altrove.

Il Festival continua il 19 con il concerto del pianista Alexey Zuev che interpreta opere di Carl Maria von Weber, Igor Stravinsky e John Adams.

Nato a San Pietroburgo nel 1982, Zuev si è esibito per la prima volta in pubblico ad 8 anni nella Cappella di Stato della sua città. Ha studiato pianoforte alla School of Music ed in seguito alla Scuola speciale di Musica del Conservatorio di San Pietroburgo. Ha ottenuto parecchi premi internazionali prestigiosi: è stato vincitore assoluto del Concorso internazionale Prokofiev di San Pietroburgo nel 1999, ha avuto il Premio Educativo nella London International Piano Competition del 2002, quello dell’International Sviatoslav Richter Competition nel 2008 ed il 2° premio nella prestigiosa Geza Anda Piano Competition del 2009. Nello stesso anno si è laureato alla Mozarteum University di Salisburgo, di cui è stato allievo Alexei Lubimov. Tra i suoi successi più recenti ci sono il debutto con la Philadelphia Orchestra, l’interpretazione del “Mysterium” di Scriabin con la Netherlands Radio Symphony, il concerto d’esordio con la London Philharmonic Orchestra, un’esibizione con l’Orchestra del 18° Secolo e un’acclamata performance con il Musikkollegium Winterthur. Con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo ha eseguito la première in Russia del Concerto per pianoforte di John Adams «Rotoli di secolo». È un appassionato e romantico interprete di fortepiano e piano. Attualmente ha una docenza presso l’Università Mozarteum di Salisburgo.

Il 20 settembre, le sorelle francesi Chouchane e Astrig Siranossian, rispettivamente violinista e violoncellista, interpretano opere di Maurice Ravel, Daniel Schnyder, Benjamin Attahir e Thomas Demenga. Astrig suona un violoncello Ruggieri del 1676, generosamente prestatole dalla Boubo Music Foundation di Binningen.

Chouchane Siranossian è uno dei talenti più coinvolgenti della sua generazione ed è molto apprezzata sia per l’interpretazione del repertorio antico che per la musica moderna. Ha studiato con Tibor Varga, Pavel Vernikov, Zakhar Bron e Reinhard Goebel ed è regolarmente invitata, anche come solista, da numerose orchestre tra cui Staatskapelle Dresden, Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, Concerto Köln, Les Musiciens du Louvre e Anima Eterna. È leader dell’Ensemble Esperanza Liechtenstein. Le sue registrazioni hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Il suo primo CD da solista, ‘In Time’, ha ricevuto il Diapason Découverte; ‘L’Ange et le Diable’, un CD in coppia con Jos van Immerseel, è stato premiato agli ICMA 2019.

Vincitrice del Primo Premio e più volte insignita del Premio Speciale nella Krzysztof Penderecki International Cello Competition, Astrig Siranossian si esibisce come solista con orchestre famose. Ospite fissa di Daniel Barenboim, vanta partner musicali del calibro di Simon Rattle, Martha Argerich, Antonio Pappano, Yo-Yo Ma, Sol Gabetta, Bertrand Chamayou, Daniel Ottensamer. La sua ultima registrazione con la Sinfonia Varsovia ha ricevuto il ”Premio Schallplattenkritik”. È stata artista in residenza presso la Queen Elisabeth Music Chapel e la Fondazione Singer-Polignac. Dal 2015 è Direttore artistico de ”Les Musicades”, festival della città di Romans nel quale la musica si rispecchia nell’arte e nella gastronomia.

Il 21 ritorna l’appuntamento con il cinema muto accompagnato dalla musica. Il film proiettato è un’opera del 1920, Der Golem, wie er in die Welt kam. Gli effetti sonori sono curati da Jed Wentz, e l’accompagnamento al pianoforte è della musicista russa Olga Pashchenko, con brani di Alexander Borodin, Niels Gade, Edvard Grieg, Franz Liszt, Felix Mendelssohn, Franz Schubert, Aleksander Scriabin e Richard Strauss. Der Golem wie er in die Welt kam è riconosciuto come uno dei capolavori del cinema di Weimar. Diretto da Paul Wegener, che ha anche interpretato il ruolo da protagonista, è noto per i suoi spettacolari set espressionisti e gli stili di recitazione.

Racconta la storia della persecuzione della comunità ebraica nella Praga medievale e del suo salvataggio ad opera del rabbino Löw, che crea il miracoloso mostro magico noto con il nome di Golem.

La bambina prodigio Olga Pashchenko, nata nel 1986, ha debuttato in un recital per pianoforte a New York, all’età di 9 anni. Da allora si è sempre distinta come una delle artiste più versatili nel panorama odierno degli strumenti a tastiera, passando dall’organo al clavicembalo, al pianoforte moderno, anche all’interno della stessa perfomance. Il suo repertorio spazia dalle Variazioni Goldberg di Bach fino ai compositori del XX° secolo, quali Paul Hindemith e György Ligeti.

Jed Wentz è flautista, direttore d’orchestra e specialista nel gesto storico. Ha conseguito la laurea in Musica presso l’Oberlin Conservatory, un master presso il Conservatorio Reale de L’Aia e il dottorato all’Università di Leiden. Attualmente insegna nei Conservatori di Amsterdam e Leiden, dove è professore assistente all’Accademia di Arti Creative e Spettacolo. E’ consulente artistico per il Festival di Musica Antica di Utrecht.

Il Festival si conclude il 22 con il nuovo disco dell’ensemble I Bassifondi, diretto dal liutista romano Simone Vallerotonda, la rockstar della musica barocca, che suona anche la tiorba e la chitarra barocca, e composto da Gabriele Miracle, alle percussioni, e da Stefano Todarello, al colascione, alla chitarra battente e alla sordellina, con l’accompagnamento del soprano Monica Piccinini. Il repertorio è incentrato sulla Roma del ‘600, con brani di Giovanni Girolamo Kapsberger, Marco Marazzoli, Tommaso Marchetti, Ferdinando Valdambrini, Girolamo Frescobaldi, Giovanni Paolo Foscarini, Virgilio Mazzocchi e Athanasius Kircher.

I Bassifondi è un ensemble d’epoca che esegue musica per liuto, arciliuto, tiorba e chitarra barocca con basso continuo. La maggior parte della musica del 17°-18° secolo per liuto, chitarra, tiorba e arciliuto fu ideata e scritta per essere suonata con la sinergia di strumenti diversi. Basandosi su testimonianze scritte e fonti musicali e iconografiche, ”I Bassifondi”, creato e selezionato da Simone Vallerotonda, mira a riscoprire e ad offrire al pubblico quel repertorio in formato da Camera. L’album di debutto del gruppo, ”Alfabeto falso”, è stato inserito dall’ICMA 2018 tra le migliori registrazioni strumentali barocche.

Nata a Reggio Emilia, Monica Piccinini ha studiato canto lirico con Franca Mattiucci ed Elena Kriatchko. Ha approfondito la conoscenza del repertorio barocco con Claudio Cavina e Rossana Bertini e preso ulteriori lezioni di romanze e musica vocale del diciannovesimo secolo con Erik Werba e Dorothy Dorow. Ha debuttato in una produzione dell’Orfeo di Monteverdi al Teatro Real di Madrid, sotto la direzione di Jordi Savall. Ha collaborato con molti ensemble e orchestre, tra cui Concerto Italiano, Europa Galante, Al Ayre Español, Concerto Romano, Concerto Palatino, Orchestra da Camera di Losanna, Münchner Rundfunkorchester e Hespèrion XXI.

La discografia di Piccinini include l’Orfeo di Monteverdi, diretto da Rinaldo Alessandrini, i Notturni per i Defunti di Porpora con La Stagione Armonica e i Mottetti di Melani con Concerto Italiano.