di Gaetano Gorgoni

La Discarica D’Aurio, sulla strada Lecce-Torre Chianca, al confine con Surbo, dietro all’omonima chiesa, un anno dopo il nostro reportage, continua a dormire sotto una coperta di guaina strappata in più punti. Non è pervenuta nessuna notizia di monitoraggio e messa in sicurezza, nessuna pulizia, niente. È un sonno pieno di inerzia, sotto un’enorme coperta di pannelli fotovoltaici (vandalizzati e rubati)Non è chiaro se il Gruppo Waste Mana, con sede in via Zanardelli 99, abbia ancora il controllo della Discarica per rifiuti solidi urbani, ex SASPI, come recita l’avviso. Le porte sono aperte, i pozzetti scoperti, le sterpaglie sono ovunque. C’è ancora il solito paesaggio fatto di rovine, distese di immondizia e materiale di risulta abbandonato tempo fa in quelle campagne. Non è cambiato nulla dopo un anno: stesso silenzio rotto dalle turbine eoliche e lucertole che avanzano tra le sterpaglie. Ci sono ancora i resti di qualche incendio passato: con tutte le erbacce che ci sono, non è difficile che succeda nuovamente.

Il business del fotovoltaico è arrivato fin qui: un istituto bancario ha tirato su un bel po’ di pannelli: ora è tutto preda dei vandali. Il pozzo di monitoraggio è abbandonato, i cavi divelti, i quadri elettrici in rovina, molti pannelli fotovoltaici rubati insieme al rame. Si cammina dentro scansando pozzetti scoperti e cavi elettrici vandalizzati. Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ci aveva messo un bel po’ di soldi, che sono andati direttamente in discarica: trasformati in un’enorme cattedrale dell’abbandono italiano. Il dirigente del Comune di Lecce ci ha spiegato  che la discarica è stata bonificata e che è stato estratto tutto il gas che si crea a causa dei rifiuti. Ma la guaina in quelle condizioni (come potete vedere nelle foto) è una cosa normale per una discarica dismessa? Non c’è il rischio che il percolato filtri nel terreno? La guaina non dovrebbe essere ripristinata?

Investiamo nel vostro futuro”, recita il cartello che ci ricorda come sono stati spesi i nostri soldi. No, grazie: non ci interessano più questi investimenti. Questo futuro somiglia un po’ al passato tutto italiano, ricco di cattedrali nel deserto e soldi sprecati. I pannelli vandalozzati ci sono costati circa un milione di euro. Ogni discarica nasconde veleni e rifiuti che devono essere isolati, eliminati e monitorati: il lavoro dura un trentennio, poi quelle zone si convertono in parchi e altro. Il controllo degli impianti dismessi è importante, ma della discarica D’Aurio, con la sua guaina bruciata, sembrano ricordarsi in pochi.

Ecco il link del nostro primo reportage: Discarica d’Aurio un anno dopo, guaina consumata, rifiuti ancora lì e abbandono