LECCE – Pino Aprile questa volta scende in campo con un’iniziativa politica di “emergenza democratica”, che faccia risorgere il sud “dal clima discriminatorio che si respira da troppo tempo”. Il giornalista e politico che ha contribuito a rivedere la storia dell’Unità d’Italia da una prospettiva diversa (quella di una conquista piemontese con massacri dei dissidenti e spostamento di ricchezza al nord) oggi dà a tutti appuntamento alla Grancia, a Potenza, in Basilicata, il 24 agosto mattina (9:30). È una specie di chiamata alle armi aperta a tutti a difesa del sud: “Chi c’è c’è”. Nasce Azione Politica Meridionale per sbarrare la strada a Salvini. Secondo Pino Aprile, il nord vuole continuare a fagocitare risorse per le proprie infrastrutture, dando le briciole al sud. Per il giornalista e scrittore più di un secolo e mezzo fa si fece la scelta di trattare il Sud come una colonia e oggi ne paghiamo le conseguenze: treni efficienti e nuovi al nord, alta velocità già da anni e tanto altro, mentre gli scarti vanno al sud.

La questione meridionale torna a impadronirsi del dibattito politico, ma i polibortoniani (Gruppo Adp – Io Sud) protestano: “Vorremmo ricordare A Pino Aprile che negli ultimi giorni ha dichiarato la nascita di un nuovo partito politico meridionalistico, che dieci anni fa, nel 2009, per volontà di un politico lungimirante, Adriana Poli Bortone, nasceva Io Sud. Il movimento politico Io Sud ottenne subito consensi in tutta la Puglia già ai primi appuntamenti elettorali ad appena due mesi dalla sua nascita. Io Sud per primo ha parlato di macroregioni, di territorialità dei tributi ed altri argomenti a favore del meridione.

Ora per recuperare i consensi che i 5 stelle hanno perso al Sud, Aprile per loro conto cavalca la questione meridionale per porsi in antagonismo al dilagare della lega.
Bisogna ricordare a questi signori che agli occhi degli italiani ormai sono poco credibili, e che sono stati alleati al governo con la lega
e sopratutto che pur avendo avuto un loro ministro del Mezzogiorno il Sud è arretrato in termini socioeconomici”.