LECCE – “La scelta scellerata del Sindaco di voler aderire al programma di iscrizione all’ufficio anagrafe dei compagni immigrati che richiedono asilo politico, ci lascia perplessi.

Forse tralascia il fatto che in pochi mesi sono raddoppiate le iscrizioni all’anagrafe cittadina come sono raddoppiate le richieste d’asilo rifiutate“.

In quale modo e con quali mezzi finanziari il Comune di Lecce pensa di soddisfare le richieste dei nuovi residenti in città per effetto dell’iscrizione all’anagrafe di immigrati richiedenti asilo politico e che presto adesso saranno nelle condizioni di richiedere prestazioni di welfare alla pari dei nostri concittadini?”.

Lo chiede oggi Luca Russo, presidente del Movimento in Libertà, che prosegue: “Perché essere garanti di immigrati che sbarcano sulle coste Nazionali senza alcun documento proprio per richiedere asilo politico? Forse il Sindaco Salvemini non vuole accettare che la maggior parte delle storie raccontate dai futuri residenti Leccesi sono inventate e costruite.

Profughi che approdano sulle nostre coste senza alcun documento valido all’identificazione proprio per richiedere l’asilo politico, per creare una nuova identità fittizia, omettendo di proposito, per la maggior parte delle volte, la loro vera identità anagrafica, ma mai dimenticando il telefonino di ultima generazione.

Solo chi conosce la verità nascosta da questa falsa accoglienza – continua Russo – può raccontare, senza filtri ideologici, chi sono veramente gli immigrati che arrivano sulle nostre coste. È giusto che il cittadino leccese sappia che più del 50% delle richieste di asilo politico sono rifiutate dalla commissione decisionale e che la maggior parte delle volte esce fuori un’immagine ben diversa da quella del migrante bisognoso che viene disegnata dai media.

E proprio per questo motivo ci chiediamo perché bisogna agevolare e fornire dei documenti validi a degli immigrati con generalità falsa?

In pochi mesi il numero di stranieri arrivati prevalentemente come migranti economici clandestini è sostanzialmente raddoppiato, stranieri che non possono essere ridistribuiti nel Territorio Europeo perché “economici” e perché gli accordi prevedono l’accettazione di accoglimento volontario.

Ad esclusione dell’assegnazione di abitazioni in edilizia popolare attraverso i bandi, da cui chi è appena arrivato è escluso solo per i requisiti temporali relativi al permesso di soggiorno, per tutto il resto queste persone sono nei fatti equiparati ai cittadini leccesi e agli stessi immigrati giunti sul nostro territorio regolarmente, per quanto riguarda l’accesso al welfare locale, dal sostegno al reddito fino al pagamento delle mense comunali o all’assistenza medica. Dove li trova Salvemini i soldi se per i leccesi questa Giunta non mette più a disposizione neanche un euro?”

La conseguenza burocratica e sostanziala alla fine – aggiunge Russo – è una aggiunta di tante altre persone ai già tanti leccesi che hanno bisogno di aiuto da parte delle istituzioni e che non lo riescono ad avere per la situazione finanziaria e anche in considerazione dello scarso interesse politico che Salvemini e la sua maggioranza da sinistra del salottino buono riserva al tema della crisi sociale.

Ci troviamo di fronte ad un problema enorme che rischia di frammentare ancora di più la rete di sicurezza sociale, già profondamente inadeguata e di dare un colpo mortale alla nostra coesione sociale. E di fronte a questa invasione di nuovi poveri non ho mai sentito il sindaco dire una parola sul fatto che Lecce non può permettersi di ingrossare il numero di quelli che stanno sull’orlo del precipizio della marginalità sociale.

Se queste sono le premesse, gli stranieri, che non hanno né reddito né casa, finiranno per scalzare i Leccesi dal supporto offerto da quel poco di welfare che c’è.

E mentre non abbiamo neanche i soldi per garantire la soluzione all’emergenza abitativa dei Leccesi, Salvemini piega per l’ennesima volta la testa davanti ai diktat del suo modus operandi e inizia a trasformare Lecce in una sorta paradiso dell’immigrazione clandestina proprio come la sua unica città di riferimento “Bologna”, tutto a spese della collettività e a scapito dei nostri concittadini che non riescono a ricevere una soluzione ai loro problemi perché le istituzioni locali sono assenti e non hanno risposte da dare agli italiani poveri ma investo milioni di euro per l’accoglienza degli stranieri.

Forse il Sindaco Salvemini  – conclude Russo – ignora che parte dei richiedenti asilo politico, non possono essere rimpatriati in caso di diniego della domanda e che la stessa domanda a scadenza non potrà seguire nessuna richiesta di permesso di soggiorno.

Salvemini te li vuoi tenere tutti tu, ospiti al nuovo “Cara” di Palazzo Carafa?

È una situazione inaccettabile contro cui siamo decisi a batterci stando dalla parte dei leccesi e di quei tanti stranieri che si sono integrati senza alcuna scorciatoia”.