LECCE – “Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale, il 21 ottobre, lascia l’amaro in bocca. Al netto delle belle parole in campagna elettorale, il Sindaco dell’inclusione si rivela un nostalgico della sinistra staliniana: irrispettoso del lavoro della minoranza , influenza anche i suoi consiglieri nella direzione che ritiene lui, e solo lui, più opportuna”. A dichiararlo con la sottoscrizione di un documento i capigruppo di centrodestra.

“Non è un caso, infatti, che la richiesta di un Consiglio monotematico, inerente la gestione dei rifiuti, alla presenza di Ager e Regione ed eventualmente l’azienda incaricata, sebbene firmata dai consiglieri in numero superiore al minimo previsto dallo Statuto, non sia stata inserita nell’OdG così come formulata, ma come semplice richiesta di ragionare su una possibile convocazione dello stesso.
Non è un caso nemmeno che ad una ulteriore formulazione della richiesta in Consiglio, firmata questa volta da ben undici consiglieri, il no di Salvemini abbia finito per condizionare i suoi.
È un atteggiamento perseguibile? No. Ma è quantomeno un atteggiamento deprecabile.
Ci dispiace, perché la nostra richiesta, invece, avrebbe inteso fare chiarezza in favore dei leccesi.

Non per l’arroganza con cui un Sindaco rivolge ai consiglieri parole come “Stai calmo”, e nemmeno per la superficialità con cui tratta il loro lavoro (“una mozione inutile”, “un compitino scritto”) che ricorda tantissimo il modus operandi dell’Assessore Rita Miglietta quando asserì che “addirittura il centrodestra ha dato un contributo intelligente”. Ma per la voglia, la necessità di dover ideologizzare tutto anche quando si parla di spese per i cittadini e del bene della nostra Città(come il servizio dei Nonni Vigili). Noi non giudichiamo il lavoro in Consiglio con due pesi e due misure, se una cosa è giusta e buona per la città non abbiamo difficoltà a riconoscerlo, e la votazione del centrodestra sulle altre mozioni proposte dalla maggioranza stanno lì a dimostrarlo (Mozione Orlando-astensione e Mozione Molendini-voto favorevole). Non conosciamo solo la contrarietà, a differenza loro. Allo stesso modo però non ci stancheremo di denunciare questo stato di cose molto lontano dal rispetto e dalla partecipazione, orgogliosa medaglia al petto che questo governo rivendica ma solo a parole e non nei fatti, e questi metodi da censura bolscevica.

Chiederemo di convocare il Presidente del Consiglio affinché possa delucidarci in merito alle recenti vicende e possa spiegarci se in Consiglio Comunale a Lecce vige la regola che la “Legge è uguale per tutti” e che i consiglieri e il loro lavoro hanno tutti pari dignità e diritti, o se Lecce è un singolare caso di dittatura comunale.”