Con un evento di notevole rilevanza artistica e culturale, ha avuto inizio ieri sera nel Teatro Politeama di Lecce la Stagione Lirica 2019 Opera in Puglia, iniziativa sorta nel 2017 per volere di Giandomenico Vaccari e Maurilio Manca, quale primo circuito lirico del Mezzogiorno italiano, che comprende i teatri di alcune città pugliesi, in particolare quelli di Lecce, Brindisi, Foggia e Barletta. Nel progetto, finanziato dalla Regione Puglia e dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese, rientra anche l’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento OLES. In programma la prima della Carmen, la celebre opera lirica del compositore e pianista francese Georges Bizet, che verrà replicata anche oggi alle ore 18,00.

     La Carmen è un’opera-comique in quattro atti o “quadri” come vennero definiti dal compositore stesso, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, a sua volta tratto dalla novella omonima di Prosper Mérimée, con l’inserimento di due personaggi: Escarmillo e Micaela, nonché alcune variazioni sulla trama. Lo stesso Bizet ebbe un ruolo rilevante nella stesura del testo oltre ad essere l’autore della celeberrima habanera L’amour est un oiseau rebelle (trad. L’amore è un uccello ribelle). L’opera venne rappresentata per la prima volta all’Opera – Comique di Parigi il 3 marzo del 1875, non riscuotendo il successo sperato che invece sarebbe giunto in seguito, tuttavia l’autore non poté goderne i frutti poiché morì pochi mesi dopo quella prima rappresentazione, esattamente il 3 giugno dello stesso anno a Bougival. Era nato a Parigi il 25 ottobre del 1838 ed il suo nome di battesimo era Alexandre-César-Léopold Bizet. Ma veniamo alla trama dell’opera.

Primo atto: siamo a Siviglia, dove Moralès e alcuni dragoni osservano con curiosità la giovane Micaela che, proveniente dalla campagna, è in cerca del brigadiere Don José. In attesa dell’arrivo di questi la ragazza si allontana. Giunto nella piazza il brigadiere ne viene informato da Moralès. Intanto escono dalla fabbrica alcune sigaraie per una pausa e fra i presenti soltanto José non dimostra alcun interesse per loro, giacché è innamorato di Micaela e intende sposarla. Gli altri invece attendono Carmen che appena appare viene circondata dai suoi spasimanti. Avendo notato che José non la considera, gli lancia un fiore che il brigadiere nasconde sotto la giacca non senza turbamenti. Nel frattempo rientra Micaela che consegna a José una lettera della madre baciandolo. Una rissa scoppia tra le sigaraie e Carmen si dimostra la più aggressiva, venendo arrestata dal capitano Zuniga, che incarica José di portarla in prigione. Rimasti soli, ha inizio l’opera di seduzione della donna che promette amore in cambio della libertà. José la aiuta ad evadere.
Secondo atto: È passato un mese e ci troviamo nell’osteria di Lillas Pastia, dove Carmen danza e canta insieme ad alcune zingare, aspettando il ritorno di José, imprigionato per averla fatta evadere. Entra il torero Escamillo per brindare insieme ad alcuni amici e, notata Carmen, comincia a corteggiarla non corrisposto.
Ma arriva José, uscito di pigione, e nel frattempo suona la tromba che ordina il rientro dei militari in caserma ma il brigadiere, provocato da Carmen, esita ad allontanarsi da lei. Entra il capitano Zuniga, anche egli innamorato non corrisposto di Carmen, ordinandogli il rientro ma José si oppone e ne scaturisce una rissa placata dall’intervento di alcuni contrabbandieri che li separano. Josè, avendo ormai compreso l’impossibilità a rientrare nei ranghi, diserta e fugge con Carmen insieme ai fuorilegge.

Terzo atto: José, che ormai vive alla macchia con i briganti vede naufragare il suo rapporto con Carmen che nel frattempo comincia ad infatuarsi di Escamillo. Una zingara le fa le carte e le predice una morte prossima. Micaela giunge al campo dei briganti in cerca di José, ma lo sorprende non vista mentre, accecato dalla gelosia, litiga con Escamillo e lo sfida a duello. Micaela è nascosta tra le rocce ma viene scoperta e condotta da José, costretto ad interrompere il diverbio con Escamillo, e lo informa che la madre è in punto di morte. Questi decide di seguirla, non prima di aver investito Carmen con le sue minacce.

Quarto ed ultimo atto: Siamo nei pressi della Plaza de Toros di Siviglia, dove il pubblico acclama i toreri, Carmen, innamorata di Escamillo è tra la folla. Due donne: Mercedes e Frasquita la avvertono che anche Josè è nei pressi. Mentre tutti sono intenti a seguire la corrida, Carmen rimane sola nella piazza in attesa di Escamillo e José la avvicina pregandola di riconciliarsi con lui. Tuttavia la donna lo respinge e si sfila l’anello che José le ha precedentemente regalato e lo getta via. Accecato dalla gelosia l’uomo estrae un pugnale e colpisce la donna uccidendola, quindi va a costituirsi ai gendarmi mentre Escamillo, vincitore della corrida, viene festeggiato dalla folla.

     Gli interpreti hanno saputo rendere al meglio lo sviluppo della trama sotto l’attenta regia di Giandomenico Vaccari che per l’occasione ha voluto ispirarsi al libro dello psichiatra italiano Franco Fornari Carmen Adorata. Psicoanalisi della donna demoniaca, edito da Longanesi ed improntato sulla diversità fra l’universo maschile e quello femminile, mettendo in risalto, da un lato il potere di seduzione della donna, di cui si accentua anche l’aspetto di strega, dall’altro il dramma del femminicidio, purtroppo quanto mai attuale. È esattamente questo contrasto che contribuisce ad attualizzare l’opera giacché siamo purtroppo testimoni giornalmente di episodi di cronaca, anche nera, che vede appunto un vortice di sentimenti generato dalla seduzione, proseguito con legame morboso e che, ahimé, molto spesso sfocia nel delitto passionale nel momento in cui uno dei due partner, il più delle volte la donna, decide di interrompere il rapporto.

Sul palco abbiamo potuto apprezzare le voci di Annunziata Vestri nel ruolo di Carmen, Rubens Pelizzari in quello di Don José, Stefan Ignat ha interpretato Escamillo, mentre il soprano di Brindisi Angela Nisi vestiva i panni di Micaela. A questi si aggiungono Luca Bruno che ha interpretato Morales, Giuseppe Esposito nei panni di Dancairo, Andrea Schifaudo in quelli di Remendado, Federico Benetti nella parte di Zuniga, Antonella Colaianni in quella di Mercedes e Alessia Thais Berardi in quella di Frasquita. Con estrema grazia hanno danzato Teresa Demma, Germana Claudia Raimondo e Lucia Della Guardia. La parte musicale è stata affidata, come già detto in apertura, all’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento OLES diretta dal Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, coreografie di Elisa Barucchieri mentre la scenografia è stata curata da Pier Paolo Bisleri, mentre la direzione del coro di voci bianche Opera in Puglia  è stato diretto da Emanuela Aymone. Ma la novità assoluta rispetto alle precedenti rappresentazioni dell’opera è stata rappresentata dalla multimedialità, curata da Leandro Summo, le cui immagini, in parte reali e paesaggistiche, in parte fortemente simboliche, hanno contribuito a completare in maniera più attuale la scenografia ed il contesto della vicenda. Del resto è giusto che anche l’opera, e l’arte in genere, si metta al passo con le moderne tecniche comunicative. Inoltre, un displey sul palco ha consentito di leggere il testo dell’opera in italiano, simultaneamente tradotto dal francese. Nel complesso un evento accattivante ed innovativo.