Flavio Carlino, Dottore Commercialista e Avvocato a Racale

Ha ragione Marcello Veneziani a dire che “La sinistra è una cupola”. Afferma il giornalista: “La sinistra è un’associazione di stampo mafioso che detiene stabilmente il potere e lo esercita forzando la sovranità popolare, la realtà della vita e gli interessi della gente. Usa metodi mafiosi per eliminare con la rituale accusa di nazifascismo (o in subordine di corruzione) chiunque si opponga al suo potere. Si costituisce in cupola per decidere la spartizione del potere ed eliminare gli avversari, tutti regolarmente ricondotti a Male Assoluto da sradicare e da affidare alle patrie galere o alla gogna del pubblico disprezzo”. E ancora: “Si serve delle camorre mediatico-giudiziarie e intellettuali per imporre i suoi codici ideologici per far saltare i verdetti elettorali, per forzare il sentire comune e il senso della realtà, per cancellare e togliere di mezzo chi la pensa in modo differente. E si accorda con altri poteri tecnocratici e finanziari, per garantirsi sostegni e accessi in cambio di servitù e cedimenti: Mafia & Capitale. Metodi incruenti, ma di stampo mafioso e tramite forme paradossali: perché calpesta la democrazia e si definisce democratica, viola le leggi, perfino la Costituzione – sulla tutela della famiglia, sulla difesa dei confini, sul rispetto del popolo sovrano – ma nel nome della legalità e della Costituzione”.

E a chi gli dice che il termine “Cupola” è molto forte, il filosofo sottolinea che il lessico politico disinvolto e fuori misura è l’unico metodo per contrastare “in modo adeguato la violenza ideologica e propagandistica della sinistra”.

Basta leggere come vengono definiti i sovranisti, dice Veneziani, cioè coloro che hanno a cuore la difesa dei confini, della famiglia e della religione. Ogni sovranista “È trattato alla stregua di nipotino di Hitler, di nazista, di razzista. Accuse criminali, ma da parte di chi le rivolge, a vanvera, stabilendo un nesso infame e automatico tra amor patrio e xenofobia, difesa della civiltà e razzismo, amore della famiglia e omofobia. E non dovremmo neanche difenderci di fronte a questi attacchi?” Egli fa l’esempio dell’”uso mascalzone dell’antifascismo che serve per isolare e interdire il nemico e poi nel nome della democrazia in pericolo per l’incombente minaccia della Bestia Nera, sono consentite le alleanze più ibride, senza limiti…”.

Ha proprio ragione lo scrittore!

La sinistra è tornata al governo per l’ennesima volta, senza passare dalla volontà popolare, senza avere alcuna considerazione per i diritti politici dei cittadini e con la prepotenza, mai sopita, di chi, con estrema supponenza, pensa di essere dalla parte del giusto.

La stessa sinistra che dipinge la destra come l’autrice di una teoria cospirativa bizantina, di appropriazione machiavellica, orchestrata contro di lei, per chissà quale oscuro motivo, senza valutare l’ipotesi che tale teoria, al massimo, la sottrarrebbe alla posizione di disagio causatale da una situazione che la vede perdente, già da tempo, ad ogni appuntamento elettorale.

La parte peggiore dell’atteggiamento di questa sinistra, affetta da fenomenismo, è la consapevolezza. Perciò la democrazia è davvero finita. Perché essa ne è consapevole!

E l’Italia sta a guardare.

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