PRESSICE/GAGLIANO DEL CAPO (Lecce) – Avrebbe cercato di abbordare tramite WhatsApp un ragazzino di Presicce fingendosi di essere una donna. I.S., 36enne di Gagliano del Capo, è ora finito nel registro degli indagati con l’accusa di adescamento di minori. In giornata il pubblico ministero Stefania Mininni, titolare dell’inchiesta, ha conferito incarico al consulente informatico Silverio Greco di eseguire una consulenza sul materiale sequestrato a fine luglio dai carabinieri in casa dell’uomo. Il deposito dell’accertamento, salvo richieste di proroghe, è atteso nei prossimi 30 giorni e servirà ad appurare la presenza di foto pornografiche o pedopornografiche di altri ragazzini.

Stando a quanto denunciato presso la caserma dei carabinieri di Presicce, il giovane avrebbe ricevuto alcuni messaggi su WhatsApp da una certa Roberta che non conosceva. “Ciao sono Roberta”; “Mi mandi delle tue foto nudo; sarebbe stato il tenore di alcuni sms che sarebbero stati recapitati al ragazzo. Il minore, però, non ha assecondato le richieste che gli sono arrivate da una “ragazza” che non conosceva. E ha deciso di raccontare il tutto alla madre facendole vedere il contenuto della chat.

La mamma del ragazzo non ha perso tempo e ha depositato una denuncia-querela in caserma assistita dall’avvocato Luigi Potenza dando così il via alle indagini sfociate in undecreto di sequestro a fine luglio. Dietro il nome di Roberta si celava l’identità di un uomo che, già nei mesi scorsi, avrebbe adescato altri minori. E proprio per accertare le sue effettive condizioni psico-fisiche il suo avvocato, il legale Luca Puce, avanzerà a breve richiesta di incidente probatorio.