VEGLIE/CAMPI SALENTINA (Lecce) – False buste paga o certificazione posticcia per ottenere prestiti dalla Banca. La truffa, però, viene smascherata e in tre vengono denunciati. In giornata, davanti al giudice monocratico Silvia Saracino, hanno chiuso i propri conti con la giustizia Ilaria Landoldo, 33 anni, ad  1 anno e 2 mesi di reclusione; ad 1 anno il fratello Simone Landolfo, 27 e a 6 mesi Stefano D’Ercole, 27 anni, tutti residenti a Veglie. Per gli imputati, difesi dagli avvocati Marco Caiaffa, Rita Ciccarese e Andrea Trevisi, il giudice ha concesso la pena sospesa e la non menzione.

Inchiesta coordinata dal pubblico ministero Maria Vallefuoco sfociata in un decreto di citazione diretta a giudizio sulla scorta di indagini di natura economica condotte dai carabinieri della stazione di Campi Salentina dopo la denuncia della Banca, la filiale del Banco di Napoli proprio di Campi Salentina. I fatti risalgono a febbraio e marzo del 2016. Truffa e sostitizuone di persona le accuse. Accuse contestate a Ilaria Landolfo. Che, secondo le indagini, avrebbe esibito falsa documentazione all’uopo (Certificazione Unica del 2015 relativa all’anno precedente e tre buste paga posticce di novembre e dicembre 2015 e gennaio 2016) per ottenere un prestito di 10mila euro erogato regolarmente dalla Banca tratta in inganno.

Stesso spartito utilizzato dagli altri due imputati: Simone Landolfo e Stefano D’Ercole. Nel primo caso il cliente della filiale avrebbe esibito la sola Certificazione Unica del 2015 con cui attestava un inesistente rapporto di dipendenza con una ditta di San Pancrazio per ottenere un prestito di 10mila euro. Il secondo, in concorso con Ilaria Landolfo, avrebbe presentato la Certificazione Unica sempre di quattro anni or sono e tre buste paga per avvalorare il suo rapporto di lavoro con un’impresa edile di san Donato per intascare un prestito sempre di 10mila euro.

Sul banco degli imputati comparivano altri due soggetti. Per uno, al momento irreperibile, è stato notificato un nuovo decreto mentre per il secondo il giudizio è stato rinviato per un impedimento del suo avvocato.