CASARANO/UGENTO (Lecce) – Sentenza esemplare per i due presunti estorsori e rapinatori che, per guadagnarsi la fuga, non esitarono a lanciare un ordigno nel bar preso di mira e ritenuti responsabili di una serie di furti. I giudici in composizione collegiale (Presidente Stefano Sernia) hanno condannato a 11 anni di reclusione Luigi Tartaglione, 51enne, di Ugento e a 10 anni Francesco Memmi, di 30, residente a Casarano. Una sentenza dura (che contempla la condanna per tutti i reati contestati ai due imputati) e se si considera che le richieste del pm Maria Rosaria Miicucci erano state decisamente più basse: 7 per Tartaglione e 8 per Memmi.

I due finirono in manette nel dicembre scorso sulla scorta delle indagini condotte dai carabinieri del Norm di Casarano coordinati dal sostituto procuratore Luigi Mastroniani a conclusione dell’operazione denominata “Breaker bar”. Tartaglione e Memmi avrebbero avanzato una richiesta estorsiva di 100 euro che il titolare del “Bar Anthony” di Casarano rifiutò di assecondare. Richiesta ribadita ore dopo con una telefonata con cui Memmi dava appuntamento sulla collina della Madonna della Campana di Casarano. nel pomeriggio si scatenò il parapiglia. I due entrarono nel locale armati di mazze da baseball. Ribadirono la richiesta della mazzetta e poi fecero esplodere un grosso petardo per costringere il titolare ad assecondare la loro pretesa. Nonostante il danneggiamento del locale, l’uomo si allontanò mentre i due uomini si allontanarono portando via 2mila euro custoditi nel registratore di cassa.

Nel corso delle indagini, inoltre, i carabinieri hanno poi raccolto elementi di colpevolezza a carico del più giovane dei due, per alcuni furti (tentati e riusciti) compiuti nell’agosto scorso. In particolare, il 19 agosto Memmi si sarebbe reso protagonista di un tentato furto in un’abitazione di via Marsala, per poi essere scoperto e costretto alla fuga dalla vittima. Tre giorni dopo, il 30enne si sarebbe reso autore del furto di una borsetta, lasciata all’interno di una Lancia Y parcheggiata in via San Giuseppe. Il primo ottobre, infine, avrebbe rubato diversi monili in oro dall’abitazione di una 53enne, residente in via Padre Chetry. Tartaglione, invece, era accusato di ricettazione, per avere rivenduto ad un compro-oro di Casarano un anello in oro giallo con pietra azzurra, provento del furto in abitazione compiuto dal Memmi l’1 ottobre.

I due imputati sono sempre detenuti. Nel corso del processo la difesa di Tartaglione, rappresentata dall’avvocato Roberto Bray, aveva avanzato istanza di scarcerazione poi rigettata alla luce di una perizia che avveva accertato una presunta incompatibilità con il regime carcerario. Non appena saranno depositate le motivazioni (attese nei prossimi 90 giorni) sarà presentato appello. Stessa scelta già preannunciata dall’avvocato di Memmi, il legale Leonilda Marzano.